I buoni propositi di Settembre

Al rientro dalle vacanze siamo sempre piene di buoni propositi per ricominciare alla grande e riprenderci dalle trasgressioni e dalle sregolatezze estive. Ripresa la routine, promettiamo a noi stesse un settembre all’insegna della dieta e del fitness, l’impegno a dedicarci ad almeno otto ore di sonno  a notte e ad evitare di farci stressare dal lavoro. Ci convinciamo che dobbiamo diventare brave a risparmiare e che non e’ umanamente possibile rimanere in citta’ cosi’ tanto a lungo e cerchiamo di stilare una programmazione di week end fuori porta, budget permettendo.

Ma immancabilmente, piano piano e uno alla volta tutto svanisce in pochi giorni. La palestra che ci eravamo ripromesse di frequentare almeno 3 volte a settimana lascia spazio a piu’ piacevoli aperitivi per godersi la fine della bella stagione e le ultime temperature miti, perche’ in fondo c’è tutto l’inverno per chiuderci in una palestra giusto?

Sono altresi’ convinta che alla dieta ferrea e rigida che giuravamo di voler seguire al rientro, sceglieremo ancora di cedere alle tentazioni culinarie che, con l’arrivo dell’autunno, ci sembrano ancora piu’ gustose e invitanti. In fondo ora la prova costume e’ cosi’ lontana…

Le 8 ore di sonno a notte sono un’utopia e una bugia che diciamo ogni anno a noi stesse. Forse quando eravamo in culla dormivamo cosi’ tanto ora e’ impensabile avere tutto quel tempo da sprecare dormendo. In fondo, come dice un mio amico, abbiamo tutta l’eternita’ per dormire.

E il lavoro inevitabilemnte sara’ stressante come ogni anno e  come ogni anno verremo risucchiate dalla routine per cui non riusciremo a programmare viaggi e week end periodici per imporci di non stare in un’insana citta’ a respirare smog.

Da ultimo, l’etica del risparmio sara’ rimpiazzata dallo shopping compulsivo invernale. Non saprete resistere a quelle favolose scarpe che avete visto e lo sapete. Premio consolatorio di fine estate.

Quindi che ne dite per quest’anno di saltare direttamente le bugie che ci raccontiamo e di iniziare subito invece con dei buoni propositi goderecci a cui tanto, ci dedicheremmo comunque?

Mangiate, cenate fuori, fate aperitivi, non rimuginate sulle vacanze passate o vi deprimete per nulla. La routine a volte ha i suoi vantaggi. La nostra citta’ ci offre tante cose da fare, cerchiamo di sfruttarle, senza malinconie nè rimpianti. Mettiamoci il cuore in pace,  le prossime vacanze sono troppo lontane non possiamo permetterci di pensarci.

Quindi prendete gli amici piu’ cari che avete, riorganizzate la vostra vita cittadina, dimenticatevi di sabbia e mare e vi prego smettete di imporvi cose infattibili. Il rientro dalle vacanze estive e’ gia’ abbastanza traumatico di suo, non rendiamolo ancora piu’ difficile.

Lasciamo che la citta’ ci guidi, che ci tenti, che ci coccoli. Lasciamoci cullare nella scelta di nuovi ristoranti da scoprire, nuovi amici da conoscere, mostre da visitare, spettacoli teatrali o musical da vedere. Dobbiamo studiare le vetrine invernali, c’è quel quadro di casa da appendere e ci sono tutti gli amici da salutare.

Non c’è spazio per la malinconia e, in fondo, la vita di citta’ non e’ cosi’ male se la prendiamo con lo spirito giusto.

Il migliore e unico proposito per Settembre che ci dovremmo imporre e’ quello di mantenere entusiasmo, ottimismo e buon umore. Preservare carica, spensieratezza e voglia di fare. Perche’ in questo modo, poi, sara’ tutto in discesa.

Per dieta e palestra c’è sempre tempo…

Bentornati a casa!

Amori estivi si o no?

Ieri, una donna fantastica che ho conosciuto in vacanza e che spero diventera’ una grande amica, mi ha girato il link di una frase celebre del film “Vi presento Joe Black”, presa da un dialogo tra la protagonista e suo padre, il quale con molto affetto le dice:

“Lo so che ti sembra smielato, ma l’amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico: Buttati a capofitto! Trovati qualcuno che ami alla follia e che ti ami alla stessa maniera! Come trovarlo? Bè, dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo.
Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare perché se non hai tentato non hai mai vissuto.”

Rientrati dalle vacanze i dialoghi tra amiche e amici partiti single, sono focalizzati su un’unica domanda: “hai trovato l’amore?”.

E’ sempre difficile dare una risposta quando hai vissuto una bellissima storia d’amore in vacanza. In fondo si tratta di due, massimo tre settimane, che sono oggettivamente  poche per essere sicure di aver messo basi solide per una storia seria. In vacanza e’ facile star bene, tutto e’ in discesa, non ci sono particolari impegni e la magia prende il sopravvento. Poi ci si mettono, in alcuni casi, la distanza, il lavoro, gli impegni. E le persone ciniche e fredde che fanno di tutto per smontarti e per disilluderti. Quelle persone tristi che non credono piu’ in niente, per cui qualsiasi cosa che non sia scientificamente dimostrabile diventa stupida e non considerabile. Avete presente quelle per cui tutto deve essere sempre studiato a tavolino ed essere perfetto sulla carta o non ne vogliono nemmeno parlare?

Ma io sono io… e voi mi conoscete bene e sapete come la penso. Quindi la risposta che do’ a me stessa e, a chi mi ha raccontato di amori estivi, e’ assolutamente in linea con la frase del film sopra citata: vivetela, buttatevi a capofitto, credeteci finche’ ve lo sentite e finche’ non vi fa soffrire, seguite il cuore e non fatevi togliere ogni sogno da chi non e’ piu’ capace di amare.

Avete vissuto un amore stupendo fatto di tramonti, coccole, passeggiate sul mare mano nella mano, divertimento insieme e passione? Non c’è bisogno che lo facciate finire subito e non sta scritto da nessuna parte che debba rimanere circoscritto all’estate. Vivetela serenamente prendendo cio’ che arriva ogni giorno, senza farvi troppe domande, senza farvi demotivare dagli altri e senza perdere la magia di quel che c’è stato.

Se son rose fioriranno altrimenti…restera’ un bellissimo ricordo di 15 giorni stupendi passati con un uomo meraviglioso. E piu’ durera’, piu’ vi fara’ star bene.

La Metamela e’ tornata, pronta ad ascoltare tutte le vostre novita’  e a ricominciare a condividere ogni riflessione con voi. L’importante, come sempre, e’ lasciare che le cose accadano, affidarsi e leggere i segnali che la vita ci manda.

E se invece l’estate non vi ha portato l’amore, poco male…vuol dire che non era ancora arrivato il momento. Quindi non resta che dedicarsi ai buoni propositi per Settembre che, nei prossimi articoli, studieremo insieme.

Perche’ lo so che ci state gia’ pensando, vero?

La Metamela va in vacanza!

Sono arrivate anche per me le tanto attese vacanze estive, dove poter finalmente staccare la spina un po’ da tutto.

Da quello che mi e’ familiare, quotidiano, dal lavoro, dalla palestra, dagli aperitivi e, perche’ no, anche da tutte le mie riflessioni.

Un paio di settimane di vacanza anche per il cervello, dove potermi dedicare solo  al riposo, alle amiche e al divertimento.

Il periodo delle vacanze estivo e’ importante, perche’, oltre a rigenerarci fisicamente e psicologicamente ci da’ la possibilita’ di conoscere persone nuove. Persone che poi potrebbero entrare nelle nostre vite  e rimanerci per sempre. Due anni fa, a Lampedusa, ho conosciuto dei ragazzi di Bologna, che raggiungeremo quest’anno per trascorrere qualche giorno insieme a loro e che mai  abbiamo smesso di sentire e di frequentare. Sono persone stupende e non li avrei mai incontrati se non fosse stato per le vacanze.

Quindi e’ importante aprirci al mondo, sfruttare l’occasione di conoscere persone diverse da noi, con abitudini diverse dalle nostre e mentalita’ magari anche piu’ aperte. E’ la nostra occasione per confrontarci, per arricchirci e per aprirci.

Per le prossime due settimane quindi non scrivero’ articoli, ma raccogliero’ come sempre ispirazioni da cio’ che vivro’ e dalle persone che incontrero’ e tornero’ a fine agosto con tanta voglia di condividere tutto con voi.

Vi auguro delle splendide vacanze, auguro alle mie lettrici e ai miei lettori di vivere le emozioni che si aspettano, nella speranza che l’estate  vi porti cio’ che desiderate. Chissa’, magari incontreremo anche la nostra Metamela…

Occhi aperti…

Un abbraccio a tutti!

Cristina

Il fascino dello sportivo

Ebbene si, lo ammetto. Sin da quando ero ragazzina ho sempre subìto il fascino dello sportivo. Dove, per sportivo, non intendo certo l’ossessionato maniaco del body building capace solo di guardarsi allo specchio mentre solleva pesi facendo versi assurdi in palestra.

Il vero sportivo e’ per me quel ragazzo che ha un’ottima preparazione atletica pur non avendo un aspetto eccessivamente muscoloso, slanciato nei suoi calzoncini al ginocchio dai quali spuntano polpacci scolpiti, che fa sport con passione all’aria aperta e che si allena tutti i giorni con l’obiettivo di vincere. Sia esso il torneo del circolo o la serie A di calcio. Il piccolo torneo del club di Tennis o Wimbledon. Li trovo incredibilmente sexy quando sudano nelle loro divise colorate…

Per chi mi conosce, non e’ certo un segreto il mio storico fidanzamento con uno sportivo. Ero una ragazzina allora, ma vederlo giocare mi emozionava ogni volta. Io credo davvero che non ci sia nulla di piu’ sexy che guardare il proprio uomo mentre fa sport. Lo trovo virile, lo trovo irresistibile. E trovo che tifare per lui e sostenerlo ti faccia sentire tanto la sua donna e, a prescindere dal risultato finale, io mi sentivo sempre fiera e orgogliosa di lui.

Oggi e’ piu’ difficile riuscire a seguire una partita di calcetto, di pallavolo, di tennis o di pallacanestro del tuo compagno, perche’ c’è poco tempo e purtroppo si tende a tenersi i propri spazi e a non condividerli piu’. E mi manca.

Se dovessi dire oggi a un uomo che mi piacerebbe vederlo giocare a calcetto durante le sue partite del giovedi sera penserebbe subito a un’invasione della sua privacy o a una sorta di controllo. Invece e’ proprio una cosa che a me piace tanto. Ed e’ un peccato non poterlo piu’ fare.

In attesa di un compagno a cui fare il tifo, mi “accontento” di guardare la serie A su Sky o di guardare Rafael Nadal quando gioca che è davvero uno spettacolo imperdibile, buttando sempre l’occhio anche all’NBA e soprattutto ai miei amati Knicks. O, nel mio piccolo, mi siedo in spiaggia a bordo campo a guardare le partite di beach volley. E’ l’unica occasione in cui riesco a vedere sport all’aria aperta dal vivo. E tifo sempre per i miei amici.

Oggi siamo tutti costantemente impegnati con il nostro lavoro, la casa, la famiglia e, il tempo per lo sport, per chi non lo fa di professione, e’ sempre davvero troppo poco. Sia per vederlo, sia per praticarlo e soprattutto, per condividerlo con chi ami.

Eppure io mi ricordo di quei giorni spensierati, dove lo sport era l’attivita’ principale, dove vincere un torneo era l’obiettivo piu’ importante della stagione e dove l’orgoglio di veder trionfare la persona che avevi a cuore ti faceva sentire cosi’ felice….

A volte dovremmo pensare a quanto le cose piu’ semplici e piu’ sane, potrebbero forse essere quelle che, ancora oggi, ci renderebbero felici. E quindi, soprattutto adesso, nella stagione calda, dovremmo passare piu’ tempo a organizzare un torneo di pallavolo, un torneo dell’ufficio di calcio o improvvisare due tiri a basket.

Credo sarebbe piu’ sano e piu’ piacevole del solito aperitivo….

Se fossi un uomo….

Se potessi provare ad essere uomo anche solo per qualche giorno….

Io spero nella mia prossima vita di rinascere uomo, e, se mai dovessi avere un figlio, spero tanto di avere un bel maschietto. La vita e’ molto piu’ facile per loro e ora vi spiego anche il perche’. Prima di iniziare, faccio pero’ una piccola premessa: nella mia definizione di “uomo” escludo in automatico tutti quelli che si fanno la ceretta, le sopracciglia e che hanno nell’armadietto del bagno tante creme quante la loro sorella o compagna. Escludo quelli che si fanno trattamenti estetici e che fanno body building solo per gonfiarsi i muscoli, abusando di sostanze al limite della legalita’. Escludo anche quelli troppo ossessionati dal fisico, che mangiano meno di me e che portano pantaloni piu’ stretti dei miei.

Detto questo, partendo appunto dalle cose piu’ stupide, come il fatto che non dovrebbero avere menate come la ceretta, il parrucchiere, manicure, pedicure e ciclo, possiamo parlare ad esempio del parto; per quanto possa essere un’esperienza stupenda, io vi giuro che l’avrei volentieri lasciata a loro; farei ingrassare loro per 9 mesi, con tanto di nausee, mal di testa, svenimenti, 9 mesi senza poter prendere una medicina e lascerei a loro anche questi dolori lancinanti delle contrazioni. Perche’ diciamocelo, sara’ anche bello, ma di certo non e’ una passeggiata. Poi non sono loro il sesso forte, i guerrieri che sanno soffrire e sopportare il dolore? E mentre sono a casa, appesantiti dalla loro pancia al termine della gravidanza, gonfi come delle mongolfiere in volo… magari andiamo noi donne in giro a farci gli aperitivi con le amiche e a conoscere persone nuove. Che ne pensate cari ometti?

Inoltre, non si devono truccare, stirare i capelli o arricciarli e non devono decidere su 100 tipologie di abbigliamento e dress code da decifrare. O sono in abito, o sono in jeans e sneakers. Non devono portare i tacchi e non arrivano a casa la sera con le piaghe e con i crampi sotto la pianta del piede che ti passano, forse, dopo un paio di giorni.

Sul lavoro hanno le posizioni migliori e sono sempre piu’ pagati di noi. Quando fanno i colloqui vengono presi per le loro capacita’ e non perche’ sono o non sono in eta’ a “rischio figli”.

Ho avuto esperienze di un paio di amiche che hanno abortito ed e’ una cosa che credo gli uomini non potranno mai capire. Perche’ alla fine loro, nella migliore delle ipotesi, le hanno accompagnate. Ma sotto i ferri ci sono andate le donne.

Se a 40 anni sono single sono considerati scapoli d’oro. Se noi donne a 40 siamo single siamo considerate zitelle. Inoltre, se passano da un avventura all’altra sono playboy, mentre noi siamo considerate, diciamo “donne di facili costumi”. Loro con le rughe e i capelli bianchi diventano affascinanti…noi diventiamo vecchie!

Ma piu’ di tutto vorrei essere un uomo per poter decidere io i tempi di tutto.

Se fossi un uomo potrei scegliere io quando chiamare perche’ la mossa spetterebbe a me. Potrei decidere dove andare a cena, quando e se dare il primo bacio e quando e se provarci. Potrei decidere io quando andare a convivere (perche’ tendenzialmente per le donne non e’ mai un problema), potrei decidere io quando dare l’anello, quando e se sposarmi e quando e se fare un figlio. Finalmente potrei avere un ruolo attivo e non passare sempre il tempo ad aspettare. Aspettare una telefonata, un invito, che decida tra me e lei, che decida di dirmi una cosa carina, che decida quando il rapporto possa avere un’evoluzione. Perche’ se ci pensate, alla fine scelgono loro. Oddio, diciamo che loro piu’ che altro non scelgono, ma ad ogni modo la parola finale spetta a loro.

Ma soprattutto, se fossi un uomo, userei la mia educazione e il mio romanticismo per riportare un po’ d’ordine e un po’ di buon senso in questo caos che si e’ creato ormai da tempo. Perche’ ormai davvero abbiamo raggiunto livelli di strafottenza e arroganza quasi incredibili. E, parzialmente, e’ colpa nostra, perche’ glielo permettiamo.

Al punto che io sono ben felice di andare in vacanza con le mie amiche donne e poter fare 15 giorni finalmente a parlare la mia stessa lingua. Perche’ sinceramete, e’ faticoso. E’ come quando al lavoro facciamo delle call in Inglese o in Francese. Non e’ la nostra lingua, quindi facciamo il doppio della fatica. Lo stesso con gli uomini, non parlano la nostra lingua e io…sto facendo davvero tanta, tanta fatica. E sono stanca.

Ho proprio bisogno di una vacanza…

Batticuore

L’altra sera, durante una serata con i miei amici al Botinero, ci siamo ritrovati, tra un drink e l’altro, a parlare dell’amore, ognuno con le sue idee.

C’è chi sostiene sia necessario essere molto esigenti, chi invece pensa che sia meglio accontentarsi, chi e’ rigido anche nelle avventure e chi invece non lo e’ affatto e prende un po’ quel che arriva.

Eta’ simili e tante esperienze diverse. E potrei scrivere almeno 10 articoli sulle cose interessanti che sono emerse l’altra sera, ma ora, vorrei soffermarmi su una cosa sola che, piu’ di altre, mi ha colpito: il batticuore.

Durante le discussioni e lo scambio di opinioni, un’amica ha dichiarato con molta convinzione, che alla nostra eta’, non ci possa piu’ essere il batticuore. Ovvero e’ tutto molto calibrato, consapevole, razionale e meditato.

Ora, se questo e’ vero, o io sono ancora molto immatura in merito alle relazioni o sono un’inguaribile romantica senza speranza. Io ho ancora il batticuore e non saprei nemmeno come fare a vivere una storia senza sentirlo. Ho sempre monitorato i miei sentimenti in base a quanto sentivo battere il cuore. Insomma, che significa, che l’amore a “40 anni” dovrebbe essere razionale e studiato a tavolino? Vuol dire che sono immatura a pensare ancora di potermi emozionare?

Di recente mi e’ capitato di ricevere dei messaggi da una persona e di ritrovarmi inaspettatamente ad essere felice quando li ricevo. Ad avere voglia di vederlo e di sentire la sua voce. E’ ancora presto per parlare di batticuore, ma se mi immagino di incontrarlo, sono certa che batterebbe, eccome. E francamente non ricordo di essermi mai relazionata a qualcuno senza avere un minimo di batticuore.

Sono sbagliata io? Vorrei capire se il mio approccio verso l’amore e’ sbagliato o se, semplicemente, e’ una questione di carattere. Io magari sono piu’ romantica/passionale, altre sono piu’ razionali e distaccate. Ma c’è qualcosa di giusto o sbagliato o sono semplicemente modi di essere? Non potrebbe essere letto in una chiave di “simili verso i simili”? Ovvero, io dovrei trovare un uomo passionale come me e chi, invece e’ piu’ freddo, dovrebbe trovare qualcuno razionale come lui. Una sorta di “chi s’assomiglia si piglia”, insomma.

Anche perche’ non credo potrebbe mai piacermi un uomo freddo e distaccato, mentre certe donne sono proprio alla ricerca dell’uomo ombroso e misterioso che sta “sulle sue”. Per quanto mi riguarda invece, se un uomo sta “sulle sue” , per me puo’ rimanere li’ “sulle sue” da solo a vita. Come avrete ormai ben imparato di me, io ho un bisogno estremo di attenzioni, di romanticismo e di educazione e non vorrei mai un “uomo iceberg” che fa il prezioso. Ieri, chattando con un amico, gli spiegavo di quanto per me sia importante avere passione ogni giorno nel rapporto. Quindi, forse, mi darete ragione nel sostenere che e’ bene cercare semplicemente chi è piu’ simile a noi. Razionali con i razionali nei loro rapporti studiati e distaccati e passionali con i passionali nei loro rapporti colorati e scintilllanti. Tanto se e’ un fuoco di paglia lo e’ con o senza razionalita’.

Chiudo con una citazione di Biagio Antonacci, parte di una canzone che adoro:

“….e’ per questo che vivo con molta paura, tutto questo potrebbe di colpo finire. Ma poi penso, ogni cosa ha una fine sicura, quindi non me la meno e ci metto passione…”

E’ tutta questione di stima

Avete mai notato come cambiano i vostri atteggiamenti a seconda delle persone che avete davanti?

E non ditemi di no perche’ non ci credo. Lo stesso comportamento, proveniente da 2 persone diverse, suscita in voi reazioni diverse. Ad esempio, con il vostro ex eravate gelose, possessive e rompi scatole e con il vostro attuale compagno invece siete tranquille. Con un’amica siete piu’ tolleranti e con un’altra meno. Con un collega siete collaborative e con un altro no.

Non credo che questo sia perche’ siamo in preda a una volatilita’ di stati d’animo o umori che ci fanno girare la testa ma, piu’ semplicemente, sono convinta che sia tutta una questione di stima. Se stimiamo una persona, siamo piu’ portate a tollerare eventuali comportamenti. Se non abbiamo stima, qualsiasi cosa faccia o dica sara’ fonte di critica o discussione.

La stima e’ la base di tutti i nostri rapporti. Se una persona, nel corso del tempo si e’ comportato in modo tale da perdere la nostra stima e, di conseguenza, la nostra fiducia, si creera’ automaticamente in noi un atteggiamento difensivo/aggressivo per cui inizieremo a dubitare di ogni suo atteggiamento e, conseguentemente, a criticarlo. Se, come me, avete un carattere portato al “perdono” o presunto tale e non amate avere situazioni di tensione spesso capita che, nonostante le discussioni e nonostante qualcuno vi abbia ferite, siete portate a perdonare e ricucire. Ma purtroppo, quando qualcosa si rompe si rompe. Possiamo rincollare i pezzi, ma non sara’ mai come prima. Ogni parola detta resta, ogni tradimento subito non si dimentica, ogni pugnalata ricevuta, lascia la cicatrice.

Quindi, se da un lato e’ bello saper perdonare, credo che una parte di noi, quella piu’ umana, quella che ci distingue dai Santi che non siamo (e mai saremo), ci porti in automatico a difenderci da chi non stimiamo o da chi ha perso la nostra fiducia nel tempo. E il risultato e’ che ci vediamo comportarci in maniera completamente diversa con 2 persone diverse in situazioni identiche.

Ci ho messo un po’ a capire questo, all’inizio mi sentivo una lunatica in balìa dei suoi umori. Ma poi, vedendo che con certe persone il comportamento sereno e tranquillo rimaneva costante nel tempo e, con altre invece rimaneva nervoso, ho capito.

Dobbiamo stimare e fidarci delle persone che ci circondano. Sia nelle amicizie che nelle relazioni. Se mancano stima e fiducia i rapporti sono destinati a finire, a rimanere in balìa di rancori, rabbia e nervosismi che non faranno altro che indebolirvi e portarvi comunque verso una rottura.

Si puo’ perdonare e si puo’ dare una seconda opportunita’. Ma bisogna esserne capaci e, credo, che ognuno di noi debba davvero essere molto sincero con se stesso nel capire quanto davvero il perdono sia vero e quanto davvero sia totalmente privo di rancore e rabbia. Perche’, se in fondo al cuore non abbiamo superato certe cose, continuare a rinfacciarle non riuscira’ a cancellarle. E rinfacciare le cose e’ altrettanto sbagliato quanto farle.

O si chiude, o si dimentica. Ci sono persone in grado di dimenticare e di perdonare qualsiasi cosa senza provare rancore. Forse le persone piu’ religiose portate a porgere l’altra guancia, come insegna la religione Cristiana.

Io, non sono una di quelle.

E , quindi, ho capito che per avere dei rapporti sani devo avere stima e fiducia verso le persone che mi circondano cosi’ come vorrei che loro l’avessero per me. Motivo per cui, a volte, e’ bene accompagnare educatamente certe persone all’uscita principale, invitandole ad andarsene.

Ci ho messo 38 anni ad arrivarci, ma meglio tardi che mai…