Amore tossico

Una cosa che mi fa davvero rabbia, è vedere quanto spesso le persone facciano di tutto per essere infelici.

In passato l’ho fatto anch’io, per carità, chi non ha sbagliato! Però dagli errori dovremmo imparare, altrimenti non cresceremmo mai. E quando vi dico di essere istintivi, di lottare per qualcuno, per qualcosa, per un amore o per un’amicizia, mi riferisco a situazioni basate sulla reciprocità e sulla fattibilità, non a situazioni idealizzate e non corrisposte.

E’ giusto lottare in un contesto difficile, solo quando entrambe le parti hanno una direzione comune. Allora lì è legittimo combattere insieme, starsi vicino nelle difficoltà e non arrendersi finchè siano presenti amore, rispetto e voglia di stare insieme.

Ma picchiare la testa più volte contro una porta chiusa, ecco, questo è molto sbagliato e molto stupido.

Certo per un po’ uno ci prova. Ma dopo aver capito che non ci sono le condizioni necessarie per essere felici, nè i presupposti per condividere progetti per una vita insieme, perché incaponirsi, perché continuare a star male?

Ho amiche e amici che buttano via un sacco di tempo dietro a persone che evidentemente non corrispondono il loro amore o che non condividono direzioni comuni. Persone valide, che meritano di essere felici, ma che si ostinano, vuoi per debolezza o vuoi per comodità, a non volerlo essere. 

Quanti articoli ho scritto in merito al non accontentarsi, al non permettere a nessuno di trattarci male e non smetterò mai di farlo.

Siamo noi che decidiamo se star bene o male, quantomeno su queste cose. Ci sono già cosi tante variabili che non possiamo controllare, perché farci male anche su questo?

Quando siete alla guida della vostra macchina, a chi lasciate in mano il volante, a voi o ad altri? Non lo lascereste mai in mano a qualcuno, siete solo voi a tenerlo, solo voi a decidere quando girare, sterzare, accelerare o frenare. 

Certo ci vuole tanto coraggio, la guida può essere pericolosa, faticosa, stancante e a volte non è facile cambiare le strade che conosciamo, per strade sconosciute in cui rischiamo di perderci. Ma è in quei percorsi, che spesso troviamo le sorprese più belle.

Jean De La Fontaine diceva “Spesso si incontra il proprio destino nella via che si era presa per evitarlo”, e credo che non ci sia nulla di più vero.

Il punto è, che chi è in questo stato, vede i tuoi tentativi di aprirgli gli occhi come l’ennesima minaccia ad un amore già cosi fragile ed effimero. E questo lo annebbia ancora di più e lo porta addirittura a mentire alle persone a cui vuole più bene, per nascondere ciò che fa.

Chi di voi non ha mai avuto un amico che si vergognava della verità, al punto di non riuscire a confessarla nemmeno a voi. Eppure vanno avanti a farlo, sapendo che gli farà male. Questi amori malati diventano come una droga. Creano dipendenza e ti consumano dentro fino a distruggerti, fino a che non ti rendi conto che hai buttato via gli anni migliori della tua vita. Eppure, pur sapendolo, non riescono ad uscirne, come se, di quell’amore, non volessero rinunciare neanche al dolore. 

Non si può aiutare chi non vuole essere aiutato e preferisco scrivere un articolo rivolto a chiunque abbia voglia di leggerlo, piuttosto che continuare a parlare a chi non vuole ascoltare, nemmeno se si tratta di amici.

Siamo grandi, siamo adulti e quindi responsabili della nostra vita e delle nostre scelte. Tutto ciò che scegliamo oggi, definisce il nostro domani e quando, come spesso accade, le persone provano a convincermi che devo accontentarmi perché, “chi non mette radici muore”, rispondo che le radici si mettono in terreni fertili, non aridi e secchi, perché altrimenti l’albero stesso, comunque, muore.

Non smetterò mai di lottare contro questo, sperando di arrivare a chi, magari un po’ intimorito, pensa di non avere scelta. Ma si ha sempre una scelta. L’unica cosa che non possiamo scegliere è la durata della nostra vita.

Per questo avremmo il dovere morale di vivere ogni giorno al massimo, di non aver paura di dire ciò che pensiamo, di  lasciar vivere le emozioni, di non soffocare mai i sentimenti e di lottare per realizzare i nostri sogni sempre, senza aver paura di lasciare il noto per l’ignoto. Perché a volte è nell’ignoto che si nasconde la nostra felicità.

Chiudo con una citazione di Steve Jobs a me molto cara, che è stata per anni appesa accanto alla mia scrivania:

“Negli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare?”. E ogni qualvolta la risposta è no per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.”

In parole povere, la verità universale è che per essere felici ci vogliono le palle. Caratteristica, a quanto pare, molto rara nella nostra ”progredita” società.

Cosa cerco in un uomo

E’ una cosa che mi chiedete spesso..

“ma com’è possibile che tu sia single”, “sarai troppo esigente”, “ma cosa cerchi in un uomo” ecc. ecc…

La maggior parte delle persone mi reputano troppo esigente e, altrettante, mi dicono che se non inizio ad abbassare l’asticella e ad accontentarmi, resterò sola e infelice per sempre.

Sola, se per “sola” intendete “non fidanzata”… può essere, non tutti hanno la fortuna di incontrare l’anima gemella. Perché poi io sola, di fatto, non lo sono mai e il concetto di solitudine è davvero relativo.

Infelice…perché davvero pensate che tutti quelli che sono in coppia siano felici? Io ne conosco davvero poche di coppie felici, forse un paio, non di più.

Quindi cercherò di spiegarvi cosa cerco in un uomo e in una relazione, proprio per evitare di arrivare ad essere infelici in due, che credo sia molto peggio dell’essere dignitosamente serena da sola.

Innanzitutto non si tratta di asticella alta o bassa, si tratta semplicemente di cercare una persona che sia giusta per me. Non per gli altri, per me.

Bello, brutto, ricco, povero, biondo, moro…non sono queste le variabili importanti.

Fisicamente non ho preferenze, ho provato a perdere la testa per uomini anche bruttini, ma molto affascinanti. Fascino batte bicipiti, sempre. Anzi, l’uomo troppo fisicato e curato mi innervosisce e sono profondamente convinta che quelli che dedicano troppa attenzione a queste cose, siano tendenzialmente uomini ”ego-riferiti” che non potranno mai fare felice una donna.

Povero no, perché non prendiamoci in giro, non voglio certo mantenere nessuno. Ma neanche ricco, non mi interessano eccessi e lussi, se cercassi solo questo mi sarei sposata anni fa e oggi vivrei da regina. Ma nonostante le malelingue no, non cerco questo, anche se è la cosa più facile e banale da pensare e, volendo, neanche cosi difficile da trovare. Mi interessa che sia una persona che, data la nostra età, si sia dignitosamente costruito una posizione, qualunque essa sia, per poter vivere bene. E che abbia ricevuto una buona educazione, non sopporto le persone maleducate.

Ma anche queste, alla fine, sono variabili importanti, ma non fondamentali.

C’è una cosa invece che, per me, è davvero fondamentale, senza la quale non riesco neanche ad iniziare…

Deve scegliere me, deve volere me, deve essere pazzo di me! E voglio che mi scelga esattamente in una città come Milano, piena di belle donne, piena di concorrenza. Se mi scegliesse in un paesino senza alternative o se mi scegliesse in mezzo a donne poco interessanti, non sarebbe una vera scelta e, alla prima tentazione casuale esterna, cederebbe e cadremmo nella comune infelicità.

No, io cerco qualcuno che veda bene cosa c’è intorno, il chè non è difficile, anche perché le mie amiche sono tutte splendide, e nei posti che frequento, ne vedo altrettante davvero meravigliose. Ma, nonostante questa ampia scelta, cerco qualcuno che scelga me e che senza esitare e senza paura, abbia il coraggio di attraversare una strada, la sala di un ristorante, una carrozza della metro o qualsiasi ostacolo immaginabile possa trovare, per presentarsi davanti a me e dirmi che vuole me.

Non voglio essere seconda a niente, non voglio essere un dubbio, non voglio essere una cosa cosi’…che se c’è bene, se non c’è bene uguale, non voglio essere un passatempo a giorni alterni, non voglio essere un ritaglio di tempo dopo tutto. Non voglio, insomma, coprire un microspazio rimasto in una vita piena. Voglio qualcuno che quella vita, voglia riempirla insieme a me.

Inutili con me i discorsi tristi sull’amore dopo i 40 anni, che deve essere ponderato e razionale, che deve essere un modo maturo e adulto per trovare qualcuno con cui invecchiare.

Non mi interessa qualcuno con cui invecchiare, magari neanche ci arriverò alla vecchiaia che ne so, nessuno può saperlo. Mi interessa qualcuno con cui condividere il mio tempo e stare bene qui e ora.

Per quanto riguarda i figli, certo che li vorrei. E non so se ne avrò mai di miei, chi lo sa, ma non importa, possono essere anche figli suoi avuti da precedenti relazioni, li amerei allo stesso modo, o si possono adottare o si possono non avere ed essere felici in due, non esiste un modello di famiglia standardizzato che ti farà certamente felice. Esistono due persone che si scelgono, che si scelgono veramente in mezzo a tanti e che si vogliono senza dubbi. Solo così, si può affrontare con la giusta forza tutto ciò che la vita ci riserva.

La perfezione poi, quella non esiste e certamente non la cerco, ben consapevole dei miei limiti, perchè tutti abbiamo dei difetti. Il segreto della felicità credo sia cercare una persona che abbia quei difetti che, tutto sommato sopporti e che allo stesso modo ti permetta di essere te stessa, accettando i tuoi. Cercare insomma qualcuno che, in quei difetti, veda la tua reale bellezza, l’unica che non sfiorisce mai. Perché se non è cosi, se vi fate scegliere solo per ciò che siete fuori, o per ciò che possedete, ci sarà sempre qualcuno più bello di voi, più giovane di voi, più ricco di voi.

Cercate qualcuno che ami i vostri difetti e che amate sopra ogni cosa con i suoi.

E se non c’è questo amore forte alla base, se non c’è questa convinzione, se non vi siete scelti nella totale sicurezza di volervi amare il più a lungo possibile, crollerete subito, alla prima scossa esterna e non vi resterà che separarvi o essere infelici insieme. Che è poi quello che succede a tante coppie che, senza questa reale convinzione, si sposano perché è arrivato il momento o, peggio ancora, decidono di fare figli, con la convinzione che questo possa unirli o sistemare le cose. E non sanno che invece un figlio, se non c’è un’unione forte alla base, divide, mette in crisi e distrugge i rapporti. Ed ecco spiegati tutti i divorzi e tutte le separazioni di oggi.

Cosa cerco in un uomo?

Convinzione, ecco cosa cerco.

Un uomo che sia sicuro di me, un uomo che non abbia dubbi, che voglia conoscermi , che voglia me e che tra 10 anni mi dica “amore, io ti ho voluta dal primo momento in cui ti ho vista”. Che quando vede i miei difetti sorrida, che quando mi perdo nei miei momenti bui mi dica “quando ti arrabbi ti amo ancora di più”.

Ecco cerco questo. Il resto sono chiacchiere, sono cazzate, sono stereotipi di questa società assurda. Sono persone che si adattano e si snaturano perché non sanno stare sole. Sono persone che si accontentano perché non hanno il coraggio di scegliere ciò che vogliono. Sono molto semplicemente, la società disastrosa di oggi.

Sceglietevi e abbiate il coraggio soprattutto di prendervi, a qualunque costo.

Il resto poi viene da sé, naturalmente e solo cosi si può pensare di affrontare tutto e di sperare di essere una famiglia felice.

Concludo con questa frase che ho letto di recente:

“Chi si accontenta gode, per me è la filosofia dei finti soddisfatti e degli infelici camuffati. Nella vita, di notte si sogna, di giorno si combatte e si fanno sacrifici. Perciò, chi si accontenta muore”

 

Il bilancio di fine anno

Siamo a fine anno, è appena passato il Natale e credo sia normale fermarsi un attimo per fare il punto sulla nostra vita.

Ogni tanto mi demoralizzo un pò, perché mi sembra di non aver costruito nulla. Magari perché anch’io, nonostante i miei sforzi, spesso ragiono secondo gli stereotipi della società e, dato che non sono sposata e non ho fatto figli, mi sembra di essere sempre ferma.

E forse anche perché, in passato, mi sono circondata di alcune persone sbagliate, pronte a sottolineare sempre e immancabilmente solo le mie debolezze e i miei sbagli. Tutto questo, mi ha spesso tolto sicurezza, facendomi dubitare di me stessa.

Dopo un accurato lavoro di pulizia, che consiglio col cuore a tutti, ho iniziato a riprendere coscienza di me stessa e del percorso che ho fatto nella mia vita, che vorrei condividere con tutti voi, sperando che, chi si sente diverso o sbagliato solo perché non sta facendo ciò che tutti si aspettano, o perché non segue ciò che tutti fanno, riesca a capire il suo valore a non lasciarsi scoraggiare.

Perché basta fermarsi un attimo e prendere tempo per dare un’occhiata al passato, per capire l’evoluzione del nostro percorso.

Il mio, ad esempio, è partito anni fa dalla decisione di lasciare la vita di provincia, vicino alla famiglia e agli amici di sempre, di vendere una casa alla quale ero tanto affezionata, per buttarmi nella caotica vita della grande città, della mia Milano e comprare una casa nuova, chiaramente con costi di vita diversi e molto più pesanti da affrontare. Allontanarmi da tutto ciò che era confortevole per iniziare un nuovo percorso da sola. Più difficile forse, ma solo mio. Partire con una casa molto più piccola e spoglia, quasi vuota, perché avevo già speso tutto il budget a disposizione per comprarla e vederla poi trasformarsi nel corso di questi 7 anni, pezzo dopo pezzo, arrivando ad essere la casa che ho sempre sognato di avere, dove mi rifugio dal caos non appena posso e non appena ho tempo. Perché è importante che quando chiudiamo quella porta che ci separa dal mondo esterno, ci sia il nostro calore di casa ad accoglierci e coccolarci.

Continuando con la crescita nel mio lavoro, che mi ha regalato, tra le altre cose, rapporti importanti con persone diventate riferimenti fondamentali nella mia quotidianità.

Passando poi per una rete di nuove amicizie e conoscenze esterne molto più grande di quella che avrei mai potuto anche solo immaginare in una piccola città.

Senza dimenticare i numerosi viaggi, che mi hanno fatto conoscere posti che mi sono tatuata nel cuore e sulla pelle e che mi hanno cambiata tantissimo.

Ho avuto il coraggio di far uscire dalla mia vita persone che amavo profondamente, ma che mi facevano male.

Ho conosciuto il buddismo che mi ha fatto iniziare un percorso che mi ha portato, tra le altre cose, a dedicarmi agli altri facendo volontariato, cosa che consiglio davvero a tutti, perché a volte fa meglio a chi lo fa che a chi lo riceve.

Ho poi  imparato, dopo anni, ad accettare che le cose cambiano, che certe persone purtroppo non ci sono più, ma che la vita continua e che loro vorrebbero che noi la vivessimo con gioia.

E questo mi ha portato a riapprezzare il Natale, periodo dell’anno che ho odiato per tanto tempo, perché non volevo viverlo senza una persona che ho perso e che mi manca ogni giorno e mi mancherà sempre. Ma so che lui vorrebbe che io ritrovassi la gioia di quando da piccoli ci travestivamo da Babbo Natale per consegnare i regali a tutta la famiglia. E quest’anno ho deciso, per lui e per tutti, di ritrovare quello spirito, di tornare a festeggiare la vigilia con tutta la famiglia e certo, magari ho un tantino esagerato con le luci, le decorazioni e i biscotti che ho fatto, ma sono molto contenta del passo avanti che rappresenta tutto questo per me e, chi mi conosce bene lo sa e mi sta supportando in tutto, anche se cerco vistose renne illuminate da mettere sul balcone.

In tutto ciò, nel poco tempo libero che restava, ho aperto un Blog, quello che state leggendo ora, che è stato anche molto terapeutico per me e per questo, vorrei ringraziare di cuore i miei fedeli lettori il cui sostegno è stato per me preziosissimo.

Ho cambiato tante cose di me stessa, sia esteriormente che caratterialmente. Se penso a quando sono arrivata a Milano, ero totalmente diversa… Vivere nella città della moda ha affinato tantissimo il mio gusto estetico e stare a contatto con persone cosi diverse, che vengono da ogni parte dell’Italia e del mondo, mi ha permesso anche di conoscere molto meglio me stessa, nei mie pregi e nei miei difetti, nonché di avere orizzonti nuovi e punti di vista differenti.

Ho capito di avere certamente un carattere difficile, ma ho anche capito che chi va oltre questo e non cerca di cambiarmi, accettandomi per quella che sono, riesce a godere poi di ciò che io so dare, che va certamente oltre il normale. Ho imparato ad accettare di avere un po’ di rabbia dentro, che nasce dalle perdite importanti che ho avuto nella mia vita, ma che fa parte di me, della mia persona e sono pochi, quelli che sanno calmarla e spegnerla. Ma esistono e sono queste le persone da tenere vicine, non quelle che la alimentano.

E certo, non ho una famiglia mia, non quella tradizionalmente concepita quantomeno. Ma ho una famiglia di amici veri che mi vogliono bene così come sono e ho due genitori meravigliosi che ringrazierò sempre per avermi insegnato cos’è l’amore. Sia per come se lo scambiano loro, ogni giorno, ancora dopo 44 anni, sia per quello che danno a me, che è un amore che va oltre ogni limite e che ha la purezza che solo l’amore di un genitore per un figlio può avere.

E se non l’ho provato come genitore ho però la grande fortuna di averlo ricevuto e dato come figlia e questo mi fa sentire molto fortunata.

Infine, vorrei condividere con voi una cosa sulla quale mi sono ritrovata a riflettere molto negli ultimi mesi, che sembra banale, ma che nella società di oggi è molto importante ricordare, ovvero la distinzione del bene dal male. Perché a volte sembra quasi che sia tutto lecito, che tutto sia concesso e forse dovremmo ricominciare a tracciare un limite tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, anche se per tutto il mondo lo “sbagliato” è diventato normale e accettato.

Guardando un film di cui non ricordo il titolo mi ero trascritta questa frase:

“Devi distinguere il bene dal male, la bugia dalla verità. Se non impari questo non ti puoi fidare di nessuno e se non ti puoi fidare di nessuno non puoi amare. Fidarsi degli altri, avere fede e perdonare sono le cose più difficili da imparare”

Io di errori ne ho fatti ancora parecchi quest’anno e spesso mi perdo nelle mie scelte sbagliate. E da qui vorrei ripartire.

La strada che vedo davanti a me è ancora lunga e in salita e mi piace che sia cosi, mi piace l’idea di avere ancora tanto da fare, ancora molto da crescere e tante cose di me da cambiare e migliorare. E cercherò di farlo sempre.

Ma se mi guardo indietro, sono molto soddisfatta di ciò che ho fatto e delle cose che ho costruito e spero davvero, con questo articolo, di rasserenare chi come me ha un percorso differente dagli altri, ma non per questo meno importante. Non siamo tutti così fortunati da riuscire a trovare la nostra “Metamela”, ma siamo anche individui e il percorso che facciamo di crescita come tali è altrettanto importante e non va sminuito né sottovalutato.

Abbiate il coraggio di seguire il vostro cammino e abbiate il coraggio di fare ciò che volete per voi e non per accontentare gli altri, ma per realizzare i vostri sogni.

La vita è solo una, non dimenticatelo mai.

E con questo auguro buone feste a tutti e felice anno nuovo pieno di tantissime cose belle!

La vostra Metamela

La check list

L’altra sera, durante una cena con amici, ci siamo ritrovati a parlare delle difficoltà che abbiamo a trovare un compagno, in un’età forse un po’ difficile e pretenziosa.

E c’è una cosa che, tra una risata e l’altra continuava ad emergere, ovvero quella famosa e deleteria check list che, prepotentemente, si piazza nella parte razionale della nostra testa, rendendo ancora più difficoltose le decisioni che dobbiamo prendere. Una lista, insomma, di caratteristiche “tipo” imprescindibili, maturate negli anni, che la controparte deve assolutamente avere per poter iniziare una relazione con noi.

Che ne so, piacente, laureato, con un buon lavoro, viaggiatore, educato, generoso, sexy, single ecc ecc.

Secondo qualcuno, questa check list sarebbe la nostra rovina, perché, condizionandoci inconsciamente, non ci farebbe vedere di fatto quello che poi, realmente c’è.

Io non sono molto d’accordo! O meglio, non credo che sia la check list il problema. Il solo fatto di pensare alla check list, è già di per sé un problema.

Quando ci incagliamo in un punto che ci sembra insuperabile, quando la mancanza di una spunta della  lista ci blocca e ci sembra insormontabile, anche se tutti gli altri punti sono a posto, anche se sulla carta la persona è perfetta, non è perché siamo troppo esigenti o pretenziosi. Cosa che, peraltro, mi sono sentita dire innumerevoli volte.

No, è semplicemente perché quella persona non è giusta per noi!

Non so voi, care lettrici, ma io, le rare volte in cui mi sono innamorata o particolarmente invaghita di qualcuno, è stato sempre con le persone il più lontano immaginabile dalla descrizione della mia check list.

Persone problematiche, con situazioni sbagliate, età sbagliate, culture diverse, magari lontane, fisicamente diverse dal mio uomo ideale modalità “surfista” alto biondo con gli occhi azzurri e  capelli lunghi. Però chissà perché, immancabilmente, erano quelle che mi facevano inspiegabilmente battere il cuore.

Questo per dirvi, di non stare a impazzire, se vedete che un uomo apparentemente perfetto non vi fa scattare la scintilla. Non è colpa vostra, non si comanda l’amore. Lo capite quando è una persona per cui valga la pena rischiare tutto, lo sentite dentro, non avrete dubbi e non penserete alla check list. Non abbiate paura a provare sentimenti, non pensate che possa essere una cosa adolescenziale, non pensate che sia sbagliato solo perchè diverso da ciò che vi aravate immaginati.

Il cuore deve battere, devi perderti nei suoi occhi, devi sentire che il tempo lontano da lui sembra infinito, devi leggere i suoi messaggi come se fossero delle poesie. Devi avere voglia di farlo felice sempre, a costo di sacrificare la tua felicità per la sua. Devi sentire che non c’è nulla al mondo che vorresti di più che fare l’amore con lui. Devi pensare che se ti chiedesse di partire, lasciare tutto e andare dall’altra parte del mondo con lui, lo fareste senza esitare. Devi pensare che non puoi più immaginare un giorno della tua vita senza di lui.

E non c’è un tempo per questo Signore, ci si puo’ innamorare anche in un giorno. Lo sentite dentro non avrete dubbi, anche se questo vi stravolge l’esistenza, anche se questo vi fa fare e pensare cose che, fino al giorno prima, non avreste mai immaginato.

Questo è l’amore: non una situazione di comodo, non una cosa che avete progettato negli anni, ma qualcosa che si avvicina forse più alla follia che a una cosa sensata e che riuscirebbe a farvi attraversare l’oceano a nuoto per la forze che vi darà.

Il resto è comodità, è certamente equilibrio, è decidere razionalmente di voler invecchiare con qualcuno con cui si sta bene accanto. E’ decidere che, a un certo punto della vita, non si ha più voglia di stare soli. E io non lo condanno, sono scelte assolutamente rispettabili.

Ma l’amore…l’amore è un’altra cosa, l’amore è una rarità che si sta estinguendo nel mondo.

L’amore non è una check list, l’amore  non è un progetto o un piano che avete in testa. L’amore non è un’età in cui si decide che bisogna sistemarsi. L’amore semplicemente accade. L’amore spesso è scomodo. Significa rischiare, non pensare, non avere certezze, ma sentirsi cosi profondamente innamorate da decidere di saltare comunque. L’amore è questo, un salto nel vuoto. Non si sa cosa ci sia sotto, non si sa come atterreremo e non ci metteremo neanche a pensarci, perché l’unica cosa importante, è saltare insieme.

E se vi capita di trovarlo e provarlo, vi assicuro che, con buone probabilità, sarà certamente una situazione complicata, complessa, difficile.

Ma non vi arrendete. Lottate e fate in modo di non perderlo mai. Non lasciate vincere la paura, non soffocatelo, perché cosi, non farete altro che nutrirlo ancora di più.

Chi abbandona, chi rinuncia,  si porterà dietro questo sbaglio per l’eternità.

Dieci cose fondamentali che gli uomini dovrebbero capire

Io fatico a capire il motivo per cui, nel 2017, non ci sia ancora un manuale legalizzato di reciproca comprensione per uomini e donne.

Tanto le lamentele sono sempre le stesse: loro dicono che siamo pesanti, togliamo la libertà, li soffochiamo, gli togliamo tempo al calcio, ai videogiochi, alle birre con gli amici e gliela diamo troppo poco.

Noi lamentiamo invece una scarsa attenzione nei nostri confronti, il non ascolto, la non presenza, la mancanza di buone maniere e, fondamentalmente, se fossero più romantici,  gliela daremmo anche un pò di più, evitando i nostri famosi mal di testa.

Ora, cari maschietti, nel mio piccolo, vorrei  farvi un grande regalo e darvi un importante contributo per permettervi di evitare certi errori, invitandovi ovviamente a fare lo stesso, in modo tale da capirci tutti meglio.

Perché io sarei più che felice di avere delle istruzioni per capirvi, quindi approfittatene e fatene tesoro!

Partiamo dall’ABC:

1) IL CONTO: allora, l’emancipazione, Signori belli, non c’entra nulla con il vostro essere taccagni! NOI, possiamo serenamente pagarci una cena o una colazione o un week end, ma se ci state invitando VOI, il conto spetta a VOI (Galateo docet). Fate un rapido calcolo di cosa vi potete permettere, perché vi assicuro che fate molta più bella figura a portarci in pizzeria e pagare voi, che in un ristorante stellato e chiederci la nostra metà. E per tutti quelli che hanno già la tastiera calda per dire qualche fesseria sulla parità o su argomenti simili, rispondo subito che nessuno, qui, vuole farsi mantenere da voi! Io sto parlando di galanteria, di eleganza, di classe, che non c’entrano nulla con questo nè con la noiosa accusa che cerchiamo qualcuno ricco. Si può essere Signori senza soldi e si può essere taccagni e cafoni anche pieni di soldi (e questi ultimi, purtroppo sono tanti).  Le donne, quelle vere, quelle che vi dovreste scegliere, poi trovano sempre il modo di sdebitarsi e ricambiare. Per quanto riguarda voi, abbiate la dignità di proporre quello che potete permettervi di offrire e non quello che potete permettervi di dividere. E’ molto diverso!

2) SCELTA RISTORANTE: quando ci invitate a cena, se l’invito parte da voi, il ristorante, signori cari, lo dovete scegliere e prenotare voi. Colgo l’occasione per un piccolo sfogo personale: io non mangio pesce e mi rendo conto che questo, per la maggior parte delle persone, sia un reale dramma che porta ad andare in crisi esistenziale. Però, mi mettete in imbarazzo se mi costringete a dover rovinare la magia della prima uscita ritrovandomi in un ristorante dove non mangio nulla che, non capisco il perché, è quasi sempre un sushi o un ristorante solo pesce. Se non conoscete bene la donna con cui state uscendo, diamine, è cosi difficile prenotare un ristorante italiano dove si mangia tutto? Inoltre, nota numero due, il fatto che io non mangi pesce non vuol dire che in automatico dobbiamo andare in un ristorante di carne!!! Non conto piu’ le volte in cui sono stata nei ristoranti argentini della città, probabilmente mi faranno una tessera ad honorem! Fine dello sfogo personale. Un pò più di fantasia dai! E, ovviamente, passatela a prendere e non ditele “ci vediamo lì”!

3) COSTUME DA BAGNO: lo slippino no, vi prego! Su di me ha lo stesso effetto che per voi può avere la ballerina abbinata alla mutanda della nonna! Innanzitutto vi sta male, siete inguardabili, anche se avete un bel fisico. Secondo, se è un tema di abbronzatura, vi assicuro che lato nostro non ce ne frega nulla. Terzo se volete mettervi la mutanda, poi non lamentatevi se noi ci soffermiamo a guardare i surfisti con quei costumi lunghi, molto piu’ virili e sexy dei vostri e vi consiglio di alzare subito i tacchi e andarvi a cambiare!

4) DEPILAZIONE: ma perché vi depilate? No davvero, perché vi ostinate a perseguire un modello effemminato che proprio non ci piace? Noi siamo attratte dal maschio virile che ha i peli, tolleriamo che ve li togliate al massimo sulla schiena, ma vi prego, lasciateveli altrove, ovunque! Perchè non è bello guardare qualcosa che sembra un pollo spelacchiato…

5) ACCESSORI: sono due gli accessori a mio avviso consentiti all’uomo etero: l’orologio e, se sposato, la fede nuziale. Tutto il resto è di cattivo gusto e lontano da tutto ciò che è considerato elegante.

6) CAPELLI, BARBA E SOPRACCIGLIA: lasciate tutto naturale per favore. Punto!!

7) DIETA: mangiare è come fare l’amore, una cena può essere un vero e proprio preliminare e il rapporto tra cibo ed emozioni, credo sia direttamente proporzionale. Valutate voi se volete proseguire la serata con un uomo che mangia solo verdura e gallette!

8)I SELFIE: allora qui è inutile che mi diciate che uomo e donna siano uguali. No signori, la donna da che mondo e mondo è vanitosa, è  donna e, apparire, è una cosa per lei assolutamente naturale e normale. Una volta lo faceva con pizzi e merletti, oggi lo fa con i selfie. L’ uomo che vive di selfie con la boccuccia a culo di gallina, invece, è totalmente innaturale. La prima donna, deve essere una donna Signori! La parola stessa lo suggerisce. Lasciate perdere la vanità se volete essere considerati uomini veri!

9) IL CORTEGGIAMENTO: allora, non ne siete più capaci (o lo sono in pochi) e questa è una certezza. Senza pretendere tanto, perché oramai ci ho rinunciato, riuscite almeno a cercare di dare una lontana percezione di piacere in quello che state facendo, senza farlo sembrare un favore?  Sarebbe già qualcosa…

10) WHATSAPP: Ultimo, ma non meno importante. Io in questo sono estrema, me ne rendo conto: se non mi rispondete vi elimino! Ma non perché, come mi è capitato di sentirmi dire, io sia matta. No, molto più banalmente, perché alla mia età, so perfettamente cosa ci sta dietro a quella “non risposta” e a quel tipo di persona e, semplicemente, non mi interessa! Non è difficile da capire, non devo essere accomodante con chi non mi va di esserlo, abbiamo cosi poco tempo libero, se permettete, lo uso con le persone che sono allineate a me e che mi fanno stare bene. Chi non risponde, non rientra tra queste. Mi piacciono le persone limpide, trasparenti e soprattutto educate. La vita è una continua scelta e questo è quello che scelgo io per essere felice a modo mio.

Quindi facendo un rapido punto, care lettrici, se avete tra le mani un uomo che gestisce bene anche solo la metà di queste cose, tenetevelo stretto! Perché credetemi, sono una rarità!

 

Un segreto per essere felici

Possiamo tutti essere felici, quantomeno in tutto ciò che abbiamo il potere di cambiare. Perché la felicità è una scelta coraggiosa, è una conquista, è un traguardo che richiede a volte anche grandi sacrifici. Nessuno ce la regala, va costruita nel tempo e non dipende solo dal fato o dalla fortuna. Certo, a volte aiutano, ma è solo una questione di tempi; chi è più fortunato la raggiunge prima, chi è meno fortunato la raggiunge dopo, ma solo chi è pigro non la raggiunge mai. Troppo comodo pensare che tutto sia determinato dal fato e troppo arrendevole pensare di essere meno fortunati rispetto ad altri.

Ci ho messo tantissimo ad arrivarci anch’io perché, lo ammetto, spesso è più facile pensare di essere vittime di qualche congiura divina o astrale, credendo che nulla dipenda da noi e che tutto sia causato da qualcosa al di fuori di noi. Figuratevi che io ero convinta che una brasiliana che stava con un mio ex a 17 anni, mi avesse fatto qualche sorta di malocchio. Cosi speravo di giustificare le mie disavventure amorose che ho avuto nel corso degli anni. E credetemi che, se ve le raccontassi, probabilmente mi suggerireste uno stregone pure voi e, in qualche momento di disperazione, mi ero in effetti anche informata in merito.

Ma per quanto assurde siano state le mie storie degli ultimi anni, fatta eccezione per un paio di persone con cui non ha funzionato per mancanza di chimica, ma che erano veramente persone molto valide a cui voglio ancora un bene infinito, gli altri sono state tutte scelte sbagliate mie, dettate probabilmente da una mia momentanea incapacità di intendere e di volere o più probabilmente da una mia ostinata immaturità sentimentale. Perché seguire il cuore è giusto, ma ricordarsi sempre di collegare il cervello è altrettanto importante, il che dovrebbe escludere a priori molteplici categorie, che effettivamente ci metterei un po’ ad elencarvi tutte; ma questo, è un altro articolo…

Tornando a noi, bisogna guardare avanti, non indietro e pagare con dignità i nostri errori, cercando di evitare di farne di nuovi.

Quest’anno mi ero segnata i miei buoni propositi in una lista scritta sul mio telefonino, giurando a me stessa che li avrei realizzati tutti, uno dopo l’altro. Obiettivi di ogni tipo che spunto, giorno dopo giorno, con grande orgoglio. E stavolta non mi faccio fermare da nessuno finchè non li realizzo tutti e so che le persone giuste si incastreranno perfettamente in questo viaggio in continua evoluzione, crescendo insieme a me.

Non bisogna vergognarsi di nulla quando scriviamo i nostri desideri su un foglio, non dobbiamo aver paura dei nostri sogni e dobbiamo cercare di essere sinceri prima di tutto con noi stessi, senza paura di essere giudicati. Perché come ho scritto piu’ volte, solo noi possiamo sapere cio’ che ci rende felici; c’è chi ambisce a miglioramenti fisici, chi ad arricchirsi, chi sogna l’amore, chi la carriera, chi di girare il mondo, chi di aiutare gli altri, chi di sposarsi e fare figli; nulla è sbagliato nel momento in cui ci fa stare bene e non dovete mai permettere a nessuno di frenare le vostre ambizioni.

Ma prima di tutto, prima di iniziare a volare con i vostri sogni, dovete alleggerirvi da tutto ciò che vi tiene a terra. Lasciate andare le persone che vi girano intorno senza darvi niente, non abbiate paura, la vita è un viaggio meraviglioso fatto anche di comparse che entrano ed escono dalla vostra vita, dove solo chi lo merita davvero resta a bordo con voi.

Riempitevi la vita di amore, di emozioni, di persone che vi stanno accanto spontaneamente. Lasciate andare chi si fa rincorrere, chi vi fa soffrire, chi non vi cerca mai, chi ha sempre mille cose da fare prima di voi.

La tecnologia ci aiuta ad essere connessi, ma i rapporti veri non si basano su questo. La fisicità, gli abbracci, le sorprese, lo scoppiare a ridere insieme, le lacrime asciugate da un amico, una pizza mangiata insieme nel cartone, lo shopping compulsivo con condivisi sensi di colpa, dividere una vaschetta di patatine fritte, le canzoni cantate a squarciagola in macchina, una pasta cucinata insieme, lo squillo del citofono di chi ti fa una sorpresa, guardare il vostro programma preferito mangiando insieme sul divano, chi molla tutto per uscire con te, chi viene a salutarti in ufficio senza preavviso, chi fa l’albero di Natale insieme a te, chi ti stupisce, chi ti toglie il fiato, chi ti lascia senza parole…queste sono cose che contano. Fate in modo che la vostra vita sia confortevole come una baita in montagna mentre bevete una cioccolata calda circondati da lucine natalizie.

Perché non esistono persone impegnate o incasinate, esistono solo persone con delle priorità. Tenete vicino chi ha voglia di stare con voi, chi c’è stato nei momenti importanti, chi ha riso e pianto insieme a voi, chi vi mette tra le sue priorità. Ci si sceglie, ci si cerca, ci si abbraccia, ci si guarda negli occhi, è questo, che scalda davvero il cuore.

La vita è meravigliosa  e se frequentate le persone giuste,  vi sentirete immediatamente felici.

E’ tutto qui…dipende da voi.

Io ho deciso di essere felice, quantomeno fino a dove mi è permesso scegliere e, da quando l’ho fatto, da quando ho deciso di dedicarmi solo a chi davvero lo merita, tutto ha iniziato piano piano ad incastrarsi come un puzzle.

E’ una cosa cosi’ semplice da risultare quasi banale.

Ma come cita Jean Paul Malfatti: “Il semplice non è mai facile da mettere in pratica da chi fa di tutto per complicarlo.”

 

Connessione

Ho appena passato un’estate indubbiamente movimentata, in cui sono successe cosi tante cose che mi risulta perfino difficile riassumerle in un articolo. Ma sento comunque il bisogno di scrivere, forse per poter io stessa visualizzare gli insegnamenti e le risposte che mi sono arrivate nelle ultime settimane estive.

Ho avuto  una storiella, iniziata in primavera e durata pochi mesi, di cui parlerò ben poco perché non è da questa che ho imparato, né tantomeno ricevuto niente che valga la pena di essere riportata qui, se non la solita scelta sbagliata, causata dalla frenesia che questa società ci mette nel volerci vedere tutti accoppiati e smaniosi di fare famiglia entro una certa età. E questo spesso ci porta ad accontentarci, solo perché qualcuno ha l’età giusta, è single e sembra avere una vita apparentemente simile alla nostra. E magari quando la storia finisce ti incazzi pure, ma non tanto perché eri innamorata o perché pensi di aver perso una persona di particolare valore, ma perché ogni rottura ti sembra sempre un fallimento e perché a volte siamo cosi desiderose di vivere la vita di coppia, da infatuarci di chiunque sembra potercela offrire. Perché parliamoci chiaro, in città come Milano una persona che abbia voglia di condividere il suo tempo libero con te è una rarità tale che spesso neanche vediamo chi ce lo sta proponendo e ci buttiamo a capofitto senza neanche riflettere. Una sorta di abbaglio momentaneo, con i suoi inevitabili effetti collaterali.

Poi la storia finisce e sul momento ti sembra anche di soffrire. Ma, se come me, hai la fortuna che ti capiti prima delle vacanze, che ti consentono di staccare completamente ed allontanarti abbastanza da ritrovare lucidità, allora capisci in fretta quanto fosse sbagliato quello che stavi facendo e quanto assurdo fosse stare con qualcuno cosi lontano da ciò che tu desideri avere accanto a te per la vita.

E allora succede che cerchi risposte e vai dall’altra parte del mondo sperando di trovarle nelle persone che incontri, nei vicini di posto in aereo, nelle chiacchiere con la gente locale, o in qualche sciamano da cui ti fai leggere la mano.

Ma come spesso accade nella vita, le cose accadono quando meno te lo aspetti.

Magari camminando per strada in un posto dove vai fin da bambina, in cui sei solita andare a riposare e leggere i tuoi libri lontana da tutti, per isolarti dal mondo e recuperare energie.

Ed è li che la risposta arriva chiara, potente, indiscutibile. Arriva sotto forma di un libro, arriva sotto forma di musica, arriva sotto forma di una persona che porta un messaggio.

E tutto ritrova un senso, e di colpo mi ricordo chi ero, cosa volevo, cosa sognavo e soprattutto mi ricordo come ci si sente quando si è indiscutibilmente connessi a qualcuno.

Non importa in che ruolo, non dobbiamo per forza definire sempre i rapporti come ci impone la società. La connessione tra persone è fatta di infinite sfumature che passano dalla stretta di mano all’amore assoluto e in mezzo c’è un mondo che deve essere vissuto cosi come viene e non necessariamente definito.

Essere connessi a qualcuno veramente, che è quello che tutti noi dovremmo cercare sia  nelle persone che ci circondano sia nelle nostre relazioni, significa percepire una persona camminando per strada in mezzo alla folla; significa sentire la sua presenza e avvertire un campo magnetico che ci porta ad avvicinarci a lui senza capirne realmente il motivo. Significa entrare nel suo spazio perché non puoi farne a meno,  significa perdersi nei suoi occhi e nella melodia delle sue parole. Significa sentire un brivido solo perché ti siede accanto, significa sentire il richiamo del suo sguardo anche quando non lo potete vedere. Significa avere la certezza che quella che ci sembra una coincidenza è in realtà qualcosa che sta accadendo perché stiamo facendo la cosa giusta.

Essere connessi alle persone è un evento tanto raro quanto meraviglioso. Ci si completa, ci si sente una cosa sola ed è una cosa che accade ancor prima che vi stringiate la mano per presentarvi.

Non importa dove questa persona possa vivere o quale ruolo nella tua vita possa avere, è possibile anche che non la rivedrete mai piu’. Ma sarete sempre connessi, in quel modo in cui nessuno smartphone al mondo, nessun whatsapp o mezzo di comunicazione esistente potrà mai fare. E’ questione di energie, è questione di magia è questione di qualcosa che non si può spiegare.

E di colpo cambiano le cose, inizi a vedere, non a guardare, ma a vedere veramente, come se ti avessero tolto quei filtri imposti da tutto ciò che gli altri ti hanno sempre detto di fare o di pensare.

Come se di colpo avessi nuovi occhi che ti permettono di  vedere oltre quello che le persone ti vogliono mostrare, come se avessi sviluppato nuovi sensi per poterle percepire e sentire. Nel bene e nel male. E capisci che la risposta è qui, in una nuova visione di tutto dalla quale ripartire e ricominciare.

Perché alla fine abbiamo tutti accesso ad una lettura lucida della vita e se vogliamo, perché no, anche a un po’di magia. Bisogna solo avere il coraggio di andare oltre, di seguire l’istinto, di osservare ciò che ci accade intorno e di tracciare il nostro percorso nelle strade non battute. Di non seguire la massa, di non aver paura delle critiche e di non ricercare stimoli nel consenso degli altri.

Che poi alla fine che ne sanno gli altri più di noi?

“La magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa” (Goethe)

Mai calpestare un sogno

Quando finisce una storia c’è sempre chi chiude facilmente la porta e chi invece ci resta male. E, indifferenza da una parte e dolore dall’altra, creano i presupposti per gli errori che non si dovrebbero mai fare.

Perchè solitamente, chi soffre, è portato a convincersi che, se si fosse comportato diversamente, le cose non sarebbero finite e si tormenta ripercorrendo ogni singolo momento, convincendosi che, potendo tornare indietro nel tempo, avrebbe potuto cambiare tutto, evitando di far succedere ciò che è successo.

Ma no, cari lettori,  sarebbe accaduto comunque. Sarebbe accaduto anche se vi foste esposti meno, se gli aveste scritto di meno, se foste stati meno disponibili. Magari sarebbe accaduto qualche settimana dopo, ma vi assicuro che sarebbe accaduto. Perchè se le cose devono andare vanno, se gli equilibri ci sono reggono, se si ha la voglia di conoscersi e stare insieme si supera tutto, anche il messaggio sbagliato, anche il momento di scazzo, anche la più grande diversità. Perchè la perfezione non esiste; esiste solo qualcosa che si incastra o qualcosa che non si incastra.

No Signori, non sono questi gli errori, ma sono altri gli sbagli in cui non dobbiamo cadere. Perchè il mondo fa già schifo di suo e non lo dobbiamo sporcare anche noi, quando bastano pochi accorgimenti per evitare di far star male più del dovuto. L’amore può finire, la passione anche, l’attrazione pure. Quando accade è dovere di chi vuole chiudere, cercare di farlo nel modo più delicato possibile, perchè voi non potete sapere il sogno che state rompendo. Non era il vostro sogno, ma magari voi eravate il suo; magari lei vi vedeva come quel principe che aspettava da sempre, magari pensava che non si era mai sentita cosi felice, come quando si addormentava tra le vostre braccia, magari per lei non c’era nulla di più bello che prepararvi il primo caffè della giornata e magari non c’era nulla che la facesse sorridere di più del vostro modo di prenderla in giro sulle sue bizzarre manie. Non lo sapete. E quindi dovreste essere cauti nel dirle che quel sogno non si realizzerà più, anche se per voi era un sogno assurdo. E dovreste parlargliene guardandola negli occhi con tutta la dolcezza che neanche sapete di avere, tenendola per mano e cercando di rendere la ferita il meno profondo possibile. Perchè lei ora è fragile ed è vostra responsabilità fare in modo che non si rompa. Quindi non fatelo con un messaggio che leggerà da sola, non sparite sperando di farglielo semplicemente intuire. Perchè facendo cosi le spezzerete il cuore. E voi, lo potete evitare.

D’altra parte, chi viene lasciato, lo deve accettare e deve cercare di fare in modo di controllare il dolore, che spesso si trasforma in rabbia, che poi diventa offesa. E bisogna stare attenti a dire brutte parole che neanche pensiamo, perchè sono come un boomerang e alla fine fanno più male a noi, che alla persona a cui le volevamo indirizzare.

Basta davvero poco per evitare inutili ferite, sia da una parte che dall’altra. Perchè non ha senso nulla di ciò che facciamo per gli altri, se poi non riusciamo a proteggere chi abbiamo vicino. E perchè laddove si ha fallito come coppia, potrebbe funzionare in amicizia. Non ci imbattiamo mai in qualcuno per caso e la definizione di ogni rapporto può essere infinita. Per questo è bene non ferire mai nessuno e fare in modo che tutto resti il più possibile sereno, per poter vedere dove ci può portare.

Ricordo uno spot, tempo fa, con una bellissima frase: “la potenza è nulla, senza controllo”. E allo stesso modo dico che la forza è nulla senza cuore.

La storia insegna che dietro ad ogni grande uomo c’è stata una grande donna. Ciò significa che anche l’uomo più potente ha bisogno di cuore. E’ l’unico ingrediente che non dovrebbe mai mancare. E’ l’unico segreto per un mondo migliore. Qualsiasi sogno abbiate, se volete realizzarlo, non dimenticatevi mai di avere cuore. Perché ogni sogno merita di non essere mai calpestato.

(foto presa da Internet)

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In sintesi, il mio 2016

Quest’anno è stato l’anno più strano della mia vita. Il 20 Febbraio 2016 è cambiato tutto…e sono cambiata io.

Ho capito cosa vuol dire, avere qualcuno su cui poter davvero contare.

Ho capito cos’è l’umanità.

Ho capito che il momento in cui diamo qualcosa per scontato, è il momento in cui la perdiamo.

Ho imparato a stare con tutti, ma ho accettato che non si può piacere a tutti.

Ho imparato che sappiamo quand’e la prima volta di qualcosa, ma che non ci è dato sapere quando è l’ultima e per questo ce la dovremmo sempre godere.

Ho imparato che sorridi per i difetti degli altri, quando ti sei affezionato davvero.

Ho imparato che non si può controllare tutto e che bisogna lasciare spazio all’imprevisto.

Ho imparato che i rapporti che ti danno di più, sono quelli che non possono essere definiti.

Ho imparato che tutto, ma proprio tutto, può accadere e che siamo solo noi a poter dare alla vita il permesso.

Ho imparato a non lasciare agli altri, decisioni che competono a me.

Ho imparato a non dare consigli, se non mi vengono richiesti.

Ho imparato che non è solo “chi”, ma è anche “quando”.

Ho imparato che l’età, è davvero solo un numero.

Ho imparato che le persone diverse da noi, sono quelle che ci arricchiscono di più.

Ho accettato che il bene e il male, ci sono ovunque e in chiunque .

Ho imparato che la tua felicità può suscitare spiacevoli invidie.

Ho imparato a non giudicare, perché non puoi entrare nella testa delle persone.

Ho conosciuto gli occhi più belli e più dolci, che non potrò mai più scordare.

Ho riscoperto l’emozione di una carezza alla mano, che mi ha fatto di nuovo battere il cuore.

Ho imparato che la pazienza, è la qualità più grande che si possa avere.

Ho imparato che aiutare gli altri è l’unica cosa che valga davvero la pena di fare.

Sono finalmente arrivata a pochi giorni dal Natale senza alberi, senza lucine e senza aver comprato un regalo.

Ho imparato che non tutto si può aggiustare, che ci sono cose che non funzionano e dobbiamo accettare di lasciarle andare.

E pur non amando questo periodo dell’anno, un augurio ve lo voglio fare…

Vi auguro di avere accanto persone con cui vi potete permettere di sbagliare, persone che anche se sono arrabbiate non smettano mai di volervi vedere, persone che abbiano voglia di esservi accanto anche quando non siete al massimo del vostro morale, persone che vi sorprendano più di quanto vi deludano e persone che quando hai bisogno, senza chiederti nulla, si facciano trovare accanto a voi. E persone che abbiano voglia di ridere, di ballare e di cantare, persone che vi dicano “prepara la valigia, che voglio partire”, persone che riescano a superare sempre le vostre aspettative.

E poi vi auguro di trovare l’amore e quando lo troverete, vi auguro che avrete la forza di non lasciarlo andare. Perchè potrà sembrarvi banale, ma è davvero l’unica cosa che ci può salvare. (la rima non era prevista)

Buone feste!

christmas2016

L’uomo e la razionalità

Non esiste al mondo alcuna esperienza in grado di prepararvi quando avete a che fare con una persona profondamente razionale.

Non potete fare leva su niente, non esiste meccanismo scontato, non ci sono schemi prevedibili nè alcun tipo di strategia vincente. E’ una sfida continua e disarmante, che metterà a dura prova la vostra pazienza, ma che vi permetterà anche di rendervi conto, presto, di caratteristiche di voi stesse che non avevate mai esplorato prima.

Non sono gelosi, non perdono mai il controllo e si sono attrezzati per essere abbastanza autosufficienti da non dover mai chiedere aiuto a nessuno. Stanno benissimo con voi, ma se un domani doveste sparire, troverebbero subito una motivazione razionale per trasferirvi subito nel file di archivio come documento non più richiesto. Hanno nutrito il loro orgoglio come fosse il loro bambino e per questo, non avrete mai un momento in cui lo vedrete riconoscere qualcosa in cui non credono, nemmeno se gli si manifesta davanti. Sono tendenzialmente persone in carriera, colte, intelligenti, esperte. Non si fanno mai trovare impreparate e non vedrete mai nei loro volti trasparire un’emozione. Dedicano poco tempo a tutto ciò che potrebbe essere una distrazione alla loro ascesa professionale e difficilmente, neanche se gli piacete tanto, ammetteranno che l’amore possa in alcun modo essere un’opzione considerabile nella loro vita. Quantomeno, non nella sua versione romantica. Non amano condividere, la sola parola li fa rabbrividire e si sono creati un modus operandi tale per cui hanno l’arroganza di pensare che tu sia fortunata anche solo per essere stata presa in considerazione e perchè, quel briciolo di disponibilità che hanno deciso di concedersi nella loro vita, lo stanno dedicando proprio a te.

In effetti a un primo impatto sono molto irritanti. E ci sono davvero volte in cui ti domandi cosa ancora ti spinga a sopportare tale supponenza.

Ma non siate precipitose, potrebbe non essere tutto cosi sbagliato.

Innanzitutto, il fatto che facciano e dicano tutto l’opposto di quello che vorreste sentirvi dire potrebbe essere vista come una cosa costruttiva per imparare a comportarci in situazioni a noi nuove e sconosciute. Mi spiego meglio…

Siamo cresciuti in un’epoca in cui, tramite google o un social network, tutti possono conoscere tutto e sembrare o recitare la parte di chi vogliono. Ci hanno rovinate con la retorica dell’uomo monogamo, dolce, sensibile e passionale, mettendoci nelle condizioni di rimanere deluse e frustrate per la maggior parte delle esperienze fatte. e abbiamo abbondantemente e personalmente sperimentato che gli innamoramenti “precoci” sono amorevoli fuochi di paglia che si spengono alla prima folata di vento invernale.

Ora, alla luce di ciò, potrebbe non essere poi cosi male una persona riflessiva, nonchè priva di incontinenza verbale e sentimentale alimentata da Internet. Qualcuno che pensa, che vi studia e che lascia crescere lentamente l’eventuale convinzione di volervi frequentare.

Ma attenzione…

Non c’è nulla di male ad assecondare tempi diversi dai nostri, purchè la direzione presa sia la stessa e purchè le strade non restino due binari paralleli destinati a non incontrarsi mai.

La comprensione va data nel momento in cui è reciproca, la disponibilità quando è condivisa. Altrimenti sarà come posticipare una fine che, in realtà, vedete già scritta. Perchè la voglia di vedersi non deve comunque mancare, la voglia di condividere nemmeno e soprattutto, per quanto diverso da voi, non dovete mai essere messe nelle condizioni di aver timore di manifestare spontaneamente ciò che volete.

Perchè ricordatevi che l’uomo adotta l’opinione che voi avete di voi stesse.

Quindi non abbiate paura di pretendere ciò che sapete di meritare.

Comprensive si, fesse no.

E come diceva Pascal: “L’ultimo passo della ragione, è il riconoscere che ci sono un’infinità di cose che la sorpassano”

razionalita