Voglia di normalita’

Anche quest’anno, come ormai faccio da 6 anni a fine Aprile, ho portato il mio cuore in vacanza.

Perche’ dopo un po’ ne sento il bisogno. Ho bisogno di stare con persone normali. Ho bisogno di vedere che esistono ancora coppie che si amano davvero e che esistono ancora persone che sanno veramente essere umili. Ho bisogno fisico di nutrire il mio cuore di questo, inaridito da una citta’ che corre tanto e che calpesta ogni valore, una citta’ che adoro, ma che e’ spesso fatta di tanta apparenza e poca sostanza.

E come scrissi l’anno scorso, l’Italia non e’ solo la “Milano da bere”. E ogni anno ho bisogno di viaggiare, di espatriare e di ricordarmi che c’è un mondo normale che non indossa Louboutin e  Jimmy Choo, che ci sono persone che neanche sanno cos’e’ un Vanity Fair, ma che riescono a commuoverti regalandoti una bottiglietta di sabbia colorata in memoria di una vacanza stupenda. Ho bisogno di vedere che ci sono persone che ancora si emozionano nel vedere un personaggio famoso e per cui la normalita’ non e’ averli come vicini di tavolo al ristorante.

Sono queste persone che mi tengono con i piedi per terra … Quei bravi ragazzi  che a fine vacanza passano un’ora nel negozietto del villaggio per scegliere un souvenir adatto ai genitori o al fratello, persone che ancora credono nell’amore, nella fedelta’ e che non sono mai stati corrotti dalle tentazioni. Persone incontaminate dei vizi della societa’ mondana e che credono sinceramente ancora nell’amicizia e nella famiglia.

Esistono e sono tanti. Molto piu’ numerosi di quella “micronicchia” che frequentiamo nel mondo della finanza, della moda, degli aperitivi e delle feste esclusive e ricercate. Molto piu’ numerosi di quelli che vestono abiti firmati e che ostentano in ogni modo il loro “status” elevato (spesso ottenuto in modi alquanto discutibili).

E non posso fare a meno di chiedermi…”quanto mi faccio condizionare nella mia scelta della Metamela da apparenza e status sociale?”

Perche’ continuando a frequentare sempre la stessa tipologia di persone, probabilmente io stessa mi sono autolimitata a una piccolissima nicchia. E se invece avessi bisogno di una persona normale?

Tutti noi ci siamo fatti un’idea della tipologia di compagno che vorremmo accanto, ma analizzando lo stereotipo del principe azzurro dei miei desideri, mi rendo conto che ha delle caratteristiche cosi’ esigenti e utopiche che forse dovrei un tantino rivedere. Perche’ magari trovare un uomo single, non separato e rigorosamente senza figli a seguito, che abbia piu’ o meno la mia eta’ o poco piu’, affascinante, bello, intelligente, divertente, ambizioso, in carriera, economicamente stabile, che si vesta bene, che abbia buon gusto, che abbia un sacco di interessi e che sia super sportivo forse forse… e’ un progetto alquanto ambizioso da realizzare. Soprattutto se aggiungiamo il bizzarro desiderio di volere un uomo che voglia trasferirsi in un posto caldo al mare con me; e mettiamoci magari anche il desiderio di avere una bellissima casa bianca  sulla spiaggia dove potersi tuffare in acqua la mattina appena svegli.

E rileggendo queste caratteristiche ora, insieme a voi, mi rendo conto che io per prima sono influenzata dalla forma piu’ che dalla sostanza. O forse ho visto troppi film!

Ma quando sono in vacanza, lontana da qui, io sto bene con la normalita’.

La domanda che pero’ mi assilla e’: ” riuscirebbe la normalita’ ad integrarsi nella mia quotidianita’? Che, un po’ per il lavoro che faccio, un po’ per la vita che conduco, tanto “normale” proprio non e’.

O forse, piu’ semplicemente, la vita che faccio e la gente che frequento per me sono diventati  normalita’?

Perche’ in fondo, “Il normale non è altro che l’anormale a cui si fa l’abitudine.”
Marcello BarloccoVeronica, i gaspi e Monsignore, 1953

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10 commenti

  1. marco valletri

     /  maggio 1, 2013

    Siamo il prodotto di condizionamenti culturali molto più di quanto in realtà crediamo. Crescendo, o meglio invecchiando, qualche volta, lo si capisce. Buon proseguimento di vacanza. Ciao!

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  2. Emi

     /  maggio 1, 2013

    Caspiterina Cri… Questo è un post così filosofico che potrebbe aprire a discussioni infinite… a partire dal “cos’è normale?” ad approfondimenti sulla cultura e sulla geografia del mondo…
    Ma non siamo qui a mettere bigodini ai leoni… 🙂

    Io, che molto spesso ho vissuto la tua stessa sensazione e che vado a cercarmi volutamente quei momenti di “semplicità”, a volte anche senza allontanarmi molto da qui, penso che questo sia il tipico caso in cui bisognerebbe abbandonare la mente ed ascoltare il cuore.
    Il fatto che tu ne parli e lo faccia con questa intensità e profondità, significa che quel momento, che la vicinanza a quella “normalità”, ti ha scaldato il cuore. E dove il cuore è caldo, c’è confort e quindi c’è casa.

    Allora quando pensi al tuo “ideale”, potresti provare a capire dove sono le aspettative (del cervello) e dove i sogni (del cuore) e scegliere quali seguire in funzione di quali emozioni ti aspetti di provare. Una vita agiata con un uomo facoltoso potrebbe per esempio darti delle grandi emozioni materiali, oppure una vita più semplice con un uomo di cuore, potrebbe darti delle forti emozioni sentimentali. Sono sempre emozioni… ma ad un certo punto bisogna fare quel bel giochino della moneta: testa o croce? Quando l’avrai lanciata inizierai a sperare nell’apparizione di uno dei due segni. Quella sarà la tua scelta, indipendentemente dall’esito della moneta… 🙂

    Un abbraccio!!

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  3. gattaviva

     /  maggio 2, 2013

    Non è tanto voglia di normalità, quanto di semplicità. Tornare alle cose veramente importanti nella vita, che non sono la calzatura glamour o la macchinona. Ti dico Cri, anche a me piacciono i begli oggetti e sicuramente avrei meno pensieri se avessi qualche soldo in più, ma non riesco a farne una ragione di vita, e mi trovo meglio con persone che la pensano come me anche se per oltre dieci anni ho lavorato nel “luxury retail” (quindi con clientela ricca e colleghi aspiranti ricchi 😀 ). Tutto dipende da come tu sei davvero, se i valori autentici ti emozionano significa che li condividi, anche se il tuo status sociale non li considera. Quanto alla Metamela…ti auguro di cuore un uomo che ti renda felice, qualsiasi siano i suoi mezzi!

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  4. Marco

     /  maggio 2, 2013

    Sono pienamente d’accordo su questo fastidio procurato dall’apparire che sovrasta quasi puntualmente l’essere e quindi la normalità, in ogni modo e maniera.
    Un male nazionale ormai mi verrebbe da dire…
    Aperitivi, ristoranti , club più o meno esclusivi , Audi Q5 bianche (rigorosamente bianche facci caso), vestiti glam e tanta “bella gente” che più che da vivere è divenuta da ostentare.
    Ormai bisogna persino stare in guardia dai finti normali…quelli solo apparentemente appena meno snob!
    Potrebero rivelarsi i peggiori di tutti!
    Fa più rumore una pianta che cade che una foresta che cresce… .
    I buoni sentimenti, i sentimenti sani e quel pizzico di normalità non possono competere con lo stupido dilagante.
    Basta affinare il fiuto ed imparare a riconoscere… .

    Rispondi
  5. laura

     /  maggio 6, 2013

    In realtà credo che la normalità risieda nella serenità, tutte le cose semplici ci danno serenità.. Succede però che ci ostiniamo a cercare sempre le cose meno semplici , che tutto ci danno tranne che serenità.

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