Relazioni Kamikaze

Durante un pranzo con un’amica ci siamo ritrovate a parlare delle relazioni/Kamikaze.
Trattasi di relazioni suicide, che decidiamo di vivere, nonostante siamo perfettamente a conoscenza del fatto che siano totalmente autodistruttive e che ci spezzeranno brutalmente il cuore. Ma, non si capisce bene  per quale ignoto motivo, decidiamo comunque di iniziarle.

Perche’ lo sappiamo come andra’ a finire. Lo sappiamo dal  primo sguardo, dalla prima stretta di mano, lo sappiamo dal primo messaggio. Lo capiamo quando ci ritroviamo a guardare il telefono in continuazione, quando ci innervosiamo in attesa di una sua chiamata (che tendenzialmente non arriva). Quando cerchiamo di ritrattare con noi stesse certi principi, adattandoli alla situazione, per giustificare i suoi comportamenti. Quando realizziamo di essere state colpite e di non essere in grado di scendere in campo con la forza che normalmente ci contraddistingue. In quel momento ce lo diciamo da sole “ci risiamo”. E abbiamo l’assoluta consapevolezza che stiamo andando a schiantarci al suolo.

Ma sappiamo anche che prima dello schianto c’è il volo. E noi vogliamo volare! Non ci importa nulla di quello che succedera’ dopo. Ora vogliamo solo volare.

Vogliamo provare quel brivido sulla pelle, vogliamo cha ci tolga il fiato e vogliamo avvicinarci il piu’ possibile al sole. Perche’ ne siamo irresistibilmente attratte, anche se sentiamo che brucia sempre piu’ e che le nostre ali di cera si sciolgono man mano che ci avviciniamo. Qualcosa ci impedisce di fermarci e finche’ non siamo definitivamente in caduta libera niente potra’ farci desistere.

Icaro crepa in mare e il suo corpo non sara’ mai piu’ ritrovato.

Noi siamo piu’ fortunate. Abbiamo le amiche, pronte ad attutire il colpo e a buttare una rete.

Quindi volate e non pensateci. Purche’ siate consapevoli che non sara’ un volo eterno. Fatelo solo se siete in grado di  godervelo per quello che e’. Come un’esperienza meravigliosa, breve e intensa che probabilmente non dimenticherete mai e che quasi sicuramente vi ridurra’ a pezzi.

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6 commenti

  1. Marco

     /  maggio 16, 2013

    …suggestiva l’idea del volo e dello schianto.
    In ogni caso sicuramente meglio lo schianto che morire d’inedia in poltrona da vecchi col cuore cosiddetto in pace e senza scossoni.
    L’amore costa.
    Pure tanto.
    L’amore e la passione sono cosi, sono questi, presentano certi conti e non vi sono alternative.
    Giuseppe Gioacchino Belli disse “…e poi se more”.
    E’ proprio cosi.
    E consoliamoci al pensiero che non esista una morte migliore dell’altra.
    Tanto vale la pena farsi male, anzi schiantarsi letteralmente per una passione bruciante che sia di un mese o di un anno.

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  2. Marco

     /  maggio 16, 2013

    …anche tra “lord” se ci si lascia non è detto che debba esser per forza col sorriso e con sommo rispetto reciproco.
    Un vaffa o giù di li potrebbe benisimo rappresentare l’ultima briciola d’amore che ci si tira addosso… dopo di chè il grande silenzio.
    Quando purtroppo arriva il “momento”, questo dannatissimo momento, non è detto che sia il momento giusto per entrambi.
    Uno schianto per esser tale qualche pezzo in giro dovrà pur lasciarlo no?
    L’amore è questa cosa incredibile.
    Dall’inizio alla fine.

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  3. Federico

     /  maggio 17, 2013

    Giusto Cri… Tentare di volare sempre e comunque… Del resto non si sa mai, “più alto vola il gabbiano, più vede lontano”.

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