E’ tutta questione di stima

Avete mai notato come cambiano i vostri atteggiamenti a seconda delle persone che avete davanti?

E non ditemi di no perche’ non ci credo. Lo stesso comportamento, proveniente da 2 persone diverse, suscita in voi reazioni diverse. Ad esempio, con il vostro ex eravate gelose, possessive e rompi scatole e con il vostro attuale compagno invece siete tranquille. Con un’amica siete piu’ tolleranti e con un’altra meno. Con un collega siete collaborative e con un altro no.

Non credo che questo sia perche’ siamo in preda a una volatilita’ di stati d’animo o umori che ci fanno girare la testa ma, piu’ semplicemente, sono convinta che sia tutta una questione di stima. Se stimiamo una persona, siamo piu’ portate a tollerare eventuali comportamenti. Se non abbiamo stima, qualsiasi cosa faccia o dica sara’ fonte di critica o discussione.

La stima e’ la base di tutti i nostri rapporti. Se una persona, nel corso del tempo si e’ comportato in modo tale da perdere la nostra stima e, di conseguenza, la nostra fiducia, si creera’ automaticamente in noi un atteggiamento difensivo/aggressivo per cui inizieremo a dubitare di ogni suo atteggiamento e, conseguentemente, a criticarlo. Se, come me, avete un carattere portato al “perdono” o presunto tale e non amate avere situazioni di tensione spesso capita che, nonostante le discussioni e nonostante qualcuno vi abbia ferite, siete portate a perdonare e ricucire. Ma purtroppo, quando qualcosa si rompe si rompe. Possiamo rincollare i pezzi, ma non sara’ mai come prima. Ogni parola detta resta, ogni tradimento subito non si dimentica, ogni pugnalata ricevuta, lascia la cicatrice.

Quindi, se da un lato e’ bello saper perdonare, credo che una parte di noi, quella piu’ umana, quella che ci distingue dai Santi che non siamo (e mai saremo), ci porti in automatico a difenderci da chi non stimiamo o da chi ha perso la nostra fiducia nel tempo. E il risultato e’ che ci vediamo comportarci in maniera completamente diversa con 2 persone diverse in situazioni identiche.

Ci ho messo un po’ a capire questo, all’inizio mi sentivo una lunatica in balìa dei suoi umori. Ma poi, vedendo che con certe persone il comportamento sereno e tranquillo rimaneva costante nel tempo e, con altre invece rimaneva nervoso, ho capito.

Dobbiamo stimare e fidarci delle persone che ci circondano. Sia nelle amicizie che nelle relazioni. Se mancano stima e fiducia i rapporti sono destinati a finire, a rimanere in balìa di rancori, rabbia e nervosismi che non faranno altro che indebolirvi e portarvi comunque verso una rottura.

Si puo’ perdonare e si puo’ dare una seconda opportunita’. Ma bisogna esserne capaci e, credo, che ognuno di noi debba davvero essere molto sincero con se stesso nel capire quanto davvero il perdono sia vero e quanto davvero sia totalmente privo di rancore e rabbia. Perche’, se in fondo al cuore non abbiamo superato certe cose, continuare a rinfacciarle non riuscira’ a cancellarle. E rinfacciare le cose e’ altrettanto sbagliato quanto farle.

O si chiude, o si dimentica. Ci sono persone in grado di dimenticare e di perdonare qualsiasi cosa senza provare rancore. Forse le persone piu’ religiose portate a porgere l’altra guancia, come insegna la religione Cristiana.

Io, non sono una di quelle.

E , quindi, ho capito che per avere dei rapporti sani devo avere stima e fiducia verso le persone che mi circondano cosi’ come vorrei che loro l’avessero per me. Motivo per cui, a volte, e’ bene accompagnare educatamente certe persone all’uscita principale, invitandole ad andarsene.

Ci ho messo 38 anni ad arrivarci, ma meglio tardi che mai…

Articolo precedente
Articolo successivo
Lascia un commento

20 commenti

  1. Pierluca

     /  agosto 1, 2012

    sono assolutamente d’accordo con te! anzi, direi ….è giusto perdonare, ma prima veniamo noi e prima di tutto dobbiamo amarci e stare bene con noi stessi! poi tutto è più semplice e ci si può “dare” agli altri, filtrando chi approfitta! @pierblack

    Rispondi
    • Parole sante Pierluca! Grazie 🙂

      Rispondi
    • gattaviva

       /  agosto 2, 2012

      Condivido in pieno. Nei miei rapporti di amicizia e amore, e anche nel rapporto personale con me stessa, stima e rispetto sono alla base. Purtroppo nel lavoro convivo quotidianamente con persone che non riesco a stimare non per un pregiudizio solo mio, ma perchè non condivido i loro atteggiamenti in toto, la mancanza di autorevolezza e di etica professionale. Credo che prima o poi la mia coerenza mi porterà ad un cambiamento… Subire non è mai un bene, neanche nel lavoro!

      Rispondi
      • Ciao Gatta!Sono d’accordo che non si debba mai subire in nessun tipo di rappporto. Ma sono anche dell’idea che sul lavoro si debba mantenere un certo distacco. Io lavoro in un palazzo di 500 persone e ho legato veramente al massimo con 4/5 di loro. Quando loro non ci sono, mangio e faccio colazione da sola. Questo perche’ credo che non si possa andare d’accordo con tutti e sul luogo di lavoro siamo li’ per lavorare, non per fare amicizia. E a parte queste 4/5 persone che poi vedo e sento anche al di fuori dell’ufficio, con gli altri mantengo un rapporto esclusivamente professionale. Educato, rispettoso, ma senza entrare troppo nel personale. Qualcuno mi da’ dell’asociale o della distaccata, o di cquella che se la tira ecc. Ma a volte sul lavoro e’ meglio cosi’. Almeno questa e’ la mia idea. Un abbraccio alla mia Gatta! 🙂

  2. Stima e fiducia in noi stessi, stima e fiducia negli altri. Questo è il primo passo, “chi ben comincia…” 😉

    Rispondi
  3. Paolo Bi

     /  agosto 2, 2012

    Mrs Thinoz, il tuo discorso “fila” ma è un po’, come dire, forse a 2 dimensioni. Mi spiego meglio: anch’io mi accorgo di avere comportamenti palesemente diversi con persone che, dopo un superficiale giudizio caratteriale, potrebbero sembrare assimililabili.
    Vero, quello che fa è la stima, che parafrasando potremmo definirla “la loro storia” ossia quello che è il loro trascorso con noi. Però per quanto mi riguarda sono incline a pensare che questo incida per l’80% della mia reazione. Il restante 20%, l’altra dimensione mancante, è a mio avviso il modo di comunicare delle persone, la forma. Per forma non intendo l’utilizzo di congiuntivi o la doppia e tanto cara aggettivazione, ma il modo di porsi, l’empatia che loro hanno. La stessa cosa, dette con le parole giuste e con il giusto modo di fare, a totale parità di concetti, può restituire risultati assolutamente differenti.

    Rispondi
    • Ciao Paolo, certamente poi le nostre reazioni dipendono anche da un’infinita’ di altri fattori. Se vogliamo essere precisi allora mettiamoci anche la luna che abbiamo quel giorno, le cose che ci sono successe in quella giornata che magari potrebbero averci innervosito, la simpatia, la chimica ecc ecc ecc.
      Sono d’accordo con te sul fatto che la stima non sia l’unica variable. Ma resta secondo me la piu’ importante. Infatti ho parlato di costanza nel tempo…
      Poi e’ ovvio che, se un giorno uno ha le p….e girate, risponderebbe male anche alla persona che piu’ adora.
      Soprattutto noi donnine che siamo spesso soggette a malumori non motivati 😉
      Un abbraccio e buona giornata!
      E grazie per i tuoi commenti 🙂

      Rispondi
  4. Sara

     /  agosto 2, 2012

    Molto bello questo pensiero e molto sane le tue conclusioni tuttavia non credo dipenda tutto dalla stima che nutriamo per qualcun’altro semplicemente perchè non può e non deve dipendere tutto da noi. è rassicuranete pensare che dipenda tutto da noi, che se ci fossimo comportati in un certo modo magari le cose sarebbero andate diversamente…in realtà il fatto di chiudere una relazione o decidere di perdonare e ricominciare con quell’amico, quel fidanzato a mio avviso dipende anche dal comportamento altrui. C’è pentimento? La sofferenza infertaci ha turbato l’altra persona? c’è impegno anche da parte sua nel volere una relazione meno distruttiva e autentica? I rapporti sono dinamici e noi siamo solo uno degli elementi, la partita si gioca sempre in due…l’errore vero secondo me è voler prevedere tutte le mosse e quando quelle dell’altro non ci piacciono voler dare un’ “interpretazione” alternativa più in linea con i nostri desideri vedendo gli elementi a favore e scartanto di default quelli in disaccordo e poi anticipare l’altro e giocare per due…accorgendosi poi alla fine che si facendo tutto da soli…bisogna trattenere l’ansia, aspettare l’iniziativa altrui senza “suggerire” nulla e poi comportarsi di conseguenza guardando i fatti e facendosi meno abbindolare dalle parole.
    Ora si va al mare! Baci!

    Rispondi
    • ciao Sara! grazie per il commento 🙂
      Ma alla fine stiamo un po’ dicendo la stessa cosa. Ovviamente dicendo che bisogna stimare e aver fiducia nell’altra persona ovvimente sto facendo dipendere molto da quello che farebbe lui/lei. La stima e la fiducia dipendono da come si e’ comportato e come si comportera’ quindi non sto incentrando tutto su di me, bensi’, come affermi tu, sto dicendo che il rapporto e’ dinamico e dipende tanto da come ci si comporta reciprocamente.
      A un certo punto dell’articolo infatti specificavo che vorrei che anche gli altri mi stimassero e avessero fiducia in me e questo , ovviamente, dipende da come mi comporto io.
      Quindi, credo che alla fine siamo molto piu’ in linea di quel che dici. La fiducia e la stima si costruiscono giorno dopo giorno e ovviamente l’errore e’ umano e capita. Difatti invitavo tutti a riflettere bene per capire se si ha l’abilita’ di perdonare o meno.
      Non e’ una cosa semplice, ma si puo’ fare.
      Piu’ elasticita’ di cosi’… 🙂
      Buona giornata

      Rispondi
  5. Sara

     /  agosto 3, 2012

    Perfetto! Allora ti stimo!:-DDD

    Rispondi
  6. gattaviva

     /  agosto 3, 2012

    Cara Cri, farò tesoro del tuo consiglio! Purtroppo io lavoro solo con altre quattro persone, tutte donne, e a volte l’ aria non è leggera… Fortunatamente non sono una persona troppo fragile, ma a volte davanti a certe scene mi esce il fumetto dall’orecchio!… Comunque grazie ancora, ti abbraccio forte! Gatta

    Rispondi
  7. ric

     /  dicembre 6, 2012

    Dici “Dobbiamo stimare e fidarci delle persone che ci circondano”. Io aggiungo che dobbiamo anche circondarci di persone che stimiamo e di cui ci fidiamo… si potrebbero scrivere enciclopedie sull’argomento. Buon ponte 🙂

    Rispondi
    • Nelle ultime righe lo dicevo in maniera più o meno velata 😉
      Dovevamo proprio conoscerci 20 anni fa Ric 🙂
      Buon ponte anche a te!

      Rispondi
    • Maria

       /  dicembre 2, 2015

      Scusate ma state parlando di rapporti di amicizia vera o di ‘aria che c’è amicizia in queso caso rapporti tra colleghi?? Se si parla di amici veri ,ci si deve convincere.chebanche loro sono umani e può succedere che sbaglino e ci feriscano.ma se l’amicizia è profonda ci si puo chiarire e capirsi. L’amicizia cosi cresce, si modifica e diventa piu stretta. Se si tratta di un tradimento e duverso.ma parlare dell aria che si respira al lavoro e ridicolo. Certo se si trova un amico che e anche un collega e si stringe una amicizia anche fuori dell ambiente lavorativo ,allora si puo dire che sia completa.è raro ma a me è successo

      Rispondi
  8. Silvia

     /  luglio 23, 2016

    Condivido, ma quando la persona in questione è una collega? Non posso accompagnarla alla porta….dipendesse da me lo avrei fatto da tempo!

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: