Persone giuste, persone sbagliate

Non esistono persone giuste o sbagliate e nemmeno momenti giusti o momenti sbagliati.

Esistono solo persone che si innamorano e persone che non si innamorano.

Mi chiedete tanti consigli in merito, spesso mi dite che non siete sicuri che la persona che frequentate sia quella giusta, magari perché completamente diversa da ciò che vi siete sempre immaginati al vostro fianco o peggio ancora, da ciò che gli altri si immaginano accanto a voi. Oppure mi chiedete se conviene uscire o meno con un uomo che si è da poco sfidanzato, magari dopo una convivenza molto lunga o, altre volte, avete troppi corteggiatori e avete paura di fare la scelta sbagliata. E così via, i mille quesiti dell’amore…

Ma la mia risposta resta sempre la stessa  per tutti ed è ciò che profondamente penso: uscite con chi vi pare, seguite il cuore, abbandonate completamente gli schemi, smettete di decodificare e iniziate a vivere. E  ve lo dice una che, per colpa di questi stupidi schemi, ha fatto allontanare tantissime persone.

Se incontrate una persona che è destinata a diventare il vostro grande amore, lo sarà anche se si è sfidanzata un minuto prima, se vive dall’altra parte del mondo o se fa una vita completamente diversa alla vostra. Non esisteranno tempi o scuse, vi innamorerete e basta. Quindi, precludervi una storia solo per dei preconcetti, credo sia profondamente sbagliato. Vivetela e basta, perché se è amore, il passato non condizionerà il presente e ve ne accorgerete giorno dopo giorno.

D’altro canto, fissarsi con chi palesemente non vi vuole, è certamente una perdita di tempo inutile.

Come lo capite, mi chiederete; beh, nel profondo del vostro cuore lo sapete in realtà. Solo che qualcosa vi porta a cercare delle scuse per non allontanarvi da lui, magari per un isolato momento magico trascorso insieme che, nei deliri romantici, soprattutto femminili, porta a sperare che quell’unico momento, possa in qualche modo miracolosamente tornare. Ecco, in questo caso, dovreste lasciar perdere, non accadrà. Perché l’amore è un insieme di momenti magici che, di certo, non si limiteranno ad un solo episodio.

Di recente, grazie a una persona a cui voglio un bene infinito, ho imparato una cosa nuova che, secondo me, aiuta molto ad avvicinarsi alla felicità: ovvero a lasciar accadere le cose senza corrergli incontro, senza annientarle sul nascere, senza soffocarle. Quante volte mandiamo all’aria delle situazioni perché chissà chi, ha scritto non si sa bene dove, che sono situazioni sbagliate. Ma poi sbagliate per chi?

Abbiamo tutti la tendenza a ragionare con i nostri preconcetti mentali e con le nostre tempistiche e, spesso, trascuriamo di considerare quelle di chi ci sta accanto.

Quindi di “regola” o accade quello che ci aspettiamo o chiudiamo la porta e ce ne andiamo.

Ma avete mai pensato che questa persona, potrebbe avere un vissuto alle spalle che magari è diverso dal nostro? Magari i sentimenti ci sono, ma non c’è ancora la consapevolezza di averli e, chiudendogli  la porta in faccia, togliamo anche a noi stesse, la possibilità che si possano sviluppare. Una sorta di “sentimento castrato” insomma.

E questo, purtroppo, verso i 40 anni è sempre più frequente perché, le donne in particolare, si sentono sfiorire e accusano la minaccia dell’implacabile orologio biologico.

E cominciano a diventare ansiose e a fare un sacco di danni.

I miei genitori mi dicono sempre “la fretta è una cattiva consigliera”. E quanto hanno ragione.

Io credo che come sempre non ci siano regole e che le regole siano la tomba  dell’amore e delle emozioni. Ogni storia è diversa, le persone sono tutte diverse e, ancor di più, ogni unione tra le persone è unica e diversa.  

Può capitare che vi innamoriate in un giorno, per quanto non ci crediate o per quanto lo neghiate agli altri e a voi stessi vi garantisco che può accadere.

Poi potete non dirlo, non ammetterlo, fingervi freddi e distaccati. Ma  può accadere. Non c’è una regola, può accadere subito, o dopo  un mese o dopo un anno, o dopo che lo avete allontanato, ogni storia è una storia nuova e certamente diversa da qualsiasi altra storia.

E non c’è “ex” che tenga, non c’è momento giusto, non c’è persona sbagliata, non c’è schema assurdo che possa decodificare nulla, è tutto solo questione di amore.

Perché non è vero che non ci colpisce più, Cupido è attivo e operativo e scaglia le sue frecce in continuazione. L’amore c’è, le emozioni ci sono, e vi assicuro che sono belle forti, siamo noi che spesso le soffochiamo.

Come evitarlo?

Basta smettere di pretendere e iniziare a dare

Basta smettere di aggredire e iniziare ad accettare.

Basta fare ciò che sentiamo, senza aspettarci nulla in cambio

Basta iniziare a mettere la sua felicità prima della tua

Certe persone sono predestinate. Per quanto si cerchi in ogni modo di allontanarle per i motivi più assurdi, si riavvicineranno sempre. Le potete bloccare, allontanare, evitare. Ma se sono nel vostro cuore torneranno sempre, inutile combatterle.

Le cose possono andare bene da subito, possono non andare bene mai o si può darsi il tempo di prendere le misure per cercare un percorso da fare insieme. Possono capitare mille cose diverse, lasciatele accadere.

L’unica cosa che posso dire non faccia mai parte dell’amore e che anzi, ci allontani da esso, è tutto ciò che gira intorno all’aspettativa. Quella sorta di “uomo immaginario” con quell’insieme di comportamenti che dovrebbe avere, compresi gli stupidi decaloghi che posso aver scritto in passato in questo Blog. Tutto ciò che immaginiamo, che vorremmo, che ci aspettiamo, ci tiene lontano da ciò che abbiamo. Il pensare di volere altro, di poter avere sempre di più (chissà poi di cosa), di volere qualcosa che piaccia agli altri più che a noi, ci impedisce di fermarci e di guardare.

Ma  è solo quando iniziamo ad osservare chi abbiamo davanti che accade. Quando ci rendiamo conto che i suoi difetti, il suo essere così lontano da quello che ci siamo sempre immaginati, che è proprio quello in realtà ciò che più ci fa battere il cuore…

E’ in quel preciso momento, che ci innamoriamo.

Perdonatemi la dovuta citazione del maestro Yoda, di cui sono una grande fan: “disimpara ciò che hai imparato”

Può sembrare un’assurdità, ma funziona…

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Rapporti a singhiozzo

I rapporti a singhiozzo sono i rapporti del nuovo millennio.
Quelli per cui ti vedi a giorni alterni, o un giorno sì e quattro no, dove le comunicazioni, nonostante la tecnologia moderna, vengono incomprensibilmente e costantemente interrotte, quelli che racchiudono tutto ciò che di più lontano ci sia dalla normalità e dall’eleganza.
La pazienza non è uno dei miei punti forti. Chi mi conosce lo sa. Sono una donna anomala, che fatica ad integrarsi in questa società fatta di “relazioni a fasi lunari” e comunicazioni continuamente sospese.
Sono single da un po’ di anni, sono indipendente, non ho bisogno di un uomo per essere in grado di pagare una bolletta o comprarmi una borsa che mi piace. Sono anche in grado di andare e vivere dall’altra parte del mondo da sola. Quindi, non ho bisogno di un uomo per riempire un vuoto o una mia incapacità.
Credo sia questo che li spaventi. Il fatto che io non abbia bisogno di loro per queste cose futili, che sono quelle, tendenzialmente, più semplici da colmare. Del resto, una donna facile, la compri con un gioiello o un paio di scarpe. A me serve altro e questo mi rende impegnativa, dando il via a “coraggiose” fughe!
Quello di cui avrei bisogno, è una cosa che pare nessuno sia più in grado di dare, ovvero la continuità. Poco importa che questa duri due settimane, due mesi due anni o per sempre. Ma, quando conosco una persona che mi piace, vorrei conoscerla e farmi conoscere,  per vedere se le cose possono funzionare o meno. Semplice, lineare, pulito. E questo non credo sia possibile farlo se ci vediamo un giorno si, poi dieci no, poi due si e sette no ecc. O meglio, se il problema sono i reciproci impegni, allora resto molto serena, io ne ho anche più di loro. Ma se il problema è l’incapacità di mantenere un contatto quotidiano, nonostante i mezzi di comunicazione moderni rendano alquanto facile inviare un messaggio anche nei momenti più impensabili, come quando vi recate alla toilette, e l’interruzione della comunicazione magari avviene dopo aver consumato una certa intimità, dentro e fuori dalle lenzuola… ecco lì, per me, abbiamo un grosso problema!
E sono stufa di sentire che sono io a non essere paziente. No signori, siete voi che non avete più la benchè minima idea di cosa sia il rispetto, ma del resto, come poter spiegare il rispetto a chi non lo conosce…
Abbiamo perso tutto, tutto quanto. La magia, il trasporto, le emozioni, l’amore.
Ora è tutto un gioco a chi riesce a sembrare più disinteressata e comprensiva. Ma non comprensiva su tematiche serie quali lavoro, impegni di famiglia ecc….comprensiva su temi assurdi, quali il dover a tutti i costi capire che si devono divertire, che devono essere liberi, che possono sparire, che non devi appesantirli, né urtare la loro serenità all’interno della loro bolla incantata, perchè altrimenti li perdi.
Ma cosa diavolo sono questi, rapporti? Come è possibile giustificare che un uomo sparisca dopo il sesso, com’è possibile accettarlo?
O meglio, certo può succedere sono mica nata ieri, il punto non è questo.
No, il punto è…come diavolo è possibile far passare questo per una cosa normale, com’è possibile che sia considerata io quella matta perché, secondo me, è una cosa inconcepibile e, quando accade, non do’ possibilità di un ulteriore appuntamento, e per questo vengo criticata!
Preferisco essere considerata matta, che diventare della stessa utilità di una bambola gonfiabile o di una prostituta che neanche si fa pagare (perché Signore, è questo che state accettando…).
Non condanno il divertimento, non voglio fare la moralista, condanno il modo in cui viene ottenuto. Se uno vuole solo divertirsi, mette le cose in chiaro subito, si pone da subito in un certo modo e, se dall’altra parte viene accettato, allora ben venga una bella e sana “trombamicizia”.
Io, personalmente, è una cosa che non riesco a fare.
Non sono capace di fare sesso fine a se stesso. Non ci riesco. Lo dichiaro pubblicamente e ufficialmente. Questo non vuol dire che io voglia sposarmi domani e presentarvi ai miei genitori dopodomani. Significa che voglio una persona che mi lasci il tempo e la possibilità di conoscerlo e farmi conoscere e che sia in grado di mantenere una piacevole continuità quotidiana, fosse anche solo di mezzo messaggio al giorno, anche solo per un pensiero. Altrimenti, non è una persona adatta a me, punto, questo non è essere rigida, è essere sensata!
Sarò matta ma tengo saldi i miei valori.
E per quanto riguarda le donne che sembrano adattarsi a questo dico…voi continuate pure ad accettare di essere contattate a giorni alterni quando gli uomini con cui uscite si ricordano che possono soddisfare i loro bisogni semplicemente facendovi una telefonata…
Contente voi…poi pero’ non scrivetemi lamentandovi…

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Paura e delirio

Nell’ultimo articolo criticavo le donne quindi ora, per par condicio, tocca ai maschietti.
Quante volte ci siamo sentite dire che facciamo “paura” agli uomini e li facciamo scappare?
Quante volte ci siamo fermate a pensare prima di inviare un messaggio per “paura” di spaventarli?
Ora, credo sia bene ridimensionarci un attimo sul concetto di “paura” in generale.
Paura di cosa esattamente? Di stare bene?
Per farvi capire meglio, vi elenco quelli che sono, tendenzialmente, i motivi per cui gli uomini si spaventano e scappano:
1) quando percepiscono che siamo interessate a loro (dovreste temere il contrario, non questo, rimbambiti!)
2) se rispondiamo ai messaggi nel momento in cui li leggiamo (senza aspettare qualche ora) e, in generale se rispondiamo, fosse anche solo per educazione (pare non si debba fare perché in un mondo di cafoni, l’educazione spaventa)
3) se scoprono che non siamo così stronze come sembrava all’inizio, fase in cui, tendenzialmente, più che stronze ci stavamo bellamente facendo i cavoli nostri, perché nemmeno sapevamo chi avevamo davanti, come è normale che sia all’inizio, quando si conosce qualcuno (mi viene da pensare che, al giorno d’oggi, Lady Tremaine batterebbe Cenerentola senza indugio )
4) se mostriamo voglia di condividere cose da fare insieme (meglio far finta di non essere interessate a nulla di ciò che fanno, anche se ci interessa, se no gli facciamo venire l’ansia)
5) se scoprono che siamo romantiche, dolci, affettuose, (pare che siano cose da non far trapelare a costo della vita)
6) quando si confrontano con la nostra indipendenza e con il nostro lavoro (questo li terrorizza davvero, perché scalfisce la loro virilità)
7) se gli facciamo capire di stare bene con loro (che orrore!)
E potrei andare avanti all’infinito.
Quindi, ricapitolando, se io incontro un uomo che mi piace, dovrei fare la sostenuta, rispondergli dopo ore o addirittura non rispondergli, non essere disponibile, non fargli capire che mi piace, dirgli di no quando mi invita, non far trasparire alcun sentimento, non fargli percepire che sto bene, non proporgli mai nulla e lasciare sempre che lo faccia lui. E, cosi, mi garantirei l’interesse eterno di chi mi piace… Della serie, ma a questo punto non potevi quel giorno fare altro e lasciarmi in pace, evitandomi tutta sta inutile fatica?
Ora, mi chiedo, ma perché allora non vi buttate nel mercato delle Escort?
Donne istruite per sedurvi, per fare ciò che vi aspettate, molto belle, non impegnative che faranno tutto cio’ che chiederete, senza pretendere nulla il giorno dopo e, state certi, che se non le pagate non le rivedrete (tendenzialmente si ricaricano a monetina come i Jukebox).
Perché Signori, se credete davvero che ci possa essere qualcosa di vero o spontaneo, anche soltanto in uno di questi comportamenti precedentemente elencati che tanto gradite, siete conciati peggio di noi che crediamo ancora nel principe azzurro sul cavallo bianco!
Quello di cui dovreste aver paura, è della vita a cui andate incontro, continuando ad allontanare queste cose. Questo si, dovrebbe terrorizzarvi!
Facendo un tuffo nei miei articoli passati, resto una grande sostenitrice del fatto che a Milano siano tutti (o quasi) gay non dichiarati. Fifoni, narcisi, troppo curati, individualisti, nevrotici e completamente ignari dei concetti di galanteria e classe.Tutti così vanitosi, egoriferiti, prime donne che si fanno rincorrere come le dame di corte, gli manca solo il corsetto!
Del resto è risaputo che, in una coppia, di primadonna ce ne può essere soltanto una e, tendenzialmente, come la stessa parola suggerisce, non dovrebbe essere l’uomo!
E vogliate ora concedermi, per favore, di togliermi un sassolino dalla scarpa facendo una piccola parentesi su whatsApp, applicazione utilizzata credo, dal 90% della popolazione (l’unica che conosco che non lo utilizza è mia nonna che ha 90 anni).
Premesso che io, di mio, non amo utilizzarlo troppo, se non per cose leggere, o per comunicazioni veloci, mi spiegate che senso ha rispondere il giorno dopo o non rispondere affatto? E’ normale utilizzare un mezzo di comunicazione per non comunicare?
Una volta whatsApp non c’era, ci si parlava o a voce o al telefono e, quando uno parlava, l’altro rispondeva. Si chiama comunicazione. (e quanto si stava meglio!)
Tutto quello che di tecnologico si sono inventati nel nuovo millennio, dovrebbe arricchire, non togliere. La chat dovrebbe servire per aggiungere emozioni con una foto, un video, uno smile, un breve messaggio vocale, non sostituire il piacere di vedersi, di fare o ricevere una telefonata, di guardarsi negli occhi.
Mi ricordo una puntata di Sex & the City dove Carrie veniva mollata da un ragazzo con un post it sul frigorifero. Oggi le persone vengono piu’ “attualmente” scaricate in whatsapp e la trovo una cosa ugualmente inconcepibile!
E mi chiedo, ma come siamo finiti cosi?
Io ho ancora vivi i ricordi di quando ricevevo le telefonate senza sapere chi fosse e, rispondevo a prescindere, perché quello era l’unico modo per comunicare. E con ancor più piacere ricordo quando le persone ti citofonavano a casa, perché magari la linea del tuo unico telefono era occupata, e attraversavano la città per venirti a trovare.
Ma soprattutto, rimpiango quando tutto funzionava in maniera piu’ lineare. Quando era bianco o nero, quando ci si piaceva o non ci si piaceva, ci si frequentava o non ci si frequentava e non esistevano queste assurde sfumature di grigio che passano dal contratto di Christian Grey alla trombamicizia o alla frequentazione a settimane alterne, creando solo grande confusione.
E io mi sento sinceramente parecchio disorientata in questo nuovo concetto di “relazione”.
Perché è vero che sono 3 anni che sono single e che ho fatto di questo un blog, ma è anche vero che in passato ho avuto le mie storie come tutti, due delle quali con convivenze annesse e, nessuna di queste, è iniziata con queste assurdità. Né tantomeno sono finite perché uno ci metteva 2 minuti a rispondere a un messaggio e l’altro 3 ore .
Cos’è accaduto che ha cambiato le cose cosi tanto, in cosi poco tempo?
Io credo che sia questo, che dovrebbe davvero spaventarci…

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Maledette aspettative!

E’ tutta questione di cambiare prospettiva. Se noi donne la smettessimo di immaginare ciò che vorremmo e ci concentrassimo di più su ciò che abbiamo davanti, le storie funzionerebbero meglio e noi saremmo molto più appagate.
E qui, Signore, dò la colpa solo e soltanto a noi. Perché gli uomini hanno tanti difetti, ma se c’è una cosa che bisogna riconoscergli, è la loro semplicità che, tendenzialmente, gli permette di mostrarsi sempre per quello che sono. (tendenzialmente)
Noi no! Noi studiamo la nostra preda, la osserviamo, stiliamo nella nostra testa una lista di caratteristiche da spuntare e, solo e soltanto se sembrano esserci tutti i requisiti richiesti procediamo, in caso contrario mettiamo una X rossa e cancelliamo.
Ma questa non è nemmeno l’ipotesi peggiore. Il peggio lo diamo quando ci sono parecchie caratteristiche che reputiamo positive, ma manca qualcosa; perché allora iniziamo a spaccare infinitamente le palle, cercando di modificare questo poveretto a nostra immagine e somiglianza, togliendoci, inevitabilmente, la possibilità di capire chi abbiamo veramente davanti. Il punto è che le persone non dovrebbero essere viste in modalità “Matrix”, decodificate in caratteristiche fisiche, caratteriali e materiali a noi più o meno congeniali. Dovremmo semplicemente vederle per quello che sono, conosciute per quello che sono, ascoltate per ciò che hanno da dirci e non per ciò che vorremmo che ci dicessero, errore che io, purtroppo, faccio molto spesso.
Milano è una città che corre e corre e corre. Nessuno si ferma mai, sempre alla ricerca di qualcosa che non si esaurisce mai, perché si riforma all’infinito. Non appena troviamo quello che vogliamo siamo già alla ricerca di altro. E questo avviene con le cose da fare e con le persone da frequentare, perché è una città che offre molto e tutti sono consapevoli di poter trovare un’alternativa sempre. E tutti diventano sostituibili.
E si resta lì, a galla certo, ma in questa superficie falsata che riflette le luci della città, nella quale ci sentiamo apparentemente felici, aggrappati a queste molteplici boe, sempre più colorate, sempre più attraenti, sempre più facili da raggiungere e che sembrano momentaneamente appagare il nostro ego e riempire la nostra vita.
Ma quella non è la realtà. La realtà la vediamo se andiamo sotto, dove ci sono le fondamenta, dove non ci sono rumori, dove ciò che vediamo non brilla di false promesse, ma è semplicemente così com’è.
Certo bisogna avere coraggio a fermarsi, a prendere fiato e a immergersi, a stare in silenzio, a guardarsi dentro senza distrazioni, senza luci, senza rumori. Ma lo dovremmo fare tutti ogni tanto, per capire cosa vogliamo davvero.
E di tanti pesci che ci sono in mare, forse dovremmo iniziare a non guardare solo quelli più colorati, più rari o più attraenti, perchè più vicini a ciò che ci siamo sempre immaginati. Non dovremmo ricercare quelli che non vediamo, smettere di rincorrere quelli che vanno via, nè avvicinarci a quelli che sappiamo che potrebbero essere pericolosi . Dovremmo iniziare ad aprire gli occhi sott’acqua e  semplicemente vedere chi c’è. Quei pesci  intorno a noi, che ti aspettano anche se non li vedi mai, che ti girano intorno sorridendo, che condividono con te una nuotata, che ti accompagnano sempre e senza mai aspettarsi nulla in cambio.
Questo per dirvi che dovremmo fermarci, dovremmo smetterla di cercare qualcosa che esiste soltanto nella nostra testa, qualcosa distorta dalle luci della ribalta e dal lavaggio del cervello che ci hanno fatto i media e iniziare a lasciar accadere le cose e permettere alle persone semplicemente di “essere” e apprezzarle per questo.
Non sarà magari come ce lo eravamo immaginate, ma forse un modo nuovo, diverso da quello che ha fatto sempre fallire tutte le storie del nostro passato, è quello che poi funziona.
Mi sono resa conto, grazie a una persona che ho conosciuto di recente, che molto spesso cerco di adattare la realtà alle mie aspettative e non viceversa. Nel corso degli anni mi sono fatta un’idea di uomo che vorrei accanto, facendo probabilmente un mix di caratteristiche delle persone che ho conosciuto, prendendo un pezzo qui e un pezzo la, formando un omino cucito di tante toppe colorate, tanto perfetto, quanto irreale. Per tanto tempo ho Voluto che le cose andassero esattamente come me le ero immaginate, alla velocità che volevo io e come volevo io e, se non succedeva esattamente quello che avevo in mente, mandavo tutto all’aria, facendo i capricci e battendo i piedi come una ragazzina viziata.
Quello che amo della vita, è che non si finisce mai di imparare, a ogni età e che, a volte, le persone che credevi fossero entrate solo per darti incazzature e dispiaceri, sono quelle che poi ti danno le lezioni di vita più vere, basta non scappare.
E sono contenta, perché finalmente qualcuno, seppur involontariamente, mi ha messa davanti a uno specchio e mi ha costretta a guardarmi. Senza sparire dinnanzi alla mie stranezze, mettendomi semplicemente davanti ai miei sbagli.
E quello che ho visto, sono stati tanti capricci. Dovuti a quelle maledette aspettative che ci siamo create, dovuti a tutte le cavolate di cui ci riempiamo la testa ogni giorno e che, se deluse, sfociano in lamentele.
Quindi ho deciso di prendere fiato e di andare un po’ più a fondo. Perché ho voglia di vedere cosa c’è sotto, ho voglia di vedere chi non riuscivo a vedere prima, perché troppo impegnata a godermi la “festa” in superficie. E stavolta, soprattutto, ho voglia di permettere a chi mi sta intorno di avvicinarsi.
L’errore più grande che possiamo fare è quello di tentare di cambiare le persone, snaturandole così della loro parte più bella, se stessi.
Io credo che realizzeremo di essere amate, quando riusciremo a vedere che li, nascosto in fondo al mare, c’è chi ci ha sempre accettate per quello che siamo, anche nelle nostre piccole follie e, semplicemente, ci stava aspettando…

riflessioni

Gli uomini preferiscono le stronze

Gli uomini preferiscono le stronze. E non dite di no!

Perché questo è il frutto di 41 anni di esperienza in cui ho provato ad essere me stessa e sono finalmente arrivata a capire che non funziona.

Io dichiaro pubblicamente che, il prossimo che mi dice quanto sono meravigliosa, perfetta, che non ho sbagliato niente, che non è colpa mia e me lo dice mentre mi gira le spalle e se ne va, gli tiro un calcio in culo cosi forte che senza accorgersene si ritrova a Timbuctù con un diretto solo andata!

Certi uomini sono tanto coraggiosi a parole e a botte di chat, ma quando si ritrovano faccia a faccia davanti a te, diventano così codardi da inventarsi ogni tipo di cazzata, pur di non dirti che semplicemente non gli piaci più.

E sapete, Signore, perché all’inizio erano fuoco e fiamme e adesso non gli piacciamo più?

Perché all’inizio non ne eravamo convinte nemmeno noi e ci veniva naturale fare le stronze.

Perché in fondo c’era quel sorriso che non ci piaceva, quel suo modo un po’ dandy di vestire e di pettinarsi, a volte troppo vecchio, altre troppo giovane, troppo mondano, troppo pantofolaio e mentre noi prendevamo le misure con le nostre insicurezze e i nostri leciti dubbi iniziali, loro, piano piano, si prendevano un pezzettino del nostro cuore.

Ed ecco che improvvisamente avviene quello che non dovrebbe mai capitare: iniziano a piacerci!

E quello, Signore, è il momento in cui iniziate a perderli.

Il momento in cui gli volete fare una sorpresa, in cui gli preparate la cena con il suo piatto preferito, in cui spostate i vostri impegni pur di stare con lui ecco, esattamente quello, è il momento in cui gli avete indirizzato il cammino verso l’uscita principale.

Odio ammetterlo, ma la furbizia ci vuole, le tattiche pure.

E non credete a tutti i commenti che gli uomini faranno (anche a questo articolo) dicendo che non è vero, che loro apprezzano spontaneità, genuinità, naturalezza, e vi porteranno mille esempi di donne semplici con cui stanno o sono stati che però, guarda caso, non siete mai voi.

Fategli credere di essere naturalmente stronze, ma se vi dovesse venire naturale dirgli che vi piace cosi tanto, che era tanto tempo che qualcuno non vi faceva battere il cuore, che non vi siete mai sentite così prima, che vi state innamorando di lui…ecco, Signore, mettetevi un tappo in bocca, alzate i tacchi e scappate il più lontano possibile finché, questo momento di delirio romantico, non siete certe che vi sia totalmente passato. Fatelo, davvero, vi prego!

E’ un po’ come il discorso delle tette finte. Se chiedi agli uomini, 9 su 10 ti dicono che non le amano e che preferiscono al tatto quelle naturali, che non c’è paragone.

Poi li vedete taggati su Facebook in un fidanzamento lampo ufficiale con Miss maglietta bagnata 2015 che di naturale ha tutto, tranne che le tette. Con la stessa, a breve, si sposerà e avrà un esercito di figli che si nutriranno dalle sue tette finte.

E’ la stessa cosa delle donne che non sono interessate ai soldi, ma poi, se uno le va a prendere con la Alfetta scassata, il giorno dopo cambiano numero di telefono o si fingono malate terminali.

Oggi si predica bene e si razzola male. Io per prima, tanto saggia qui a dare consigli a voi, quanto poi totalmente incasinata nella mia vita.

Perché quelli che più ci fregano non sono gli stronzi, no, con gli stronzi sappiamo come comportarci, li sappiamo affrontare, siamo preparate, teniamo le barriere alte. Chi ci frega sono quelli che dormono con noi, che fanno la spesa con noi, che parlano di noi ai genitori, cucinano per noi e poi, di punto in bianco, ci piantano con il sorriso, tanto affetto e un lungo abbraccio (e ci accompagnano celermente all’uscita).

Se vogliamo però cercare di evitare tutto questo io, per esperienza, vi sconsiglierei a priori qualche categoria inevitabilmente deludente:

1)      quelli che non hanno l’orario su whatsapp (perché la mamma si preoccupa se lui non risponde, ovviamente)

2)      chi vi dice che non vuole essere taggato con voi sui social  (perché è una persona riservata. Sicuramente, quando è a letto con le altre!)

3)      chi vi parla delle ex (ma con chi stai con me o con lei, sono confusa)

4)      ossessivi compulsivi maniaci del lavoro (egoisti e predestinati a vivere soli, lasciate stare)

5)      chi si “innamora” troppo velocemente (con la stessa velocità si disinnamorerà)

6)      quelli con più di 10 anni di differenza di età. (in su o in giù, 10 è il massimo tollerabile per avere vite simili)

 Per tutto il resto, Signore, siate stronze, furbe e senza pietà!

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Essere esigenti: si o no?

Più invecchiamo e più diventiamo esigenti, sacrosanta verità.

Ma non sempre questo deve essere visto con accezione negativa. Le nostre esigenze sono il frutto della conoscenza che negli anni abbiamo imparato ad avere con noi stessi, cosa che a 20 o 30 anni, avevamo magari più confusa ed annebbiata.

Mi sento spesso dire che non mi va mai bene niente, che dovrei abbassare l’asticella delle mie aspettative e che dovrei imparare a capire che è giusto scegliere una persona con cui star bene e non una di cui essere innamorata.

E ogni volta che me lo dicono, al sol pensiero mi viene una grande tristezza.

Credo che sia per questo che abbiamo un innumerevole numero di divorzi e di bambini che soffrono dalle conseguenti separazioni. Credo che sia per questo che ci sia sempre meno educazione nei bambini di oggi perché, nelle lotte durante le separazioni, i genitori sono piu’ impegnati a farsi la guerra tra loro usando i figli come arma, piuttosto che insegnare loro l’educazione. E ancora credo che sia per questo che ci siano tanti depressi e un numero sempre piu’ elevato di psicologi/psichiatri nonché un aumento dell’utilizzo/abuso di psicofarmaci. Perchè quando ci si unisce per i motivi sbagliati, questo è il risultato.

Le persone spesso vivono per quello che la società impone loro e non per ciò che realmente vogliono, facendo una guerra costante con le loro stesse tendenze pur di conformarsi a ciò che gli altri si aspettano da loro. Come eventuali  pressioni dei genitori che vogliono vederti con il vestito bianco o che vogliono i nipotini, come l’età biologica che avanza senza pietà o la paura di rimanere soli in vecchiaia per non parlare del piu’ vecchio, ma pur sempre attuale, opportunismo economico del volersi vedere benestanti (e credetemi che non è solo femminile, ci sono sempre più uomini che si vogliono sistemare). Il tutto per una condanna ad infelicità certa!

Cari amici e lettori, ci vuole coraggio ad essere se stessi. Ci vuole coraggio a fare scelte diverse da tutti. Ci vuole coraggio ad essere felici!

L’altra sera ero a cena a casa di amici e ho avuto l’onore di sedere di fronte a uno psichiatra di fama internazionale (che non cito per correttezza),  che a un certo punto mi ha semplicemente detto “Quello che vivi è quello che tu vuoi. Non andare mai contro ciò che realmente sei, comprese le tue debolezze perché creeresti una rottura con te stessa che ti porterebbe all’infelicità. Prendi le tue insicurezze e portale fuori con te.”

Quindi, dopo averci pensato un po’, ho deciso di prendere le mie insicurezze, dovute alle mie paure, come il sentirmi spesso diversa e poco in linea con il mondo di oggi, o come la paura di deludere le persone che amo, la paura di non  essere all’altezza delle situazioni o di essere di peso a qualcuno, o di stare antipatica a qualcuno e dulcis in fundo la paura di far vedere agli altri che ho delle paure….e le ho portate fuori con me.

E da quando ho accettato l’idea della loro stessa esistenza e non le combatto più, riesco a vivere tutto con molta più serenità. Non saprei descrivervi la liberazione che ne consegue. Non ho più l’ansia di piacere per forza e credetemi è davvero liberatorio!

Mi sono sentita dire per 10 anni che ero troppo esigente e ho tentato di cambiare questa mia indole perdendo un sacco di tempo con persone che palesemente non potevano essere giuste per me, ma che erano giuste per gli altri, sulla carta, a tavolino. E questo sia in amicizia che in amore.

Ebbene, questa è una grande conquista raggiunta nei miei 41 anni, ovvero non me ne frega nulla di quello che gli altri vorrebbero per me. Io so esattamente cosa voglio e che tipologia di uomo vorrei.

E’ troppo per me ? Chi lo ha detto!?

Non ho aspettato fino a 41 anni per prendere il primo che passa. Ho aspettato perché so esattamente che tipologia di uomo vorrei accanto e ho la presunzione di pensare che non sia troppo per me, ma che semplicemente sia perfetto per me. Non sarà perfetto per voi, per alcune delle mie amiche, forse per i miei genitori ma è perfetto per me.

E se non lo troverò non mi metterò con un riccone come mi è stato piu’ volte suggerito per avere una garanzia sul mio futuro. Il mio futuro è coperto da me stessa, lavoro sodo, ho una casa e so di poter avere sempre la forza e la voglia di ricominciare e rimettermi in gioco. Non mi serve un uomo per questo.

Il mio uomo deve credere come me ancora nell’amore e nei figli come frutto dell’amore e non di una programmazione razionale ossessionata dall’orologio biologico. Deve avere ampia curiosità per tutto cio’ che è diverso da quello che già conosce, a partire dalla conoscenza del mondo. Ho sempre avuto il sogno di esplorare il mondo con l’amore della mia vita. Deve amare se stesso tanto quanto ama me, quindi niente fumatori, drogati, alcolisti, perché per il mio modo di vedere, come può una persona che non vuole bene a se stessa voler bene a me. Lo vorrei sportivo, non per un tema estetico, ma perché chi fa sport sorride di piu’. Lo vorrei compassionevole nei confronti di chi non sta bene o che possiede meno di noi e vorrei sapere che, se un domani dovessi stare male, sarebbe in grado di prendersi cura di me tanto quanto io mi prenderei cura di lui. Ci sono ancora uomini che se vedono qualcuno star male o cadere si paralizzano e si girano dall’altra parte e che se sentono l’ambulanza si esibiscono in gesti scaramantici davvero imbarazzanti.

Questo è cio’ che vorrei e non mi interessa che sia biondo moro o rosso e quanti soldi abbia sul conto corrente. Per carità, alla nostra età mi aspetto che quantomeno un minimo di stabilità se la sia costruita, ma non mi interessano i lussi. Ho avuto uomini ricchi di cui non ero innamorata e per quanti regali avessi o per quanto belle fossero le loro case o i posti in cui mi portavano, mi sentivo terribilmente sola.

Chiedo troppo? Non credo.

Quando ci domandiamo che cosa vogliamo dagli altri, innanzitutto ci dobbiamo chiedere onestamente quello che saremmo in grado di dare noi. E io, quando troverò la mia metamela, lo copriro’ di una tale amore da renderlo felice in questa vita e in tutte quelle a venire. Io posso dare molto e quindi pretendo molto.

Chiunque sia sotto questa asticella può tranquillamente starsene a casa sua.

Io non mi accontenterò mai e se questo vuol dire che starò sempre sola beh…sarò cmq in buona compagnia.

Sempre meglio che avere qualcuno che detesti nel letto!

tinozbali

Fighetto milanese: come riconoscerlo ed evitarlo

Chi vive a Milano avrà sorriso leggendo il titolo. Agli altri, cercherò di spiegare in breve, questa tipologia assurda di “uomo” che ha ormai invaso la città, mandando in crisi l’intero sistema di accoppiamento cittadino.
Perché la cosa grave, è che non bisogna essere per forza milanesi per cadere in questa categoria, anzi… Chi arriva a Milano e inzia a fare un certo tipo di vita, diventa inevitabilmente la categoria più a rischio, perchè non è abituato nè preparato. Solo in pochi ne escono indenni, uno su mille ce la fa!
Per lo piu’ sono ragazzi giovani che vengono da fuori, abituati a vivere in piccoli paesi dove l’opportunità piu’ grande che hanno è essere presi al negozietto accanto a casa e fidanzarsi con la figlia dell’amica della mamma (senza offesa)
Arrivano a Milano, la città della moda, delle feste, delle ragazze che girano strizzate nei loro vestitini e che indossano decoltè con tacco 12 anche per andare a far la spesa, rigorosamente senza calze, anche quando fuori c’è la neve.
All’inzio si sentono confusi, intimiditi, disorientati, e mantengono i sani valori di casa. Poi capiscono di essere cibo goloso per animali affamati (la maggior parte delle donne), che si fanno la guerra pur di affondarci gli artigli e prenderne possesso.
Allora iniziano ad alzare la testa e guardarsi allo specchio e scoprono di essere carini. Solo che nessuno glielo aveva mai detto al paesello. Scoprono che al posto della ragazzetta ciccia e brufoli, figlia dell’amica della mamma, possono avere una finta velina appariscente con cui fare un selfie per cui, gli amici del paesetto, lo invidieranno a vita. E allora i social network diventano la loro quotidianità e i tag la loro droga.
Poi cambiano il look. Il primo step è quello di fare il risvoltino ai pantaloni, che diventano sempre più corti e le magliette sempre più scollate per lasciar intravedere il petto, rigorosamente depilato. Iniziano ad andare dall’estetista, dove vanno a sistemarsi le sopracciglia e a farsi svariate pulizie del viso. Le camicie non hanno mai piu’ di 2 o 3 bottoni allacciati dal fondo. Praticamente le usano come blazer semi aperto.
Il loro corpo si anima di collane e bracciali. A volte credo che i bicipiti se li facciano sollevando tutto il giorno il peso della bigiotteria che indossano.
Non perdono occasione per guardarsi allo specchio, sistemarsi i capelli e riempirseli di gel o schifezze simili.
Devono presenziare ad ogni evento, la settimana della moda e il salone del mobile sono il loro cavallo di battaglia e non vedo l’ora di vedere cosa faranno per l’Expo.
Non hanno tempo di leggere, quindi ignorano (tutto).
In coppia sono il sesso debole: permalosi, nervosetti, si fanno corteggiare e vogliono che la donna prenda sempre l’iniziativa. Sono bravissimi a guardarti per attirare la tua attenzione, ma non faranno mai la prima mossa perché, prima di farla, dovranno avere la certezza di un risultato sicuro. Non sono in grado di scegliere neanche il ristorante dove portarti a cena; per loro esistono solo i sushi, perché qualcuno tempo fa gli ha detto che andava di moda e si sono dimenticati che vivono in Italia, il paese con la cucina e i ristoranti piu’ buoni al mondo. Non prendono mai la metro e vanno in giro tendenzialmente in motorino per non avere lo sbattimento del parcheggio.
Non possono cenare se prima non fanno l’aperitivo e ti considerano sfigato se bevi un cocktail analcolico. Sono taccagni e faticano a offrire, cercano sempre di scroccare ovunque. Sembra che conoscano tutti, ma di fatto non ricordano i nomi di nessuno. Quando ti scrivono i whatsapp ti mandano solo faccine rendendo il testo incompresibile e irritante.
Ed è cosi che, settimana dopo settimana, anno dopo anno, dei bravissimi e genuini uomini di provincia si trasformano in femminucce da città, divorati dalla superficialità della vita milanese. (città che offre ben altro a chi la vuole conoscere bene e in profondità).
E noi, uno dopo l’altro, li vediamo cadere tutti.
Ora capite perché ci sono tante single in giro?

(Immagine presa da internet)

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“Nessuno si salva da solo”

Una delle frasi che sento dire più spesso, è che noi donne siamo delle rompi coglioni (scusate il francesismo).

E nella scelta della compagna per la vita, gli uomini cercano tendenzialmente donne che li facciano sentire liberi e leggeri.

Mi sono fermata spesso a riflettere su questo, cercando di auto-analizzarmi con ampio spirito di autocritica.

Scrivo sempre articoli divertenti e ironici, ma oggi voglio scrivervi a cuore aperto, in prima persona, non con l’intento di farvi ridere, ma con l’idea di condividere con voi uno stato d’animo che mi sta a cuore.

Ho un carattere sanguigno e passionale e fatico a stare zitta. Nel bene e nel male quello che mi passa per la testa esce dalla mia bocca. Il lato positivo è quello che non so essere falsa e bugiarda. Quello negativo è che per le persone che non amano le discussioni posso risultare impegnativa. E per tutta la vita mi sono sentita dire che devo cambiare e che come sono non vado bene.

Ho provato più volte a correggermi, intontita anche da alcune amiche che, seppur ben intenzionate, mi rimproveravano di essere pesante, ma il risultato è che non ero più me stessa e alla fine non riuscivo comunque a dare quello che invece sono in grado di dare quando mi sento a mio agio con una persona che mi capisce.

Certamente in amore bisogna scendere a compromessi. Certamente bisogna venirsi incontro e cambiare alcuni aspetti della vita che si faceva da single, altrimenti è meglio rimanere soli.

Ma il rapporto non può essere costruito sulla base si tattiche. Quanti libri sono usciti, quanti film e io stessa quanti decaloghi assurdi di comportamento ho scritto per cercare di aiutare le donne ad affrontare il mondo maschile. La verità è che non ci sono regole. La verità è che io per prima predico bene e razzolo male. La verità è che ognuno di noi deve fare i conti con se stesso, con il proprio carattere, con le proprie paure e con quelle insicurezze che ci rendono così vulnerabili. Ognuno di noi è unico e ascoltare consigli o leggere libri o usare tattiche con la speranza di costruire una relazione solida, non servirà a nulla perchè, prima o poi, quello che siamo veramente verrà fuori e, quello, sarà il momento in cui crollerà tutto. Nessuno è perfetto, tutti sbagliamo e tutti abbiamo tanti difetti.

Viviamo in una società difficile che ci rincoglionisce e ci bombarda di messaggi sbagliati, convincendoci che i soldi, il potere e la bellezza siano la base di partenza per conquistare le persone. E in parte è vero…ma la domanda da farsi è: “Che tipo di persone sono attratte da queste cose? Sono quelle con cui vorremmo invecchiare? E’ il caso di dannarci tanto per loro?”

Tutto questo è profondamente sbagliato. E sapete quando l’ho capito? Quando mi sono ricordata che cosa significa scegliersi. Ed è una cosa cosi naturale, cosi spontanea per cui  ti trovi e al primo sguardo già si è accesa la chimica. E tu non hai dubbi, non ne hai mai avuti e i suoi difetti sono ciò che di lui più ti piace e che ti fa sorridere. Lo capisci perché lo difendi, non lo critichi mai, soprattutto quando parli di lui alle amiche. Lo capisci perché non riesci a stare lontana da lui, anche se sei la persona più impegnata e indipendente e anche se hai un milione di cose da fare, dal momento in cui lo ha incontrato, lui viene prima di tutto.

E viceversa lui sceglie te. Sceglie te, capite? Ti sceglie e ti trova bellissima e non smette mai di dirtelo. Quelle che per te sono rughe per lui sono stupendi segni di espressione che non può smettere di continuare a guardare. Quando ti vede nuda gli sembri ancora più bella, anche se tu, ormai, non conti più il tempo che passi in palestra o dall’estetista perchè non ti vedi in forma. Per lui il tuo carattere acceso è stimolante, il tuo perdere ogni tanto le staffe è divertente e rende la relazione viva e giocosa. Sa come prenderti, sa come gestire i tuoi sbalzi ormonali, sa come farti ridere anche quando sei nervosa. Si prende cura di te e non ti lascerà mai da sola.

Questo significa scegliersi, questo significa avere una relazione. Il resto è accontentarsi, è paura di stare soli, è avere la certezza di fare sbagli enormi.

Ognuno di noi porta dentro dei nodi che faticano a sciogliersi. Tutti abbiamo delle debolezze che ci portiamo dietro dal passato, per i più disparati motivi: un rapporto difficile con i genitori,  qualche lutto non superato o qualche paura mai realmente affrontata. Le abbiamo tutti, chi più chi meno e tutti viviamo con l’illusione di essere in grado di gestirle e a volte ci convinciamo di averle superate. Finchè non arriva qualcuno o succede qualcosa e tutto torna a galla e risprofondiamo nel fango e  tutti i nostri demoni ci prendono, facendoci commettere i soliti vecchi errori.

E a volte andiamo in tilt e saltiamo in aria e se abbiamo una persona accanto in quel momento si spaventa.

Ma c’è una grande differenza, amiche mie, tra la persona giusta e la persona sbagliata.

La persona sbagliata scapperà e sparirà. La persona giusta vi aiuterà. Capirà che se fino a ieri siete state in un modo e di colpo avete cambiato atteggiamento, c’è probabilmente qualcosa che non va e cercherà di capire, per quanto chiuse possiate essere, per quanto difficile possa risultare. Vi starà vicino e vi curerà con amore, indipendentemente da quanto tempo sia nella tua vita.

Le persone non sono strane, non sono matte, non sono pesanti. Le persone soffrono, le persone hanno paura, le persone sono insicure e, quando ci si sente deboli, quando ci si sente vulnerabili, la migliore arma di difesa è l’attacco. A me succede ancora ogni tanto, soprattutto quando mi scontro con cattiveria e maleducazione che fatico a gestire e spesso non so controllare. Bisognerebbe essere fredde e semplicemente chiudere. Io invece vado in tilt, completamente e mi arrabbio e sbraito e dico e scrivo cose che spesso neanche penso e mi illudo di poter far capire a chi mai capirà. Mi annebbio, mi arrabbio e perdo il controllo. Ma quando in passato ho trovato persone che mi hanno amato davvero, mi hanno amata anche con i miei vuoti e li hanno riempiti con tanto amore. 

Anche la persona che sembra più forte e solare può avere i suoi nodi, nessuno è perfetto. Il problema è che da una persona che sembra forte e solare nessuno si aspetta il crollo e quindi fanno più fatica a digerirlo.

Ho visto il film di Scamarcio Domenica “Nessuno si salva da solo” che  credo possa riassumere tutto quello che sto dicendo. Lei è certamente una persona problematica da subito, ma lui l’ha amata cosi tanto da riuscire a superare tutto, nonostante i momenti difficili e quando si è arreso, ha subito trovato la forza di ricominciare.

Nessuno si salva da solo, tutti abbiamo bisogno d’amore.

Diffidate da chi cerca di categorizzare l’amore in una serie di comportamenti standardizzati. Non vi è dubbio alcuno che, con furbizia e astuzia, si possa riuscire a far cadere nella rete la propria preda.

Questo però non è amore, è solo il motivo per cui ci sono tanti tradimenti e divorzi!

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E’ tutta colpa di Cenerentola!

Questa Cenerentola, che poi, in chiave moderna è diventata Pretty Woman prima e Anastasia di 50 sfumature di grigio poi, neanche si rende conto dei danni che ha causato a tutte noi.
Partiamo dalle origini: se da bambine non ci avessero raccontato di Cenerentola, le nostre aspettative sarebbero state più vicine alla realtà. Ma quello, tutto sommato, è un trauma infantile che avremmo anche potuto superare (o quantomeno dimenticare).
Con Pretty Woman hanno voluto rincarare la dose. Il ricco imprenditore strafico che invita una squillo abbordata per strada (il motivo per cui tante donne si siano immedesimate in lei resta un mistero che è meglio non approfondire…) ad alloggiare con lui nella sua lussuosissima suite, le lascia la sua carta di credito per fare shopping illimitato, la porta con un’aereo privato all’opera facendole indossare un collier unico al mondo e, dulcis in fundo, scala un palazzo popolare per chiederle di stare con lui per tutta la vita (dopo una decina di uscite o giu’ di li’, dove solitamente vengono presi da attacchi di orticaria se gli chiedete di vedervi due giorni di fila). Capite bene che, annebbiate da queste idiozie, l’impatto con la realtà diventa traumatico?
Ma, devo dire, che con 50 sfumature di grigio, ci hanno dato la botta finale.
Sono stata a vederlo con le mie adorabili amiche, a pochi giorni dalla prima italiana.
Ho passato tutto il film a cercare di riuscire ad ascoltare i dialoghi del film in mezzo a commenti rumorosi e, pure un po’ incazzati, di una platea femminile parecchio scocciata, che non faceva altro che esclamare “nella realtà non esiste” (le 40enni) passando ai “voglio un uomo così (le 20enni). E queste ultime poverine ci credono ancora!
Capite? Se si cresce con un ideale di uomo simile, per forza poi non si trova l’amore. Al di là del discorso “sesso estremo” che nella realtà non è poi cosi difficile da trovare (a Milano quantomeno sono tanti ad essere “estremi”, ma con la totale assenza del fascino o dell’eleganza di Mr Grey), mi spiegate nella vita reale dove potremmo mai trovare un uomo come lui? Ce ne saranno una decina nel mondo di uomini cosi (escludendo gli Arabi ovviamente, se no la percentuale aumenta). Giovane, bello, ricco, potente, affascinante, con una ventina di macchine, elicotteri, aerei privati che ovviamente guida personalmente, che dopo pochi giorni ti regala un Mac, poi per la laurea una BMW rossa, vestiti che non devi neanche disturbarti a scegliere ecc. Ovviamente ha una casa da far girar la testa e soprattutto, si innamora perdutamente di te, cambiando alcune delle sue piu’ radicate abitudini (provare a cambiare una radicata abitudine maschile equivale a fuga certa dello stesso nella vita reale). E niente moralismi per piacere perché anche la reazione scocciata di Anastasia Steele davanti ai suoi infiniti regali è irreale e falsa, trovatemi una donna che non sarebbe felice di cotanta attenzione.
Ma Signore, se vi immaginate che l’uomo con cui state uscendo vi aspetti sul tetto di un grattacielo con l’elicottero o che vi mandi il suo autista a prendervi all’aeroporto o che vi recapiti a casa una bellissima sorpresa… mettetevi comode, perché aspetterete molto. Nella realtà, sarete voi a doverlo andare a prendere quando rientra dai suoi viaggi dove quasi certamente avrà fatto l’idiota con qualche giovane donna e sarà pure quasi infastidito quando vi vedrà; non vi farà nessuna sorpresa, non vi darà mai la sua carta di credito, vi chiederà di prenotare voi un week end e, immediatamente dopo, vi farà una precisa divisione dei conti per dividere tutto in parti uguali. Vi porterà a cena controllando i prezzi esposti fuori dal ristorante e cambierà destinazione quando gli sembrerà troppo caro (facendovelo anche notare). Non vi porterà a teatro o all’opera o in qualsiasi altro posto possa farvi piacere per sorprendervi. Non vi manderà nessun autista, tendenzialmente vi darà appuntamento direttamente al ristorante per non avere lo sbattimento di fare il giro della città per venirvi a prendere. I regali non saranno mai pensati e spontanei, ma sempre e solo per riparare a qualche cazzata che ha fatto e non sarà in grado di mantenere il segreto, per cui, facendovi un paio di domande, dopo un minuto avrete già capito cosa vi sta per regalare (non ci arrivano a chiedere consiglio alle amiche). A volte, per non avere sbattimenti, ve lo dice già al telefono in modo tale da riuscire a toglierti anche il gusto della sorpresa del pacchetto.
E non è una questione di soldi o non soldi. Nei film è chiaramente tutto spinto agli eccessi perché deve essere il piu’ possibile romanzato. Cercate di aprire la testa e di capirmi senza giudicare subito: e’ una questione di classe Signori! Non servono elicotteri o autisti o regali lussuosi. Servono attenzione ed eleganza. Serve riuscire a far sentire la propria donna una principessa. Ognuno, in base a cio’ che si puo’ permettere, dovrebbe cercare di sorprendere e stupire e, per farlo, basta osservare ed ascoltare. Noi i messaggi li mandiamo forti e chiari ogni giorno. Questo è quello che ci hanno insegnato, Cenerentola è il modello con cui siamo cresciute. E noi purtroppo ce lo aspettiamo, tutte quante, chi più, chi meno. (anche chi non lo ammette)
Ma la cruda e triste realtà, è che l’evoluzione dell’uomo è passata dall’essere Signore ad essere una scimmia e non viceversa. Anche in questo ci hanno ingannato….
Oltre al fatto che, nella realtà, il giorno dopo spariscono, quasi sempre.
Quando inizieranno a chiudere i film così, tutto tornerà in equilibrio.

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20 buoni motivi per scegliere una quarantenne (visti da lei e da lui)

Lui: Davide, 31 anni, (di seguito “DM”), nel tempo libero, calciatore.

Lei: Cristina, 40 anni, (di seguito “CT”), nel tempo libero Blogger.

Si incontrano ad un evento, si conoscono, si confrontano, si imbattono per caso in un articolo che li fa sorridere, e decidono di vedersi, per scriverne uno insieme.

Ed eccoci qui, dopo aver letto questo pezzo molto divertente, che nello specifico elenca 7 buoni motivi per cui scegliere una 40enne ( cit. http://direttablog.it/7-motivi-per-fidanzarsi-con-una-quarantenne/ ), ci siamo ritrovati a dire: “solo sette?”

E abbiamo deciso che, per noi, non erano sufficienti.

I primi 7 punti citati nell’articolo erano i seguenti e li abbiamo commentati così:

  1. “Non le interessa sposarsi”

CT: aggiungerei che, sposarsi in abito da verginella bianca a 40 anni, suona effettivamente alquanto ridicolo

DM: A noi uomini fa sempre paura l’ipotesi di una storia a lungo termine, perché non ci piace l’idea di rinunciare a tutto (o a tutte le altre) per una donna sola. Quando frequenti una 40enne hai la consapevolezza che, la relazione, difficilmente prenderà questa strada

  1. “Non ha necessariamente il desiderio di maternità”

CT: Piu’ che altro ha già fatto pace con l’idea che potrebbe non succedere

DM: E’ l’idea che ci spaventa. Ben vengano donne che non partono con discorsi di figli . Le 40enni difficilmente lo fanno

  1. “Sono benestanti o almeno indipendenti”

CT: Indipendenti sì, e hanno una loro casa e una loro macchina tendenzialmente

DM: Perfette! non dobbiamo andare sempre a prenderle e scarrozzarle in giro facendo i loro driver. E ovviamente vivono da sole, cosi non serve andare in motel o inventarci posizioni acrobatiche in macchina

  1. “Amano sperimentare”

CT: Consapevolmente e non perché va di moda o perché lo fanno le amiche

DM: Con una 40enne puoi parlare liberamente di ciò che ti piace o che vorresti fare. Probabilmente l’ha già fatto e quindi la cosa nè la spaventa nè la prende come un’offesa. Anzi, a lei piace la nostra intraprendenza

  1. “Non necessitano di avervi sempre al loro fianco”

CT: Hanno una vita piena di interessi e amicizie coltivati negli anni. Vi lasceranno i vostri spazi

DM: E questo per noi è fondamentale

  1. “Sono sempre in forma e toniche, palestra, diete e chirurgo estetico le mantengono in perenne forma fisica”

CT: Diciamo che si mettono a mangiare meglio e triplicano l’attività fisica

DM: Non penso che siano sempre in forma e toniche, ma di sicuro si impegnano per farlo. Al contrario delle ragazze più giovani che non lo fanno, anche quando dovrebbero. Di certo pero’ le 40enni sono sempre perfette, smalto capelli e vestiti. Non hanno mai nulla fuori posto e sanno sempre come farti impazzire

  1. “Non dimostrano la loro età”

CT: A volte un ritocchino consapevole qua e là, le migliora addirittura rispetto a prima

DM: Ma anche se la dimostrassero a noi non cambierebbe molto. Stiamo scegliendo di uscire con lei consapevolmente, anzi la cosa è per noi molto eccitante. Non ci serve dimostri meno anni. Noi cerchiamo e vogliamo quello, se no andremmo con una 20enne

A questi aggiungeremmo certamente:

  1. CT: La loro esperienza è il loro fascino, ogni loro piccola ruga, una storia da raccontare

DM: La ruga di una 40enne mentre sorride è una delle cose più sexy al mondo

  1. CT: Quando le portate in giro sanno comportarsi in ogni situazione, sanno essere composte ed educate e sanno stare al loro posto

DM: è vero, anche se normalmente una 40enne la viviamo più nell’intimità, perché lei difficilmente vuole farsi vedere in giro con un ragazzo tanto più giovane

  1. CT: Sanno controllare la loro gelosia. Difficilmente vi faranno una sceneggiata

DM: Penso che più che controllare la gelosia, abbiano capito e imparato nel tempo che l’uomo non deve mai essere soffocato. E non c’è nulla che noi apprezziamo più di questo

  1. CT: Hanno imparato a farsi i complimenti da sole perchè hanno capito che, aspettarseli dagli uomini, è solo tempo perso

DM: Io alle 40enni faccio più complimenti che alle 20enni, forse proprio perché non se li aspettano, quindi non sono forzati

  1. CT: La 40enne ha fascino

DM: per fascino si intende la capacità di attrarre? Allora confermo che non c’è cosa più attraente di una bella 40enne che ti regala un sorriso da tavolo a tavolo. Il loro sguardo ci magnetizza e ci fa sentire gli uomini più desiderati al mondo

  1. CT: Ha già visto tanto, tendenzialmente non ha paura

DM: E questo ci invoglia a proporre sempre cose nuove liberando la nostra fantasia

  1. CT: E’ ancora capace di parlarvi guardandovi negli occhi

DM: E questo da un lato ci spiazza, dall’altro ci eccita. Noi maschietti dobbiamo ricordarci che è la 40 enne che sceglie noi e mai il contrario. E ci sceglie esattamente nel momento in cui ci guarda dritto negli occhi la prima volta. E in quello sguardo è in grado di trasmetterci tutto

  1. CT: Ha imparato a non lamentarsi

DM: Si lamentano tutte, 20, 30, 40, 50 o 60. La femmina si lamenta per sua definizione. La donna che non si lamenta è un utopia come l’unicorno alato

  1. CT: In caso vogliate rompere potrete parlargliene con serenità. Lei lo aveva capito prima ancora di voi, sarà preparata.

DM: La maggior parte delle volte è lei che chiude, o perchè si è stufata o perchè semplicemente non aspetta mai che sia lui a farlo. Sia in un caso che nell’altro sa gestire al meglio la situazione togliendoci da spiacevoli imbarazzi

  1. CT: Il sesso le piace (quello vero), non lo ha vissuto attraverso youporn e chat erotiche in whatsapp

DM: E’ vero e non ha bisogno di cose estreme per saperlo apprezzare

  1. CT: Sono colte e informate su tutto. Hanno provato tante esperienze e vi possono dare informazioni su innumerevoli cose

DM: Vivono una vita completa, lavorano e hanno 40 anni alle spalle di informazioni, quindi hanno sempre tanto da trasmetterti. Tuttavia, sentono di avere questo dovere morale di “dare consigli” che non è sempre richiesto.

  1. CT: Sanno prendersi cura di se stesse e tendenzialmente anche degli altri (molte di loro hanno figli o ex mariti o ex conviventi a cui hanno dovuto fare da “badanti”)

DM: Sono d accordo. Con una 40enne ci sentiamo liberi di abbandonarci alle sue attenzioni senza necessariamente dover dimostrare il nostro dovere protettivo. Questo non è chiaramente possibile con una 20enne con cui dobbiamo essere propositivi e attivi sempre, senza poterci mai rilassare

  1. CT: Non ha vissuto nell’era dei pc e degli smartphone , se non per una piccola parte, ergo il suo cervello è ancora integro. Questa la vera rarità!

DM: ahahahahahha ma non è vero! non esiste essere umano dai 16 ai 45 anni che non utilizzi tutti gli strumenti che gli smartphone ci mettono a disposizione per conoscere e broccolare nuove prede. Non esiste età in questo. Anzi, il fatto che le 40enni non siano cresciute con queste cose, le fa essere assetate di social ora più che mai. E questo a noi piace!

 Blogger: Cristina Tinozzi

Co-writer: Davide Mariotto

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