Donne zitelle

Posto che confermo ogni parola che ho precedentemente scritto sui nostri cari amici maschietti , questo articolo vorrei focalizzarlo sui nostri errori, che non sono da meno e che aggravano sicuramente una situazione comunicativa gia’ di per se’ molto difficile.

Loro saranno anche superficiali, finalizzati al sesso e poco fantasiosi.

Ma noi siamo delle rompi palle atomiche! E’ indubbiamente un nostro problema, e’ nel nostro dna, chi più, chi meno. E se non iniziamo a lavorarci un po’ su e a cercare di controllarlo, diventeremo tutte zitelle incazzate con il mondo. E questo, Signore, a prescindere che siamo single o accoppiate. Conosco donne sposate inacidite con il mondo e ho amiche così inviperite con il compagno al punto da essersi snaturate. Il nostro essere acide esula dall’avere accanto un uomo o meno. E’ parte di noi, cosi’ come la curiosita’.

Il punto e’ che noi fatichiamo a dimenticare le sofferenze, il dolore, le delusioni. Restano da qualche parte dentro di noi, spesso inconsapevolmente, e nelle situazioni piu’ impensabili riemergono, prendendo il controllo della nostra personalita’.

Io, a volte, ripensando a certe risposte che do’, rabbrividisco. Ma la volta dopo lo rifaccio. Come se qualcuno o qualcosa stesse parlando al posto mio. Forse e’ una sorta di istinto di sopravvivenza che scatta quando vediamo una situazione di pericolo. Che per noi single puo’ essere la paura di innamorarci e di soffrire ancora. Per chi invece e’ accoppiato puo’ essere la paura di perdere cio’ che gia’ ha.

Come vi spieghereste se no certi atteggiamenti maniaco-compulsivi di molte donne, quando tentano di indagare in ogni modo per cercare di cogliere in fallo il loro uomo? Perche’ in realta, non lo vogliono sapere veramente, perche’ poi non lo sanno perdonare. Ma qualcosa a volte spinge a cercare per forza la crepa, l’errore, il difetto insormontabile, per avere la giustificazione ad allontanare il pericolo. Pensate a quanto e’ assurdo analizzandolo: troviamo una persona che ci fa star bene e ci focalizziamo su quell’unico microaspetto che non funziona, ingigantendolo e appesantendolo fino a diventare noi stesse un macigno.

Ieri un caro amico mi ha detto: “guida tu il volante della tua vita, molla questi freni e vivi”

Ma sarei in grado di farlo? Ci piace presentarci come il “sesso forte e intelligente”. La rivincita delle donne, la parita’ dei sessi, noi che siamo state create per partorire e sopportare il dolore, noi che possiamo fare 10 cose contemporaneamente, noi che possiamo tutto. Ma siamo sicure di esserlo davvero? Non dovremmo forse ritornare alle origini, quando eravamo noi il sesso debole, noi ad aver paura, noi a temere qualcosa. Perche’ possiamo anche tentare di mascherarlo in ogni modo e spacciarci per invincibili gladiatori, ma e’ da questi atteggiamenti che emerge la nostra vera natura e continuare a negarla non ci aiuta.

Dovremmo cercare di guardarci dentro, capire cosa temiamo, affrontarlo, combatterlo e vincerlo. Non subirlo.

E poi, dovremmo imparare tutte, dalla prima all’ultima, la meravigliosa “arte dello sdrammatizzare”. E facciamocela una risata, in fondo nessuno e’ mai morto d’amore!

Le zitelle non rideranno…noi si!

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8 commenti

  1. Emi

     /  giugno 6, 2013

    Cara Cri, ammiro sempre la tua imparzialità e mi piace molto la capacità che hai nello scavare dentro di te o dentro le situazioni che conosci, osservandole da diversi punti di vista.
    Il fenomeno della “rottura di palle” è indubbiamente drammatico… 🙂 Soprattutto quando, come dici tu, viene applicato anche su chi ha la coscienza a posto e non ha scheletri nell’armadio e magari ha solo la grande colpa di esistere e respirare… 😀

    Spezzo comunque una lancia… Le “rompipalle” non sono certo le donne peggiori che ho incontrato nella mia vita. Tolleranza e sopportazione le hanno inventate apposta… (mal che vada “se non ti vado bene, quella è la porta…”)
    Al contrario mal sopporto (e davvero non tollero più) quelle alla costante ricerca di attenzioni… del centro “supremo” dell’attenzione… e poi basta. Le grandi indecise su cosa vogliono dalla vita, che preferiscono una vita di rinunce o pessimi compromessi e che continuano a lamentarsi (anche tra le righe, non necessariamente piagnucolando), senza fare nulla per cambiarla… anche se di fronte a loro si è palesemente fermato un treno importante… E che dal quel treno chiedono solamente “attenzioni”… Giusto quelle che servono per ricaricare l’ego e poi… via…

    Ti chiederai se è un sassolino questo… No, è mezzo chilo di granito… 😀
    Ma è dopo aver perso il conto di quante donne di questo tipo si incontrano che tante cose iniziano davvero a cambiare e non tornano più…

    Buon fine settimana! 😉

    Rispondi
    • Caspita mi hai dato un ottimo spunto EMI! Grazie come sempre per l’attenzione che mi dedichi…
      E condivido: quella tipologia di donna e insopportabile! ;))) scappaaa! 🙂

      Rispondi
  2. Sara

     /  giugno 7, 2013

    Ciao,

    due ooservazioni al volo.

    La prima sulla zitellaggine anagrafica; non credo ci sia un’età varcata la soglia della quale si diventi zitelle..credo che a prescindere dall’età una diventi o sia sempre stata zitella quando non è più appetibile per gli uomini (e spesso questo è connesso ma non sempre con l’avanzare dell’età…ecco perché le donne temono di invecchiare) e quindi il suo essere single si trasforma nell’essere sentimentalmente sola perché “fuori” dal mercato delle “corteggiate”. quindi non una scelta bensì una dura realtà con cui confrontarsi.

    La seconda invece è una costante che leggo spesso sul tuo blog e che mi colpisce perché lo facciamo praticamente tutte quando una storia non funziona o finisce: il colpevolizzarsi. Io nelle tue parole spesso vedo questo quasi a voler “giustificare” l’allontanamento di lui quale conseguenza del nostro pessimo comportamento. E inconsciamente rassicurarsi dicendo: ecco se avessi fatto diversamente, se fossi stata meno stronza e più amabile lui ora sarebbe qui accanto a me e mi amerebbe alla follia. in realtà se uno ti ama ti ama e basta e puoi essere gentile e dolce quanto vuoi ma se non ti ama non c’è nulla che tu possa fare per cambiare le cose. E’ consolante pensare di avere in qualche modo un potere sull’altro e sui suoi sentimenti ma non è così purtroppo. E poi l’essere rompipalle o controllare nei limiti normali l’altro non è qualcosa da bloccare.O non è più neanche lecito arrabbiarci, protestare, chiamarlo quando ne abbiamo voglia per paura che si scocci e scappi via? L’amore deve far stare bene entrambi e se per tenermi un uomo devo mettere in pratica strategie, bloccarmi, censurarmi, essere la donna perfetta (quando lui per primo è pieno di difetti su cui chiudiamo un occhio) posso dire di essere amata dall’altro? magari lui non se ne va se facciamo così ma siamo sicure che ci ami davvero e non ci stia per una situazione di comodo? Un abbraccio.

    Rispondi
    • Ciao Sara!!
      Wow…devo ammettere che mi hai fatto riflettere parecchio e ti ringrazio per questo.
      Diciamo che nello specifico,questo articolo non voleva essere un colpevolizzarsi, piu’ che altro un ironizzare su una nostra caratteristica…ma ammetto in passato di averlo fatto, provocando in me stessa una buona dose di insicurezza.
      Hai ragione, ci facciamo spesso troppi problemi. Loro sono parecchio difettati quindi non dobbiamo cercare di essere perfette quando loro in primis non lo sono. Mi hai dato un ottimo spunto per un nuovo articolo. grazie mille e un abbraccio!!!

      Rispondi
  3. Sara

     /  giugno 7, 2013

    Grazie:-)

    E poi scusa ma gli uomini che non stanno bene con noi e scappano non è che se ne vanno perché loro per primi non sono in grado di portare avanti una relazione? loro avranno anche lasciato ma è un fallimento pure per loro!
    io quando finisce una storia sento sempre le donne che analizzano il capello (pure io!) e io ho detto così e poi lui ha detto quello…e l’amica di turno eh si dovevi dirgli così…pianti…poi no adesso quasi quasi ci riprovo, lo amo è l’uomo più bello/bravo/intelligente del mondo non troverò mai un altro come lui…

    gli uomini: l’ho lasciata mi aveva rotto le palle… l’amico: capito. il mondo è piano di pesci…a proposito stasera usciamo con quelle due maiale di Tizia e Giuseppina?:-OOO

    Io non ci riesco a farlo ma dovremmo imparare a semplificare da loro…:-)

    forse sono uscita fuori tema ma il tuo articolo mi ha fatto pensare anche a questo:-) ciao.

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