Dicesi “gatta morta”

Dopo un articolo contro gli ometti, per par condicio, e’ giusto fare le dovute critiche anche a certi comportamenti femminili a dir poco inaccettabili.
E, posto che sono profondamente convinta che gli uomini abbiano perso fantasia e creativita’, soprattutto a causa del comportamento troppo facile e aggressivo delle donne, c’è pero’una categoria femminile che proprio non tollero: quella della gatta morta!
Per spiegare molto semplicemente il concetto, pensate alla gatta che finge di essere morta e quando ci si avvicina per verificare…attacca.
La stessa cosa fa la gatta morta.
Ne e’ pieno il mondo e sono quelle che piu’ riescono a intortare gli uomini “migliori”. Non hanno sentimenti, hanno solo obiettivi. Scelgono la loro preda, la studiano meticolosamente cercando di capirne punti di forza e di debolezza. Una volta completata l’analisi, stilano nella loro testa il piano vincente. Si avvicinano fingendosi ingenue, indifese, dolci e mansuete; ammiccano, seducono ma senza mai essere esplicite. Si tengono sempre sul filo del “non contestabile” e nascondono dentro i loro corpi solitamente affusolati e nervosi, un’anima aggressiva, malevola intrigante, disonesta e sleale.
Sono parassiti dell’amore, sono buona parte delle mogli che sono riuscite ad accalappiarsi gli uomini piu’ potenti (si si, lo so salvo eccezioni); sono le prime che tradiscono i loro mariti (tendenzialmente si fanno sposare, difficile che siano solo compagne) e solitamente sono o casalinghe arricchite o donne in carriera. Perche’ le lore tecniche di seduzione e le loro diaboliche tattiche ammaliatrici hanno successo anche in campo professionale.
Raramente perdono il controllo o mostrano la loro gelosia.
Non arrivano mai allo scontro diretto perche’ rischierebbero di creare una rottura che non vogliono. Per loro conta solo la forma, non la sostanza. Sono apparentemente lineari e pulite al punto che nessun uomo riuscirebbe mai a captarne l’astuzia.
Gli uomini sono esseri semplici e non hanno la sensibilita’ per percepire queste cose. Quindi loro vedono tranquillita’, pace, vedono una donna di rappresentanza che sta sempre al suo posto, che non si lamenta mai, che non crea mai punti di rottura. In questo vedono una potenziale ottima compagna che possa essere una perfetta madre per eventuali figli e un camaleonte perfettamente adattabile ad ogni situazione o evento professionale o social.
Poco importa se poi l’obiettivo fosse solo quello di arricchirsi sulle spalle dei loro uomini, o di avere la famiglia di rappresentanza per coprire la scappattella con il collega o il giardiniere.
Poco importa se di vero non hanno nulla se non la pura e mera fisicita’.
Si infilano in punta di piedi e, senza che tu neanche te ne accorga, ti portano via tutto.
Purtroppo, non c’è modo di fermarle. Sono abili, astute, veloci e non lasciano il tempo, a chi ancora un po’ ci crede, di vivere l’amore con le sue passioni, le sue naturali gelosie, i suoi alti e bassi che ne rappresentano la forza.
E’ un illuso chi crede che la mancanza di discussione e di scontro sia sinonimo di felicita’. Magari in quelle case apparentemente perfette non ci saranno discussioni o sceneggiate di gelosia.
Ma l’amore, la passione le emozioni e la vita vera, sono un’altra cosa.
E chi si unisce a una gatta morta e’ destinato ad essere eternamente infelice…

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22 commenti

  1. Paolo Bi

     /  ottobre 5, 2012

    E’ semplicemente fantastico. Manca solo l’Aria sulla quarta corda di Bach….e poi ti potrei chiamare PIERO ANGELA!!! Questa riflessione non è un articolo, ma una puntata di Super Quark!!! ;))))

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  2. gattaviva

     /  ottobre 5, 2012

    Mia cara, chi meglio di me ovvero la nemesi di tali individue, potrà essere più d’accordo con te? Solo su una cosa dissento: la gattamorta non si accaparra gli uomini “migliori”. Si accaparra uomini ricchi, a volte carini, ingenuotti, parecchio maschilisti, spesso ignorantelli. Solo se hai queste caratteristiche puoi pensare di sposare (eh si, sposare, sia chiaro) una gattamorta. Magari sei pure un bravo cristo, ma non hai le palle per stare con una donna vera. Magari ci hai pure provato a stare con una donna vera, ma troppo faticoso!, e poi con la sua intelligenza e solarità e bellezza ti metteva quasi in secondo piano, non sia mai! E allora hai scelto la donna della tua vita, la gattamorta, colei che con la sua falsa assertività ti fa sembrare un dio, quando invece ti ha solo fregato dal primo momento. Ma sai che c’è, caro signore? Che la gattamorta è ciò che meriti, se hai un cervello così piccolo da non accorgerti dell’inganno. Mettitela in casa (no, in villa), facci anche un figlio, ma uno solo, che se no lei si sciupa!, e che tanto ne basta uno per renderti ancora più stordito. Per me non fai parte degli uomini migliori, quelli hanno personalità e coraggio e intelligenza, non si accontentano di quattro soldi e una femminuccia… E sono quelli che noi donne dovremmo sperare di incontrare e avere accanto.

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    • Ahahahahah ahahahah ahahah ahahah Oddio gatta ho le lacrime dal ridere sei grandiosa!!! Pero ‘ come noterai avevo messo la parola “migliori” tra virgolette :)) sei fantastica condivido tutto!!!

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      • gattaviva

         /  ottobre 5, 2012

        Sai la cosa più comica di tutto ciò? Che ‘sti sveglioni scambiano per la Madonna certe cialtrone… Come dimenticare la santificazione di Madame Sarkozy, col tailleurino e le ballerine “rispettose”? 😀

      • Gatta co writer subito! 🙂

  3. Alessia Amigoni

     /  ottobre 6, 2012

    Io vi amo…e sono serissima! 🙂

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    • Ahah grande Alessia!!!

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    • gattaviva

       /  ottobre 6, 2012

      Anch’io vi amo, penso che l’amore salverà il mondo, e che certi personaggi pieni di odio e cattiveria un bel giorno verranno ai conti una volta per tutte! Che siano gattemorte, ninfopantere o ienecesse (io sto quasi perdendo il lavoro, a causa di una capa ienacessa!), avranno prima o poi ciò che meritano. L’unica cosa triste è che, ahimè, 90 volte su 100 la perfidia è donna. Ma questo forse sarà un altro articolo… 🙂

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  4. giorgio kappe

     /  ottobre 9, 2012

    ‘E chi si unisce a una gatta morta…’ è un becchino! 😀

    Ciao Cristina, leggendo il tuo articolo e di seguito il bel commento di Gattaviva, sono giunto alla conclusione di cui sopra.
    E con fare da paraculo, mi aggiungo al momento love, love, love, per dire che vi amo anch’io.
    Olè! 🙂

    Rispondi
  5. giorgio kappe

     /  ottobre 9, 2012

    Ciao Gattaviva 🙂 Credo d’aver capito. Il becco dovrebbe essere quello che in altre regioni identificano come ‘il maschio della capra’, l’ariete, il montone.
    Per chi frequenta lo stadio, è invece il modo universale per chiamare l’arbitro di turno.
    Cornuto.
    Gatta c’ho preso?!

    Cristina ma questo blog, sta diventando un Discovery Channel, un almanacco del giorno dopo!
    E ciao proprio!
    🙂

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  6. giorgio kappe

     /  ottobre 11, 2012

    Brava Gatta 😀 W l’almanacco del giorno dopo, che domani celebra Serafino.
    E non Celentano nel film diretto da Germi, ma San Serafino il frate cappuccino.

    Io adoro Voi.
    Vi abbraccio.

    Rispondi
  7. Ele

     /  dicembre 9, 2012

    Ahhahhaha ci spero che il topo della situazione si prenda una batosta della miseria. Ma come fanno?!?

    Rispondi
  8. Alberto

     /  febbraio 16, 2013

    Non so…sono incapace d’immaginare un essere umano, sia esso uomo o donna, all’interno di confini dati, rigidi e senza alcuna possibilità dinamica. Credo invece alla sfiducia generalizzata nelle capacità dell’essere umano in cui l’essere umano stesso è caduto.

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  9. Elsa

     /  luglio 14, 2015

    Mi è piaciuto molto ma a mio parere questo è il migliore “Identikit della gatta morta”

    Per tutti quelli che (fortuna loro) non l’hanno mai incontrata ecco il ritratto della “gatta morta”:

    1) E’ lei, quella che non guida di sera (è troppo pericoloso), è spesso stanca, ha un ciclo mestruale doloroso, non guarda film horror.

    2) Eccola là, quella che non sa rendere i dialoghi interessanti. Di rado, esprime un’opinione originale e di solito risponde con un “ni” o in alternativa con un “so”.

    3) E’ lei, quella che ha molti amici maschi e non ha un buon rapporto con altre donne.

    4) Eccola là, quella che ti dice: “Io detesto le gattemorte”.

    5) E’ lei, di solito magra, ha i tratti del viso poco marcati, occhi e naso piccoli, bocca a cuore. Può essere bionda o castana, difficilmente è rossa o nera . Lancia segnali di gatta in calore a profusione.

    6) E’ lei, quella che parla sempre a voce bassa, non urla mai, non si mette sotto i riflettori, sembra innocua ( ma lo è come i serpenti!!!)

    7) E’ lei, quella che si sente sempre al centro dell’attenzione, e pensa che tu stia parlando di lei anche quando lei non c’è, come se tutto il mondo girasse attorno alle sue mestruazioni.

    8) E’ lei, quella che finge di non interessarsi agli uomini, e poi dice sempre di sì a quello che più le conviene.

    9) E’ lei, quella che con le altre donne finge di essere amica, per farsi raccontare sempre i fatti loro, e non dire mai i suoi.

    10) E’ lei, quella che ti chiede sempre “scusa” in punta di piedi, quella che ti dice “io non volevo” e poi te lo mette sempre a quel servizio.

    11) E’ lei, quella che anche quando ti chiede un piacere, sembra che il piacere lo stia facendo lei a te.

    12) E’ lei, quella che non è mai colpa sua, perché lei poverina che c’entra? Ci sono sempre le circostanze e le responsabilità, ma di qualcun altro.

    13) Eccola qua, questa stronza immacolata, che assomiglia tanto agli uomini che ci provano buttando là una battuta, e poi dicono: “Ma io che ho fatto? Io stavo scherzando!”.

    14) Questa è la gattamorta con la gminuscolaetuttoattaccato. Perché non ha stile, non ha classe, non ha niente.

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