Incontri generazionali

Martedi scorso sono andata a una festa nel Tennis Club dove sono cresciuta e dove ho passato la mia giovinezza.

C’erano quasi 300 persone e la cosa bella e’ stata quella di vedere come oggi, a differenza di ieri, sia molto piu’ facile relazionarsi ad ogni generazione e a gente di eta’ molto diverse. Mi ritrovavo cosi’ a parlare con i miei genitori o amici dei miei, per poi girarmi e salutare i miei amici 40enni e girarmi di nuovo e parlare con un gruppo di 20enni.

Ed e’ cosi’ anche in un contesto piu’ quotidiano. Ho amici di ogni eta’ e posso tranquillamente fare un aperitivo con un 45enne e il giorno dopo mangiare una pizza con un’amica 20enne. La verita’ e’ che gli attuali 20enni sono molto piu’ maturi e svegli di quanto non lo fossimo noi a 20 anni. E noi 40enni, essendosi allungato il tempo per tutto, ci ritroviamo alla nostra eta’ ad avere una testa molto piu’ simile a quella dei 30enni. Ed e’ qui che tutto si incrocia. E si crea il caos.

Una volta c’erano divisioni molto piu’ rigide e le uniche eccezioni erano quegli uomini, in eta’ avanzata, che si divertivano con qualche donna molto piu’ giovane. Ed erano comunque molto criticati.

Poi, dopo un po’ Demi Moore ha lanciato il concetto dei Toy Boy, ed e’ partita la moda delle donne che amano farsi accompagnare da ragazzi molto piu’ giovani di loro. Tutto si e’ mischiato, le amicizie, le relazioni. C’è come la convinzione di poter spaziare nella scelte delle proprie relazioni dai 20 a 50 anni in ogni direzione avendo un ampio margine di scelta.

E questo e’ molto bello da una parte, ma caotico e confusionario dall’altra. Resta sempre il concetto del background, che secondo me e’ la base di qualsiasi relazione. Qualsiasi tipo di rapporto, per durare, secondo il mio modesto parere, deve partire da un backgound molto simile. Perche’ prima o poi le differenze vengono fuori e fanno saltare tutto.

Quindi e’ praticamente impossibile che un 20enne abbia lo stesso background di un 40enne e si percepisce.

Cosi’ come trovo profondamente sbagliato togliere gia’ alla generazione piu’ giovane tutte quelle “dolci illusioni” che forse e’ giusto che abbiano alla loro eta’. E’ sbagliato fargli gia’ capire cose che forse noi iniziamo a capire solo ora, dopo anni di batoste e di porte in faccia, di cadute e di risalite. Ogni eta’ e’ speciale e dovrebbe essere vissuta per l’eta’ che e’.

E pur essendo molto aperta a incontrare persone, uomini e donne di ogni eta’, resto dell’idea, forse un po’ antica, che sia piu’ giusto frequentare i nostri coetanei. O comunque persone con pochi anni di differenza.

Perche’ io adoro la freschezza e la voglia di vivere dei miei amici 20enni e sono comunque tutte persone importantissime per me che vorrei non perdere mai.

Ma i rapporti piu’ quotidiani, sono quelli con i miei coetanei. Che condividono con me esperienza, dolori, background, difficolta’ simili. Che come me magari soffrono di cervicale o mal di schiena e che se fanno una serata hanno bisogno di una settimana per recuperare. Che hanno voglia di fare una cena o di guardare un film in casa. Che sanno gestire le situazioni esattamente come le gestiresti tu. Che hanno quella finezza nel capire certe cose, quella capacita’ di gestire l’insolito.

Quindi penso che questi incontri generazionali siano molto interessanti e che tante volte possano arricchirti e farti conoscere punti di vista diversi dal tuo. Ma come citavo nel mio articolo “Qualcuno come te”, alla fine, dobbiamo stare con le persone che riteniamo essere piu’ simili a noi, con cui ci sentiamo sempre a nostro agio in qualsiasi posto e in qualsiasi situazione.

E come tutte le cose, sarebbe bene non esagerare e lasciare che gli incontri generazionali siano le eccezioni e non la regola.

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6 commenti

  1. jack

     /  giugno 22, 2012

    . . . alla fine, dobbiamo stare con le persone che riteniamo essere piu’ simili a noi . . . Cri il problema è proprio essere consapevoli di quale sia la fascia generazionale alla quale ti senti, o spesso vuoi, appartenere.

    Rispondi
    • Certo, io mi sento giovane dentro, a tratti 20enne e infatti mi trovo molto bene con molti di loro. Ma resto dell’idea che non si possa snaturare la nostra eta’ e l’esperienza che ne deriva, frequentando solo persone di generazioni diverse alla nostra.Volevo dire questo nell’articolo, ma ho capito esattamente cosa intendi con il tuo commento e concordo. Un bacione Jack e buon week end! 🙂

      Rispondi
  2. Stefano

     /  giugno 23, 2012

    Ciao, ho letto attentamento quello che tu hai scritto e lo condivido…
    sarà che siamo coetanei anche se tu ne dimostri moooooti di meno (prima e unltima ruffianata, promesso) però mi trovo spesso a vivere stuazioni simili ed a giugnere a conclusioni allineate alle tue.
    Trovarsi con persone più affini a se stessi, ma non identiche altrimenti si rischia di cadere nella noia, è l’ideale.
    Cambia magari il contesto, l’occasione di incontro ma la sostanza no.
    Io parlo per esperienza con miei compagni di squadra più giovani di me…(quelli che devono corrore anche per i vecchietti) e che spesso frequento anche al di fuori del campo…
    Apprezzo molto quando scrivi: lasciamo ai 20enni i loro sogni e non distruggiamo le loro illusioni” concordo! anche perchè risulta “sadicamente” divertente vedere i tuoi amici più giovani maturare gradualmente e iniziare ad incassare porte in faccia…credo che il compito degli amici più anziani sia proprio quello di essere di supporto mettendo a disposizione la propria esperienza esattamente come persone più vecchie lo hanno fatto con me qualche settimana o mese fa…(diciamo anni…)

    ti ringrazio per le riflessioni che il tuo post ha generate e ti auguro buon weekend,

    Ste

    PS eventuali errori di battitura sono voluti!

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  3. gattaviva

     /  giugno 24, 2012

    Anch’io ho amici dai 20 ai 60 anni… Certo con i coetanei ci si capisce al volo, ma penso che persone di età diverse possano dare molto l’una all’altra: esperienza, freschezza, cultura, buonumore, riflessione… Io amo tanto l’esuberanza della Fra, 20enne bella intelligente e consapevole, quanto la pacatezza dei 60 anni di Nino, e magari loro apprezzeranno la mia capacità di sdrammatizzare… Con la Manu e Ale siamo coetanei (ci contiamo le ernie a vicenda 😦 ), ma sere fa d’un tratto ci è preso a cantare ” The Rhythm Of The Night” (dai Cri che la sai anche tu!!!), e pur essendo persone diversissime ci siamo sentiti uniti! Ogni rapporto umano ha un senso se ci arricchisce l’animo.

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    • Era esattamente quello che volevo dire. Che non rinuncerei mai ai miei amici 20enni o 50enni. Li adoro perche’ mi arricchiscono. Dicevo solo che nel quotidiano e’ piu’ facile capirsi al volo tra coetanei. Come contarsi le ernie a vicenda…ahahahah 🙂 Bacio gatta e buona domenica!

      Rispondi

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