Colpo di fulmine

L’altro giorno ho fatto un retweet di una frase di un mio follower: «Solitamente devi colpirmi i primi 5 minuti. Se non ci riesci, saranno inutili altri tentativi»

E per quanto possa sembrare estrema e forse un po’ arrogante, non la trovo del tutto sbagliata.

Se guardo al mio passato, i fatti dimostrano che le persone che poi sono rimaste nella mia vita, mi avevano tutte colpita da subito. C’è un qualcosa, una sensazione che devi percepire al primo sguardo, alla prima stretta di mano che ti fa provare attrazione, feeling, voglia di scoprire e di conoscere. Ed e’ una cosa totalmente irrazionale che va al di la’ di ogni logica. E’ pura chimica, una doccia di emozioni senza senso che ti travolge sin dai primi minuti.

E’ il colpo di fulmine. E appartiene alle persone istintive e poco razionali. A volte forse anche poco sagge che difficilmente sanno controllare le loro emozioni o razionalizzarle in comportamenti apparentemente adulti e corretti.

Ma l’altra sera, guardando un bellissimo film con Scarlett Johansson, “Vicky Cristina e Barcelona”, mi sono rallegrata nel vedere che comunque, anche un personaggio come quello di Vicky, razionale, rigido e fermamente ancorato ai propri principi, possa essere sconvolto da una passione non programmata.

Non mi sono mai ritenuta una persona razionale. Da sempre mi faccio guidare dall’istinto, spesso sbagliando, e spesso soffrendo. Ma sono convinta senza il minimo dubbio di voler continuare con questa visione della vita.

Certo la ragione tutela di piu’, ti protegge, ti crea uno scudo di difesa dal possibile dolore.

Ma non ho dubbi nel dire che risoffrirei volentieri per amore pur di vivere quelle emozioni cosi forti e cosi’ uniche che solo chi si lascia trasportare senza freni puo’ provare. Un’emozione vera e libera vale per me ogni sofferenza che puo’ potenzialmente causare.

E per prevenire da subito certe critiche preciso che questo non compromette da parte mia la conoscenza anche di chi non mi colpisce da subito. Le persone si possono anche scoprire nel tempo e spesso dalla conoscenza possono nascere rapporti bellissimi, di amicizia, che possono durare per sempre.

Ma qui parlo di un sentimento diverso e, sono convinta che quando trovero’ la mia Metamela, se la trovero’, certamente sara’ amore a prima vista.

L’eterna lotta tra ragione e sentimento ci viene raccontata sin dai tempi di Jane Austen. Non finira’ mai, cosi come non finiranno mai le discussioni tra chi segue l’una e chi segue l’altro. E non penso siano contestabili. Sono solo modi differenti di vivere le relazioni e in quanto tali vanno entrambi rispettati.

E’ solo questione di capire come siamo noi. Io mi fido del mio istinto e tendenzialmente non ha mai sbagliato…

Un po’ di magia

Io vorrei tanto che le mie orecchie sentissero uscire dalla bocca di una mia amica, ogni tanto, un bel racconto  in merito a un appuntamento meraviglioso avuto con un uomo stupendo che le ha fatto passare una serata da sogno.

Invece, la maggior parte delle volte mi ritrovo al bar, a un brunch o a un aperitivo a scuotere la testa, rassegnata dopo l’ennesimo racconto negativo, dopo i soliti comportamenti prevedibili, gli errori perseveranti, le molteplici delusioni.

Uomini che ti invitano fuori e non ti passano neanche a prendere, uomini che centellinano i messaggi e le telefonate, uomini che lasciano ogni iniziativa alla donna, altri che non si degnano di farsi sentire il giorno dopo, altri ancora maniaci ossessionati dal lavoro, che non fanno altro che parlarti di quello facendoti sentire quasi fortunata perche’ ti stanno miracolosamente dedicando del tempo.

E se spesso difendo gli uomini, in questo caso mi ritrovo a dire: ma ci vuole tanto a capire quali sono le basi di un’uscita decente?

Io non posso pensare che nel 2012 sia così complicato capire cosa puo’ rendere un’uscita bella o brutta. Che sia la storia di una sera o di una vita ci vuole il contorno, un minimo di corteggiamento, qualche complimento, la telefonata del giorno dopo, un po’ di inziativa, un po’ di coraggio.

Un conto e’ accettare le diversita’ tra uomo e donna, un conto e’ avere l’intelligenza di capire che, se ci si vuole relazionare l’uno all’altra, bisogna creare le condizioni, venirsi incontro.

Lasciateci essere donne, ridateci il ruolo di un tempo.

Riprendete  quel giusto pizzico di romanticismo. Ripermettete ad entrambi di riprovare delle emozioni. Senza che necessariamente debba essere la storia seria o il fidanzamento tanto temuto, ci vuole tanto a rendere tutto meno scontato?

Perche’ gli uomini hanno cosi paura del romanticismo, in ogni sua forma.

Una volta anche il flirt estivo ci faceva battere il cuore. Ora e’ tutto cosi’ grigio, freddo, triste.

E, se la maggior parte dei racconti delle mie amiche e’ cosi’, credo che sia un problema abbastanza diffuso. Ho amiche di ogni eta’ dai 20 ai 40 e ovunque mi ritrovo a dover immancabilmente scuotere la testa.

Io credo che in questo caso siamo noi ad essere molto semplici. Vorremmo solo ritrovare la semplicita’ di una delle favole di quando eravamo bambine.

Che magari  non andra’ a finire con “e vissero per sempre felici e contenti”.

Ma perche’ toglierci quella bella magia. Magia di una sera, di una settimana o di una vita, e’ pur sempre magia…

Fasi

Dimenticare un grande amore e’ un percorso lungo e difficile. Un percorso, a mio avviso, diviso in fasi di durata assolutamente soggettiva.

La prima, la “fase drammatica”: e’ la fase di imbruttimento, di lacrime, pianti, tragedie; e’ la fase piu’ negativa in cui siamo assolutamente convinte che non ne usciremo mai e che non saremo mai piu’ in grado di dimenticare e di amare di nuovo. Una fase in cui siamo assolutamente infrequentabili e per il bene di tutti e’ assolutamente consigliabile stare chiuse in casa. E’ per me una fase importantissima perche’ lo sfogo del pianto libera.

Poi c’è la “fase euforica”: a un certo punto le lacrime finiscono e il nostro corpo si ribella al dolore. Ci rendiamo conto che  non dobbiamo permetterci di avere il tempo di pensare. Subentra anche un po’ di sana rabbia che ci vuole fare recuperare il tempo perso chiuse in casa a piangere. Iniziamo ad uscire pressoche’ ogni sera e a voler fare qualsiasi cosa pur di non stare in casa. Siamo sempre allegre, energiche e agli occhi del mondo abbiamo dimenticato il dolore e stiamo apparentemente bene. Non fatevi ingannare, e’ la fase piu’ pericolosa. Basta un niente, una cosa che non va come vorremmo  per far crollare tutto. Perche’ non e’ una felicita’ vera, equilibrata e’ solo un continuo allenamento nel tentativo di non vivere il dolore, nel tentativo di non pensare, nel tentativo di dimenticare. Basta una virgola sbagliata e ci ritroviamo di nuovo nel dramma. Ed e’ qui che subentra  quella che io chiamo fase riflessiva.

La “fase riflessiva” e’ quella che decide come staremo dopo. E’ la fase in cui dobbiamo trovare un equilibrio tra pensieri e azioni.

Non dobbiamo sfuggire ai pensieri e alle nostre riflessioni. Non dobbiamo sfuggire al dolore. Allo stesso tempo dobbiamo pero’ continuare la nostra vita. Magari riorganizzando la nostra settimana senza eccessi, dedicando del tempo anche allo sport, al riposo e a comprare quella plafoniera che ti manca  da mesi in casa per togliere finalmente la lampadina appesa in bagno. E’ la fase piu’ difficile perche’ alterna momenti in cui ci sentiamo ancora a pezzi a momenti in cui ci sentiamo bene. E’ la fase in cui dobbiamo solo ascoltare il nostro corpo e il nostro cuore. Senza sforzarci troppo. Se abbiamo voglia di stare a casa e piangere lo dobbiamo fare. Se abbiamo voglia di uscire anche se siamo stanche vestiamoci e usciamo.

La durata di tutte queste fasi, ma specialmente dell’ultima e’ assolutamente soggettiva.

Ci sono persone che conosco che hanno avuto 10 anni di fase riflessiva e ancora non ne sono uscite. Altre che in poco tempo hanno dimenticato.

Quello che c’è dopo la fase riflessiva e’ la risposta. Qualcuno non si riprende mai veramente e non dimentica. Altri ritrovano la felicita’ in una nuova vita, in un nuovo amore o nel riorganizzarsi le giornate da single. E rinascono.

L’importante e’ darci i nostri tempi. E li possiamo decidere soltanto noi…

Qualcuno come te

Il mondo e’ bello perche e’ vario. E il confronto con persone diverse da noi e’ stimolante. Mi piace sempre ascoltare il pensiero di chi ha idee diverse dalle mie. Aiuta a crescere, ad evolversi, a maturare, ad aprirsi al mondo. Non posso fare a meno di continuare a conoscere gente nuova, di continuare a viaggiare scoprendo usi e costumi diversi dai nostri, mentalita’ incredibilmente differenti e capire quanto e’ bello che ci siano tanti colori nel mondo.

E saro’ sempre cosi, aperta e curiosa.

Ma quando si tratta delle persone che ti stanno vicino, di quelle persone con cui ti relazioni ogni giorno e che vorresti accanto sempre, allora qui il discorso cambia.

Ho cercato per tutta la vita di far andar bene certi rapporti di amicizia o certe relazioni spinta dall’affetto o dagli anni di infanzia o giovinezza passati insieme. E ho cercato di convincermi che certi amori potessero funzionare, provando a far entrare un quadrato in un triangolo. Il punto e’ che a un certo punto si cresce, si cambia e bisogna prendere atto che spesso le strade si devono separare. A volte le persone che  camminavano con noi a 20 anni non sono piu’ le stesse a 30 o forse noi, non siamo piu’ gli stessi. E a quel punto sforzarci di far andar bene le cose a tutti i costi ci procura solo stress e dolore. O ci fa vivere in modo diverso da come vorremmo, snaturandoci della nostra identita’.

Sia nelle relazioni d’amore, sia nelle amicizie nate tanti anni prima, non dobbiamo mai accontentarci. Se i loro modi di fare vanno totalmente contro i nostri valori che ci siamo formati crescendo e se, i comportamenti di queste persone ci provocano piu’ dolore o nervoso che altro, cambiamo strada.

L’affetto restera’ sempre, ma bisogna prendere atto che, a volte, siamo troppo diversi e la convivenza diventa difficile.

E te ne accorgi quando di colpo incontri qualcuno che la pensa esattamente come te, che ha i tuoi stessi principi, i tuoi stessi valori, il tuo stesso odio per l’arroganza e per la maleducazione, il tuo stesso modo di intendere l’amicizia, il tuo stesso equilibrio. Qualcuno che non ha paura ad alzarsi in piedi e difenderti perche’ e’ convinto che tu abbia ragione e non si nasconde dietro falsita’, finta moderazione e ipocrisia. Qualcuno con cui a volte non servono neanche le parole, basta uno sguardo. Qualcuno che sai che ti difendera’ sempre, anche quando non ci sei.

Ed e’ di queste persone che dobbiamo circondarci nel quotidiano. Quelle persone con cui ti senti rilassata, con cui puoi essere te stessa, con cui non ti devi imporre niente.

Perche’ non si puo’ stare con tutti, cosi’ come non si puo’ piacere a tutti.

Poi ovviamente resta l’apertura al mondo, al confronto, a tutto. Ma la cosa bella e’ essere aperta a conoscere tutti, per poi scegliere con chi ti piace stare.

Qualcuno che ti faccia solo stare bene. Qualcuno come te…

Domande e risposte

Il mio articolo “Con parsimonia” ha suscitato molto interesse; mi avete scritto in tanti e vi ringrazio tutti, siete una continua fonte di ispirazione.

Il commento di un amico ha attirato particolarmente  la mia attenzione e vorrei ridiscuterlo insieme a voi.

Lui mi ha scritto :”voi donne vi fate troppe domande e passate la vita a cercare delle risposte, noi uomini ci diamo delle risposte senza farci alcuna domanda; la donna si interroga, l’uomo agisce senza interrogarsi, salvo poi pentirsi a volte”

Credo che meriti una riflessione perche’ potrebbe essere una buona chiave di lettura; certo non la risposta a tutto o il grande segreto svelato, ma puo’ aiutare a capire.

Si dice spesso “la curiosita è donna” e questo avvalla la tesi del mio amico. Noi donne siamo curiose, ci facciamo domande, vogliamo le risposte,  siamo sempre in cerca della verita’, della scoperta, della rivelazione, del pettegolezzo.

Ma soprattutto noi donne cerchiamo spesso di dare delle risposte ai comportamenti degli uomini facendoci delle domande che, forse, non dovremmo farci. Perche’ loro non se le fanno. E se noi cerchiamo risposta a qualcosa per cui loro non si sono fatti nemmeno la domanda non potremmo mai capirci e dialogare.

E’ infinita, credo, la quantita’ di domande che una donna puo’ fare al proprio uomo a cui lui non saprebbe rispondere perche’ non si e’ minimamente posto il problema: “perche’ non hai chiamato, perche’ non mi hai avvisato, perche’ hai usato quel tono, perche’ non me lo hai chiesto, perche’ non mi hai fatto un complimento, perche’ non mi hai tenuto la mano, perche’ non mi hai dato neanche un bacio, perche’ perche’ perche’…”

Gli uomini, per loro stessa definizione, sono esseri semplici e in quanto tali agiscono senza farsi tutte queste domande.

Sono donna e questo stesso Blog non esisterebbe  se non mi facessi delle domande. Io stessa non potrei sentirmi cosi donna se non mi facessi delle domande.

Domandare e’ lecito, rispondere e’ cortesia.

Ma credo che qualcosa potremmo farla, ovvero  sforzarci di non pretendere che le risposte che ci danno siano quelle che noi vorremmo che fossero, perche’ questo creerebbe delle aspettative sbagliate che verrebbero costantemente deluse e che diventerebbero fonte infinita di malumori, tensioni, nonche’ presupposto per tante litigate.

Gli uomini non dicono quasi mai quello che vorremmo sentirci dire; non possiamo quindi snaturarci da cio’ che abbiamo nel dna non domandando, ma credo che  potremmo snellire i nostri continui “perche’ “giovando al benessere di entrambi.

In fondo l’eta’ dei “perche'” l’abbiamo superata da un pezzo non credete?

Ordinario Vs Straordinario

Ho imparato ad accettare il mio essere single e ad arrangiarmi in tutto. Amo essere indipendente e non dover chiedere nulla a nessuno. Mi piace svegliarmi la mattina e sapere di dover rendere conto solo a me stessa. Ho imparato insomma a gestirmi bene nell'”ordinario”.

Ma ieri sera e’ successa una di quelle cose insolite, a cui non sei preparata, che ti disarmano e ti fanno tornare indifesa.

Ero da poco rientrata da una bellissima serata con i miei amici. Stavo ancora rivivendone i momenti, sorridendo tra me e me per le piacevoli situazioni vissute. Mi metto nel letto, spengo la luce e di colpo tutto inizia a tremare. Ho capito che si trattava di una scossa di terremoto ed ero paralizzata dalla paura. Non vivendo in una zona sismica, e’ stata certamente la piu’ forte mai sentita. Non so esattamente quanto sia durata, ma mi e’ sembrata un’eternita’.

Mi sono resa conto che li’, nello “straordinario” non ero preparata.

Pur rendendomi conto che non era successo nulla ero spaventata. Ho preso il telefono e il primo istinto e’ stato quello di chiamare i miei. Ma non l’ho fatto perche’ non volevo allarmarli. In fondo erano le 4 del mattino e io ero sveglia. Probabilmente chi dormiva nemmeno lo ha avvertito.

Allora ho sentito la necessita’ di sentire gli amici con cui ero fuori che avevano proseguito la serata all’Old Fashion e mi hanno detto che lì non si era sentito nulla, ma che avevano saputo anche loro della scossa. Poi Internet, Facebook, gli amici collegati in chat che mi hanno dato informazioni e condiviso con me lo spavento del momento. E  mi sono calmata.

Ma non posso fare a meno di ripensare a quanto in quel momento avrei voluto avere una persona accanto che mi abbracciasse. E’ come quando da piccola hai paura del temporale e corri nel lettone dei tuoi finche’ non passa.

Ho capito che lo straordinario mi fa tornare bimba, mi fa tornare bisognosa di protezione, mi fa sentire indifesa.

Per fortuna lo straordinario, in quanto tale, capita raramente. Ma ho il coraggio di ammettere che li’, in quel momento, mi sarebbe piaciuto avere due braccia tra le quali potermi sentire al sicuro.

Ed e’ soprattutto in questo straordinario che vorremmo piu’ che mai  avere la nostra Metamela accanto.

Dobbiamo pero’ anche fare i conti con la realta’ e, per quanto mi riguarda, non avevo nessuno fisicamente con me in quel momento.

Ma avevo qualcosa di ugualmente importante: tanti amici che con una parola, un WhatsApp, un bbm, un commento su Facebook mi hanno fatto passare tutto permettendomi di riprendere il mio sonno e di sentirmi nuovamente tranquilla.

Ne approfitto per ringraziare ognuno di loro, tutti quelli che ho sentito stanotte  e che mi hanno mandato anche solo un messaggio, un abbraccio virtuale, una parola affettuosa….vi voglio bene!

E vorrei dire a tutti i single come me che, nonostante io stessa abbia sentito una grossa mancanza ieri sera, non bisogna mai sottovalutare il potere degli amici.

In fondo tanti abbracci possono essere piu’ caldi di un abbraccio solo…

Feste

Uno dei vantaggi del vivere “Milano da single” sono le Feste.

Ieri sera sono stata invitata a una festa, come sempre perfettamente organizzata da My Events, che ha attirato particolarmente la mia attenzione e ho deciso di scrivere un articolo.

Tre ragazzi giovani e molto brillanti hanno creato una nuova filosofia di pensiero, che poi nello specifico si concretizza in una linea di gioielli lanciata ieri, e in un social network che verra’ messo online nei prossimi mesi: si chiama The Secret Society.

Al di la’ della splendida collezione di gioielli (www.thesecretsociety.it) di cui sono gia’ diventata una grande fan, sono rimasta colpita dalla voglia di questi ragazzi di combattere la negativita’ di questo periodo, dalla loro voglia di distinguersi e di attirare a loro  in una sorta di “Secret Society” tutte le persone che condividono il loro pensiero. Trasmettono energia positiva, puoi percepirne la loro forte personalita’, puoi respirare la loro voglia di liberta’, la loro grinta, la loro voglia di emergere.

Ho adorato il loro slogan, “Tutti gli uomini nascono uguali, ma solo alcuni vivono per distinguersi. Scegli la tua strada, non arrivare mai secondo, accendi la tua personalita’, fatti notare in ogni momento, evadi da ogni gabbia, respira la tua liberta’”.

Ma nella conclusione del loro video una frase su tutte mi ha colpita: “Non sei solo, condividiamo lo stesso segreto”

Non posso che essere totalmente allineata al loro pensiero. In fondo nel mio Blog cerco di far passare lo stesso messaggio, seppur in un contesto piu’ definito che e’ quello della ricerca dell’amore. Ma ho voluto soffermarmi sul loro progetto perche’ sono contenta di vedere qualcuno che si ribella alle gabbie sociali e che cerca di primeggiare seguendo altre strade, senza adeguarsi a cio’ che cercano di imporci.

Il mio e’ un tentativo di far capire a chi come me non ha trovato la Metamela, che non e’ solo/a, che siamo in tanti e che si puo’ essere felici anche cosi’.

 Ed e’ per questo che le idee di Riccardo Condorelli, di Pasquale Natuzzi e di  Mattia Baldassarre mi hanno particolarmente colpito.

Non posso che augurare a questi ragazzi tanto successo, ma sono sicura che con questo spirito e con questa determinazione potranno fare tanta strada.

Milano avra’ tanti difetti, ma offre ogni giorno ispirazioni nuove e io non smettero’ mai di lasciare che mi sorprendano…

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Con parsimonia

Mi rendo conto che, nella maggior parte delle relazioni più’ o meno importanti, le donne passano molto tempo ad aspettarsi dal propio compagno lo stesso comportamento e lo stesso entusiasmo dei primi tempi.
Per alcuni sono settimane, per altri sono mesi, per le storie più’ serie tocchiamo forse l’anno.
Con il risultato di rimanerne costantemente deluse .
Perche’ gli uomini non riescono a mantenere alto l’interesse per la stessa donna e inevitabilmente dopo un po’ si distraggono e finiscono con il trascurarla?
Perche’ se sono sicuri del tuo amore ti danno per scontata spostando le loro attenzioni su altro? (Nella migliore delle ipotesi su altro nella peggiore su “altre”).
Mi guardo intorno e sento le donne lamentarsi della stessa cosa. Salvo casi eccezionali di donne che, o mentono, o davvero hanno trovato una mosca bianca.
Dovremmo davvero sforzarci di non far mai vedere al nostro uomo quanto siamo innamorate per non perderlo?
Dovremmo anche noi centellinare il nostro donarci a loro cosi come loro fanno con noi?
Quindi le relazioni che funzionano sono un insieme di strategie studiate a tavolino?
Perche’ una cosa spontanea come l’amore deve funzionare solo se ti comporti senza spontaneita’?
Troppe domande a cui ancora non so dare risposta, forse perche’ non ho ancora trovato la mia Metamela, forse perche’ il rapporto uomo donna e’ la relazione  piu’ complicata e piu’ difficile da capire.
E qui chiedo a voi di aiutarmi,  perche’ ci sono argomenti sui quali davvero mi perdo in infinite domande senza riuscire in alcun modo ad uscirne.
E’ possibile amare con parsimonia?
 
 

Dire o non dire

L’eterno dilemma…

E’ capitato a uttti credo durante un rapporto di fare qualcosa di sbagliato, qualcosa che puo’ ferire la persona che amiamo, senza necessariamente arrivare al tradimento.

E  il solito dubbio: glielo diciamo o lo teniamo nascosto?

Se glielo diciamo stiamo meglio con la nostra coscienza e ci sentiamo piu’ pulite, se non glielo diciamo ci sentiamo un peso dentro, come un macigno.

Mi sono fatta un’idea basandomi sia sulla mia esperienza , sia sull’esperienza di amiche e amici.

Qualsiasi cosa di sbagliato abbiate fatto, secondo me e’ meglio tacere.

Per il bene del vostro rapporto e del vostro futuro.

E con questo non vi sto dicendo che mentire sia giusto, per carita’.

Dico che, se e’ stato lo sbaglio di una volta, qualcosa di isolato di cui siete pentite e che siete certe non ricapitera’ mai piu’, dirlo fara’ solo soffrire la persona che vi sta a cuore e creerete un presupposto di vendetta/ripicca di cui non vi libererete mai.

E per quanto l’altra persona dichiari di perdonarvi, in fondo al suo cuore non lo fara’ mai.

Non c’è una coppia che conosco che sia riuscita veramente a superarlo.

Si sentira’ sempre in diritto di fare altrettanto e ci sara’ sempre quel velo di amarezza e di rabbia che alla lunga logorera’ il rapporto.

Ci tengo a specificare che questo articolo non vuole assolutamente giustificare i traditori cronici o chi abitualmente mente al proprio partner.

Dico solo che tutti inciampiamo e possiamo fare uno sbaglio…

La cosa migliore per il bene della coppia credo sia quello di non dirlo mai.

Occhio non vede cuore non duole.

E soprattutto vedere soffrire la persona che amiamo credo sia il dolore piu’ grande che si possa provare.

La bugia e’ un grosso peso da portare lo so, ma quando sbagliamo o facciamo del male forse e’ il minimo che dovremmo sopportare, piuttosto che toglierci il peso e passarlo in questo modo alla persona che amiamo.

Chiamiamole bugie bianche, ovvero quelle bugie che diciamo con l’unico scopo di fare del bene e di proteggere.

E in qualsiasi rapporto, sia esso di amore, di amicizia o di parentela…c’è sempre un gran bisogno di protezione.

E  prima di giudicare cio’ che ho scritto, fatevi un esame di coscienza e chiedetevi se davvero non avete mai mentito nella vita a una persona pur di  non farla star male…

Animatori

Ogni volta che andiamo in vacanza in un villaggio conosciamo sempre questo gruppo di persone cosi’ particolari: gli animatori.
Ci sono persone che non li sopportano, altre che li adorano.
Molti personaggi dello spettacolo come Fiorello o i Fichi d’India nascono da li’.
Ho girato tantissimi villaggi, con diversi tour operator e ho conosciuto animatori/animatrici di ogni citta’, di ogni eta’, di ogni tipologia e alcuni di loro  sono ancora  miei amici dopo tanti anni.
Ho  una grande stima per questi ragazzi, spesso sottovalutati, che per tutto il giorno, tutti i giorni cercano di rendere la tua vacanza indimenticabile.
Fannno sentire tutti ugualmente importanti e si preoccupano di scandire  le tue giornate con una pazienza esemplare.
Sono bravi a cantare, a recitare, ci fanno ridere, sanno ballare, sanno tenere i tuoi figli e quando tutti vanno a dormire… loro  si mettono a provare gli spettacoli per il giorno dopo.
Li  rivedi al mattino, puntuali anche  dopo poche ore di sonno e non ti fanno mai mancare un sorriso.
In ogni staff di animazione sono sempre rimasta sorpresa nel riscontrare personaggi con caratteristiche simili.
C’e’ sempre quel ragazzo cosi’ dolce con cui hai voglia di confidarti, che vorresti avere accanto come migliore amico; c’è  il ballerino che ti incanta con le sue coreografie e con cui speri sempre di riuscire a ballare; c’è quel ragazzo con la battuta pronta che ti fa ridere fino alle lacrime; c’e’ sempre il capo, che ti sorprende con la sua completezza artistica; c’è il dj che fa da colonna sonora alla tua vacanza a cui regolarmente chiedi di farti un cd;  e c’è sempre quel ragazzo con la sua misteriosa sicurezza che sembra perfetto in tutto e per tutto.
E quando parti, ti rendi conto che il villaggio non sarebbe stato lo stesso senza di loro; la vacanza non sarebbe stata la stessa senza di loro.
Ne approfitto per mandare un abbraccio a tutto lo staff del Tamra Beach Resort di Eden Viaggi a Sharm.
“Esperti  in emozioni”, professionisti nel loro lavoro.