Single in estinzione

Dove sono i single?

No, perche’ io esco pressoche’ ogni sera. Le ho provate tutte con le mie amiche. Aperitivi, cene, serate nei locali, mostre, cinema, teatro, palestra, viaggi.

Conosciamo un sacco di persone. Poi, parlando e chiacchierando, vengono sempre fuori le solite frasi che iniziano con le odiatissime parole: “mia moglie, la mia fidanzata, i  miei figli, la mia compagna “ecc ecc ecc. E  parte la delusione sulle nostre facce. Immediatamente dopo ci alziamo, ed è fuga !

Che rapporto numerico c’è’ tra uomini e donne? Un uomo per 7 donne? Perche’ cosi’ e’ impossibile trovarne uno libero.

E voi direte e certo, a 38 anni sono tutti sistemati, e’ ovvio. No, vi assicuro, lo sono anche quelli di 23, di 28, di 30. Io credo di non aver conosciuto negli ultimi mesi un uomo che non fosse gia’ impegnato, ad ogni eta’.

Faccio un appello ai single. Ditemi dove siete e dove andate per favore. 

Perche’ o si sono estinti, oppure hanno delle sette segrete di cui non sono a conoscenza. O forse ci sono dei ritrovi, dei raduni, qualcosa per cui devi avere una sorta di parola d’ordine o un invito a forma di chiave che apre qualche porta.

Non so, cosa bisogna fare uno speed date? O magari e’ Milano che e’ cosi’?

Forse sono troppo all’antica perche’ , se ci dovesse per sbaglio essere un uomo single nello stesso locale dove sono io, mi aspetto sempre che sia lui a venire da me. (vd articolo “La verita’ e’ che non gli piaci abbastanza”).

Ma avete una vaga idea di come si azzannano le donne quando c’e’ un bell’uomo libero in giro? E’ un po’ come il gioco della sedia, ve lo ricordate? Si corre per sedersi o uno resta in piedi e viene eliminato. Solo che, di sedia libera qui, ce n’è soltanto una e tentano tutte di sedersi su quella, lottando con le unghie. Cosi’ addio ai miei sogni romantici di corteggiamento.

Secondo voi e’ cambiato tutto? Se vuoi un uomo devi lottare per prendertelo?  Chi e’ che sceglie, noi o loro?

Sono perplessa, piu’ che amore, questa mi sembra una guerra…

Superficialita’

Sabato sono stata al matrimonio di una mia carissima amica a cui voglio un sacco di bene. E c’e’ stato un attimo in chiesa, mentre venivano pronunciate le promesse, in cui sono tornata nell’illusione che quelle parole potessero avere ancora un senso per me. Che quel “prometti di esserle fedele per sempre, di amarla e onorarla in salute e in malattia, in ricchezza e in poverta’ in ogni giorno della tua vita” potesse davvero essere qualcosa in cui credere ancora.

Ma poi torni a casa e ti scontri con la realta’. E facendo due rapidi conti, per quanto la matematica non sia il mio forte, sono ancora in grado di contare e di realizzare che sono passati 3 anni dalla mia ultima relazione seria, nonche’ convivenza. 3 anni in cui non c’è stato un uomo, con cui  poter pensare di costruire qualcosa. Sfortuna, scelte sbagliate? Non lo so, io so che conosco persone nuove in continuazione, esco tanto, viaggio ho tante compagnie diverse. Ma non c’e’ stata una persona che sia andata oltre la superficialita’ di qualche uscita sporadica.

E se per un breve periodo della mia vita, di totale insicurezza, ho pensato fosse colpa mia, ora sono certa che non lo sia.

Per carita’, ho fatto i miei sbagli e ho i miei numerosi difetti. Ma non e’ colpa mia.

Gli uomini d’ oggi sono superficiali. O, almeno, una buona parte di loro. Odio generalizzare, ma dopo 3 anni, credo che la mia statistica personale sia assolutamente tracciabile.

Io sono stufa. Stufa di chi ti cerca e poi sparisce (ma chi te lo aveva chiesto), stufa di uomini che vogliono ottenere solo una cosa, stufa di vedere uomini impegnati che ci provano con altre donne (una quantita’ inverosimile), stufa di uomini che non corteggiano, stufa di uomini senza iniziativa (che noia), stufa delle continue bugie (senza eta’, dai 20 ai 40 con molta naturalezza). Sono stufa di vedere che si comportano sempre allo stesso modo, stufa di non essere piu’ stupita.

Io posso aver anche fatto delle scelte sbagliate in passato, ma vivo in una citta’ dove fare nuove conoscenze e’ all’ordine del giorno. Ho una vita molto attiva e non sono certo una persona che sta chiusa in casa ad aspettare che qualcuno bussi alla porta. Io mi sono messa in gioco sempre e ho aperto il mio cuore.

E dopo 3 anni posso dire di aver voglia di qualcuno che si fermi un attimo, per conoscermi e non solo per portarmi in giro a fare qualche serata mondana. Di qualcuno con cui cucinare (piu’ che altro con cui imparare dato che non sono propriamente uno chef),  qualcuno con cui andare al cinema, a teatro, una persona che abbia il bisogno fisico  di dormire con me la notte. Qualcuno che abbia voglia di andare al di la’ delle apparenze, qualcuno che non si spaventi, come spesso mi e’ stato detto.

Ma dove diavolo sono finiti gli uomini normali?

Se li trovate ditemelo per favore. Lascio aperti i commenti per qualsiasi segnalazione.

E se questo articolo spaventera’/allontanera’ /fara’ scappare potenziali uomini che non hanno voglia di impegnarsi ne saro’ solo felice.

Incontri generazionali

Martedi scorso sono andata a una festa nel Tennis Club dove sono cresciuta e dove ho passato la mia giovinezza.

C’erano quasi 300 persone e la cosa bella e’ stata quella di vedere come oggi, a differenza di ieri, sia molto piu’ facile relazionarsi ad ogni generazione e a gente di eta’ molto diverse. Mi ritrovavo cosi’ a parlare con i miei genitori o amici dei miei, per poi girarmi e salutare i miei amici 40enni e girarmi di nuovo e parlare con un gruppo di 20enni.

Ed e’ cosi’ anche in un contesto piu’ quotidiano. Ho amici di ogni eta’ e posso tranquillamente fare un aperitivo con un 45enne e il giorno dopo mangiare una pizza con un’amica 20enne. La verita’ e’ che gli attuali 20enni sono molto piu’ maturi e svegli di quanto non lo fossimo noi a 20 anni. E noi 40enni, essendosi allungato il tempo per tutto, ci ritroviamo alla nostra eta’ ad avere una testa molto piu’ simile a quella dei 30enni. Ed e’ qui che tutto si incrocia. E si crea il caos.

Una volta c’erano divisioni molto piu’ rigide e le uniche eccezioni erano quegli uomini, in eta’ avanzata, che si divertivano con qualche donna molto piu’ giovane. Ed erano comunque molto criticati.

Poi, dopo un po’ Demi Moore ha lanciato il concetto dei Toy Boy, ed e’ partita la moda delle donne che amano farsi accompagnare da ragazzi molto piu’ giovani di loro. Tutto si e’ mischiato, le amicizie, le relazioni. C’è come la convinzione di poter spaziare nella scelte delle proprie relazioni dai 20 a 50 anni in ogni direzione avendo un ampio margine di scelta.

E questo e’ molto bello da una parte, ma caotico e confusionario dall’altra. Resta sempre il concetto del background, che secondo me e’ la base di qualsiasi relazione. Qualsiasi tipo di rapporto, per durare, secondo il mio modesto parere, deve partire da un backgound molto simile. Perche’ prima o poi le differenze vengono fuori e fanno saltare tutto.

Quindi e’ praticamente impossibile che un 20enne abbia lo stesso background di un 40enne e si percepisce.

Cosi’ come trovo profondamente sbagliato togliere gia’ alla generazione piu’ giovane tutte quelle “dolci illusioni” che forse e’ giusto che abbiano alla loro eta’. E’ sbagliato fargli gia’ capire cose che forse noi iniziamo a capire solo ora, dopo anni di batoste e di porte in faccia, di cadute e di risalite. Ogni eta’ e’ speciale e dovrebbe essere vissuta per l’eta’ che e’.

E pur essendo molto aperta a incontrare persone, uomini e donne di ogni eta’, resto dell’idea, forse un po’ antica, che sia piu’ giusto frequentare i nostri coetanei. O comunque persone con pochi anni di differenza.

Perche’ io adoro la freschezza e la voglia di vivere dei miei amici 20enni e sono comunque tutte persone importantissime per me che vorrei non perdere mai.

Ma i rapporti piu’ quotidiani, sono quelli con i miei coetanei. Che condividono con me esperienza, dolori, background, difficolta’ simili. Che come me magari soffrono di cervicale o mal di schiena e che se fanno una serata hanno bisogno di una settimana per recuperare. Che hanno voglia di fare una cena o di guardare un film in casa. Che sanno gestire le situazioni esattamente come le gestiresti tu. Che hanno quella finezza nel capire certe cose, quella capacita’ di gestire l’insolito.

Quindi penso che questi incontri generazionali siano molto interessanti e che tante volte possano arricchirti e farti conoscere punti di vista diversi dal tuo. Ma come citavo nel mio articolo “Qualcuno come te”, alla fine, dobbiamo stare con le persone che riteniamo essere piu’ simili a noi, con cui ci sentiamo sempre a nostro agio in qualsiasi posto e in qualsiasi situazione.

E come tutte le cose, sarebbe bene non esagerare e lasciare che gli incontri generazionali siano le eccezioni e non la regola.

“La verita’ e’ che non gli piaci abbastanza”

Ho recentemente rivisto il film “La verita’ e’ che non gli piaci abbastanza” e lo trovo sempre molto illuminante. Inizio con la migliore delle citazioni:

“Fidati, se un uomo si comporta come se non gliene fregasse un ca**o di te, non gliene frega un ca**o di te davvero!!”

Ecco, se noi capissimo questo, vivremmo molto meglio. A volte tendiamo sempre a giustificare tutti i loro comportamenti, a dargli significati a nostro piacimento, forse perche’ non vogliamo accettare che la realta’ sia molto diversa da come ce la aspettavamo. Ed e’ evidentemente diversa, noi donne tendiamo a fantasticare troppo; incontriamo un uomo e, alla prima stretta di mano, stiamo gia’ pensando a cosa penserebbero le amiche di lui e a come starebbe accanto a noi per il resto della vita. Tendiamo a interpretare ogni loro gesto che invece, come ho spesso citato in molti dei miei articoli, andrebbero letti con la piu’ totale semplicita’. Gli uomini non sono sofisticati e non lo dico in senso offensivo. Sono semplici quello che fanno e’ quello che e’. Non ci sono interpretazioni, doppi sensi, misunderstanding.

“Se ti vuole ti cerca, e se non ti cerca bhe.. allora vuol dire che non ti vuole !” “Se lui non ti chiama è perchè non ti vuole chiamare”.

Credetemi, non sono stati impegnati, chi al lavoro, chi all’Universita’, chi non e’ stato bene, chi dichiara di avere avuto un sacco di casini. E’ una delle poche cose di cui sono sicura: se non si fanno sentire non volevano farsi sentire. Punto. L’ho capito molto tardi anch’io. Mi sono sempre fatta i miei film pensando sempre di essere l’eccezione e non la regola. Pensavo sempre che le cose che succedevano a me  fossero diverse, speciali.

No, non lo erano, non lo sono. Dimentichiamoci di essere le eccezioni, di essere Cenerentola o la bella Addormentata nel Bosco. Non ci sono ranocchi che si trasformeranno in principi la’ fuori. I ranocchi sono ranocchi e tali resteranno cosi’ come li vediamo. Non ci sono magie, ne’ Supereroi che verranno a salvarci volando dal cielo. Dimentichiamoci favole e film, guardiamo la realta’ e impariamo a vedere senza interpretare.

“Un saggio una volta mi ha detto che se un uomo vuole stare con una donna farà in modo che succeda a qualunque costo.”

Quindi, se ti vuole, ti viene a conoscere, non devi andare tu. Ti prende da parte, ti chiede il numero, ti aspetta, ti accompagna a casa e ti chiede di vederti appena possibile. Se tu non puoi ti ripropone subito un’altra data insistendo finche’ non accetti. Se e’ impegnato, fidanzato o sposato si libera. Non c’è comportamento nostro che possa far arrendere un uomo veramente interessato. Quindi giustificazioni del tipo “E’ timido, e’ stanco, lavora tanto, e’ piu’ piccolo, e’ piu’ grande” ecc, non fanno altro che illuderci di una cosa che e’ solo nella nostra testa.

Come giustamente mi faceva notare un amico su Facebook, quelle siamo noi: siamo noi che ci tagliamo le dita pur di non scrivere, siamo noi che non chiamiamo perche’ vogliamo che lo faccia lui, siamo noi che siamo in grado di fingerci disinteressate anche se passiamo le giornate a fissare il telefono sperando che chiami. Loro no.

Dovremmo seriamente  imparare a lasciare che si avvicinino soltanto le persone realmente interessate. E non parlo di fare giochetti strani. Semplicemente, essere noi stesse lasciando pero’ che loro facciano la loro parte senza pretendere, come spesso facciamo, di fare noi anche la loro.

Concedetemi un articolo cinico in mezzo a tanto romanticismo.

La vendetta

Quando qualcuno ci ferisce,la vendetta ci puo’ far star meglio?
Come  facciamo a cancellare la rabbia e l’odio che si accumulano dentro dentro di noi?
Siamo il risultato di tutto cio che ci e’ successo nella vita e il nostro carattere e’ plasmato dalla  nostra esperienza. Quando non abbiamo affrontato i nostri dolori e li abbiamo sempre messi da parte senza viverli, ci ritroviamo pieni di rabbia e di odio accumulato e, il desiderio di vendetta, ne e’ il primo sintomo.
Non ho una risposta a tutte queste domande, ma credo di poter dire con certezza che, nonostante l’istinto di voler veder soffrire chi ci ha fatto del male, la vendetta non sia la soluzione al nostro dolore.
Il tempo, e un grosso lavoro su se stessi, magari facendoci anche aiutare da qualcuno, dagli amici, dallo sport, questo si puo’ farci stare meglio.
La vendetta puo’ solo darci un momentaneo sollievo che dura un batter d’occhio.
Poi, se siamo persone umane e di cuore, ci si rivolta contro e l’aver ferito una persona a cui abbiamo voluto bene fara’ male a noi piu’ di quanto ne abbia fatto a lei.
Dovremmo tutti dimenticarci di questa parola e lasciare che chi ci ha ferito o fatto del male esca dalla nostra vita naturalmente.
Sempre citando il Dalai Lama, alla cui “filosofia di pensiero” mi sto avvicinando molto, “In quanto esseri umani abbiamo buone qualità, ma anche cattive. Ora, la rabbia, l’attaccamento, la gelosia, l’odio, sono il lato oscuro; è questo il vero nemico. Il vero guastafeste sta dentro.”
Essendo una persona istintiva ammetto che e’ spesso capitato anche a me, nei momenti di rabbia, di volere vendetta. Ma poi ho capito, col tempo, che facevo del male solo a me stessa. Augurare male porta solo male. Come si dice, chi semina vento raccoglie tempesta. E soprattutto ci distoglie da cio’ che di buono sta accadendo nella nostra vita.
Dobbiamo allontanarci dalle situazioni che ci fanno stare male in ogni modo in cui possiamo allontanarci. Ritrovare noi stessi e fare di tutto per eliminare il nostro lato oscuro.
Li’ e soltanto li’ ricominceremo a sorridere veramente.
E chiudendo un po’ in leggerezza…e’ dai tempi di Guerre Stellari che ci insegnano che il lato oscuro porta solo distruzione. Ti crei un momentaneo impero che sembra potente, ma alla fine ti demolisce.
Dobbiamo davvero stare attenti e fare in modo che, i dolori che ci capitano nella vita, non si trasformino in rancore. Credo che questa sia sempre una buona base di partenza verso la strada che porta alla felicita’…

Single discriminati

Oggi ero all’Ikea con un’amica. Abbiamo dovuto parcheggiare lontanissimo e portarci da sole i carrelli carichi, perche’ i posti vicini all’ingresso erano liberi, ma riservati alle famiglie. Per non parlare del fatto che quando torni a casa e ti devi montare i mobili senza un uomo e’ pressoche’ impossibile riuscirci.

Quando ho fatto il mutuo per casa mia, mi hanno fatto un sacco di problemi perche’ sono monoreddito.

Se vado al supermercato,il “formato famiglia” e’ sempre molto conveniente, mentre il reparto single, fatto di porzioni ridotte, costa il triplo. E se compri in confezioni grosse butti via tutto.

Al lavoro tendenzialmente dai la precedenza nella scelta delle ferie e degli orari a chi ha figli e famiglia.

Non e’ legalmente possibile adottare un bambino se non hai un compagno.

Se vai in vacanza da sola ti fanno pagare il supplemento singola.

In italia si festeggia solo il San Valentino. A New York ad esempio il 13 febbraio e’ la festa dei single che e’ diventata piu’ famosa e piu’ vissuta del”vecchio” 14 febbraio.

E questi sono alcuni degli esempi che ci fanno capire quanto la nostra societa’ sia discriminante nei confronti di noi single e, lo trovo davvero ingiusto.

Poco importa se sia per scelta o no. Ci sono al mondo tantissime persone che vivono sole per i piu’ svariati motivi. Pensate anche a una signora anziana a cui e’ mancato il marito o viceversa; a tutti i divorziati; a chi come me non ha ancora trovato la Metamela; ai giovani che si comprano a fatica la prima casa.

Essere soli non sempre e’ una scelta, come nel caso delle persone anziane. Perche’ la societa’ non fa nulla per agevolare le persone sole? Perche’ veniamo “puniti” per non avere un compagno o per non aver fatto figli?

Qualcuno dice che e’ per l’influenza del Vaticano; viviamo in un paese dove la famiglia viene idealizzata. I single sono considerati il fallimento della societa’. E questo porta spesso le persone ad accoppiarsi anche se non ne sono convinte. Perche’ conviene, perche’ la societa’ ci spinge a farlo, perche’ dopo una certa eta’ tutti se lo aspettano;  perche’ ti fanno pensare che da solo non ce la potrai fare e perche’ ti fanno venire paura della solitudine. Perche’ sin da piccola, nelle favole, ti raccontano che deve essere cosi’.

Quindi si accoppiano, fanno figli e poi spesso, purtroppo, divorziano. E la cosa assurda e’ che poi, le stesse persone che impongono queste “convenzioni”, sono le stesse che si domandano come mai ci sono cosi tanti divorzi, come mai non ci sono piu’ valori e come mai la gente si tradisce.

Se la vita da single fosse piu’ agevolata e meno giudicata, probabilmente ci  sarebbero piu’ persone felici ed appagate, meno divorzi, meno bambini che vivono con genitori separati, meno tradimenti, meno gente depressa e meno stress.

Io non sono assolutamente contro le famiglie e anzi, ammiro chi è riuscito seriamente a mettere su famiglia e a tenerla unita in serenita’.

E quello che mi auguro, e’ quello di riuscire ad averne una mia; mi auguro di trovare un uomo che mi ami veramente e che non vada in giro a tradirmi regolarmente per la citta’, che non abbia una doppia vita e un’amante piu’ o meno fissa. Spero di mettere al mondo dei figli che possano vivere con due persone che si amano davvero e  che non stanno insieme solo per dividere le bollette o perche’ i genitori non vogliono una separazione; spero che il mio uomo possa svegliarsi accanto a me ogni mattina perche’ lo vuole e non perche e’ costretto da un pezzo di carta; spero che il mio uomo stia con me ogni giorno per scelta e non soltanto perche’ la legge italiana tutela solo la donna.

Questa societa’ e’ un disastro. Costringe le persone a stare insieme per forza e non per volonta’.

Quello che vedo in giro non mi piace, salvo rari casi e, finche’ non sentriro’ di aver trovato davvero una persona che condivida i miei stessi valori rimarro’ single, orgogliosa di esserlo, con o senza l’aiuto della nostra societa’, con o senza l’approvazione della gente.

Perche’ questo vuol dire avere dei veri valori e volersi bene…

Attenzione paga Tranquillita’

Ho tanti amici uomini con cui mi confido e trovo che spesso sia illuminante il confronto sincero tra due mondi differenti.

Quello che si evince alla fine di ogni chiacchierata con loro e’ la totale incapacita’ reciproca di comprendere la semplicita’ dei bisogni, sia maschili che femminili.

Le esigenze femminili sono di una semplicita’ quasi imbarazzante cosi come le esigenze maschili. Noi vogliamo attenzione, gli uomini vogliono tranquillita’. Ma la ricetta e’ cosi’ semplice, che mi ritrovo spesso a ridere con loro per come, invece, ci perdiamo sempre in un bicchier d’acqua.

Settimana scorsa, in chat con un amico, lo invitavo a riflettere su come gli uomini potrebbero facilmente ottenere quello che vogliono da noi, se avessero la furbizia di darci quelle attenzioni che, a loro sembrano stupide, e che invece per noi sono fondamentali.

Un’uscita con gli amici, se preceduta da un bel messaggio romantico, da un complimento, da un fiore, da una piccola sorpresa, passa assolutamente inosservata. Un’uscita con gli amici, preceduta da mancanza di messaggi, stitichezza verbale, assenza di complimenti e di attenzioni e’ discussione assicurata.

E’ semplice lo capirebbe anche un bambino. Attenzione paga tranquillita’. E’ la moneta degli uomini per ottenere quasi tutto; e’ un incastro che, se riesce, porta alla serenita’ estrema.

Sono inversamente proporzionali , all’aumentare delle attenzioni, diminuiscono pressioni,  insicurezze e  gelosie.

E non e’ questione di sminuire il nostro carattere e il nostro ruolo o, di “farsi comprare”. Siamo donne e, salvo rari casi, siamo romantiche, ci piace essere corteggiate, ci sciogliamo ad ogni complimento e abbiamo bisogno di sentirci protette e considerate.

Non ci piace essere seconde a nessuno e vorremmo avere la percezione di essere al centro dell’attenzione del nostro uomo sempre. Apprezziamo l’educazione e le vecchie maniere che non giudichiamo all’antica, ma comportamenti rari in via d’estinzione. Adoriamo quei piccoli dettagli che ci fanno capire quanto un uomo tenga a noi. Ci piace che il nostro uomo conosca i nostri gusti, quanti cucchiaini di zucchero mettiamo nel caffe’, cosa mangiamo e cosa non mangiamo, il nostro colore preferito e che vino beviamo. Sono cose che gli uomini considerano “stupidate”, ma che a noi donne  fanno impazzire.

Io dico che e’ la ricetta della felicita’ di coppia.

E’ davvero incredibile che solo uno su mille lo capisca …

Il mio compleanno

Oggi festeggio i miei 38 anni. E come ogni anno, al mio compleanno, faccio un piccolo bilancio della mia vita, passando attraverso diversi stati d’animo.

La cosa che piu’ mi ha traumatizzata quest’anno e’ che  sono 20 anni che ho la patente e vi giuro, mi sembra di averla fatta ieri; certo non sono piu’ quella ragazza per cui, superare l’esame di guida, sembrava il piu’ grande traguardo della vita. In 20 anni sono successe tante cose che mi hanno cambiata, mi hanno fatta crescere e in certe cose forse mi hanno anche un po’ indebolita e disillusa. Le prospettive cambiano, l’entita’ dei problemi cambia. Quello che allora ci sembrava un problemone, oggi ci fa sorridere. E forse dovremmo pensare che anche quello che oggi ci sembra insuperabile tra un po’ di tempo, una volta metabolizzato ci sembrera’ un problema molto piu’ piccolo. Ma lo spirito di quella ragazza…quello e’ rimasto.

Certo, se mi chiedete se mi immaginavo cosi’ a 38 anni la risposta e’ no.

A 18 anni vedevo i 38 enni come vecchi. Oggi ne ho 38 e direi che mi sento tutto fuorche’ cosi’. E questo, a prescindere dal fatto che io non sia sposata o non abbia figli; vedo giovani anche i miei coetanei sposati, vedo in noi ancora una vita intera da vivere e non riesco a pensare ai 40 anni come a un’eta’ “vecchia”.

E’ vero, mi sarei aspettata alla mia eta’, di averla gia’ trovata da tempo la Metamela e questo qualche volta mi mette un po’ di tristezza, soprattutto in occasione di festivita’ o compleanni. Ma poi ci penso e mi guardo indietro e sorrido perche’ so di aver fatto tutto quello che ritenevo giusto fare e che volevo fare. Non mi sono accontentata. Ho preferito cercare la felicita’ estrema, pura quella che ti fa volare. E sono orgogliosa della mia vita, profondamente legata agli amici stupendi che mi circondano e ai miei meravigliosi genitori che mi hanno cresciuta insegnandomi il valore di ogni giorno. Amo il mio lavoro e la mia casa. Sono tanto innamorata della citta’ in cui vivo. E sono sempre circondata di affetto e calore; oggi ne’  e’ stata una dimostrazione;  mi avete commossa, riempendomi di sorprese e parole stupende.

Quindi no, non sono dove pensavo di essere a 38 anni.

Ma si, sono felice di come sono, di come passo le mie giornate, cercando di vivere ogni cosa al meglio, con la curiosita’ della conoscenza, del confronto, di emozioni sempre nuove, con la gioia delle sorprese e dell’inaspettato. E cerco di affrontare con forza anche la sofferenza di certe situazioni dolorose che purtroppo ogni tanto ci ritroviamo nel nostro percorso. E’ parte della vita anche questo. E’ vero’ non ho la fortuna di avere qualcuno che mi aspetta a casa ogni sera , o di avere degli splendidi bambini che mettono in subbuglio l’appartamento. E spero sempre che un giorno arriveranno. Ma la vita mi ha dato comunque tanto.

Quindi non so dove saro’ nei prossimi anni. So che cerchero’ di vivere senza perdere tempo in cose inutili, cerchero’ di vivere circondandomi solo delle persone che mi vogliono bene e cerchero’, nei limiti del possibilie, di impegnarmi per realizzare i miei sogni. Perche’ se facciamo in modo che dipendano solo da noi, e non dagli altri, sono piu’ facilmente realizzabili.

Grazie a tutte le persone che da ieri sera a mezzanotte mi hanno scaldato con il loro affetto. Mi riempite la vita e mi date tanto, vi voglio davvero bene.

Cristina

Uomini, alzate il telefono!

Riesco a sedermi solo ora davanti al pc per dedicarmi al mio Blog, (in piena partita dell’Italia agli Europei), dopo un week end bellissimo passato con la mia amica Fede, da poco rientrata da New York. Sapevo di voler scrivere questo articolo e quindi, ci ho pensato e ripensato in questi giorni chiedendomi:” quando e’ stata l’ultima volta in cui un uomo mi ha chiamata per invitarmi fuori a cena?”

Mi sono arrivate email, bbm, WhatsApp, inviti su Skype, Facebook, Twitter, ma non riesco a ricordarmi l’ultima volta in cui qualcuno abbia avuto la vecchia e buona abitudine di prendere in mano il telefono e fare una semplice telefonata. Evitando cosi’ i botta e risposta delle chat e delle mail che si trasformano, in questi casi, in partite di ping pong dove, in decine di messaggi, si tenta di mettersi d’accordo su dove andare, a che ora, con che mezzo ecc; perdendosi in questo modo’ tutte le emozioni del sentirsi, gli imbarazzi, le risate, la voce che trema, la gioia che esplode, il divertimento di una conversazione. E con il risultato che spesso ci si ritrova a cena e non si e’ piu’ abituati a parlarsi occhi negli occhi.

Io amo le chat, gli Smartphone e i Social Network; ma devono essere un mezzo di comunicazione aggiuntivo, non sostitutivo.

Se usati bene sono divertenti: hai gli Smiles, hai la possibilita’ di girare foto real time, di spedire video, canzoni. Ma non devono sostituire una telefonata inaspettata, una chiacchierata occhi negli occhi. Devono arricchire, non togliere.

Vorrei soltanto che in certe cose si potesse tornare un po’ indietro, a quando tutto questo non c’era.

Vorrei che un uomo mi chiedesse il numero di telefono, non il Pin del bbm, non il cognome per aggiungermi su Facebook.

Saro’ antica, ma e’ una cosa che mi manca molto e, di certo, rimarrei piu’ piacevolmente colpita da una telefonata che da un WhatsApp…

Destino

“Ricorda che, non ottenere quel che si vuole, può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.” (Dalai Lama)

Inizio con questa citazione, gentilmente segnalata da un amico, per sviluppare l’articolo di oggi. Ovvero l’incapacita’ della maggior parte delle persone di accettare il destino e andare avanti. Quante volte abbiamo perso giorni, mesi, anni, imprigionati in qualche “accanimento terapeutico” che ci impediva di vivere quello che la vita ci stava portando.

“Nulla accade per caso” e, molto spesso, a seguito del dolore della fine di un rapporto, di qualsiasi natura esso sia, possono arrivare cose anche  migliori rispetto a quelle che avevamo.

Il tutto solo ed esclusivamente se permettiamo al destino di fare il suo corso, solo se impariamo a lasciar andare, solo se ci togliamo dagli occhi e dalla testa quell’annebbiamento che ci impedisce di vedere.

Di  vedere a volte che, magari, lo abbiamo avuto sempre sotto agli occhi; di vedere che la’ fuori c’è un mondo che ci sta aspettando; di vedere l’arcobaleno dopo la tempesta.

Per tanti anni della mia vita ho sostenuto di non credere al destino, considerando riduttivo pensare che la mia vita fosse gia’ stata scritta e che io mi dovessi limitare ad accettarla. E provavo a lottare, ad accanirmi, volevo a tutti i costi gestire tutto io. Con il risultato che ho perso tanto, tantissimo tempo e tante, tantissime energie.

Quando ti apri al mondo, il mondo puo’ regalarti cose stupende. Dobbiamo imparare a lasciare che l’inaspettato accada. Dobbiamo imparare a lasciare andare il passato, a guardare avanti vivendo intensamente il presente e ad accogliere a braccia aperte il futuro.

Perche’ sempre citando il Dalai Lama: “Esistono solo due giorni all’anno in cui nulla puo’ essere fatto. Uno si chiama ieri e l’altro si chiama domani; pertanto oggi, e’ il giorno sicuro per amare,credere, fare e principalmente vivere”.