I single e la comunicazione

Non credo si possa trascurare il fatto che i rapporti, oggi, siano cambiati anche a causa dei nuovi mezzi di comunicazione che abbiamo a disposizione.

Partiamo dall’ultimissima generazione, le APP per conoscersi.

Stanno spopolando già da un po’ queste applicazioni per single, come Tinder o Innercircle. Ho provato ad iscrivermi per capirne bene il meccanismo e devo dire che, come idea di partenza, sarebbero anche carini. Peccato che, come al solito, gli uomini rovinino tutto con questa loro malattia per il sesso, ai limiti dell’ossessione.

Da Tinder mi sono dovuta togliere presto, è per lo più un’applicazione usata da ragazzini giovani e palesemente inesperti che usano l’applicazione per cercare di portarsi a casa un po’ di sesso facile e senza impegno.

InnerCircle è un po’ piu’ “adulto”, creato più o meno con lo stesso concetto dei “like” e dei “match”, ma strutturato meglio.

Il problema è, che anche qui, vieni contattata da tanti uomini sposati che si spacciano per single, in cerca di un’avventura che li aiuti ad uscire dalla loro noiosa vita matrimoniale, e da altri che, magari sono anche davvero single, ma che di certo non sono in cerca dell’amore della vita (nè tantomeno gliene frega nulla di conoscerti). Il che, se lo giustifico in parte sul ragazzino, lo tollero meno dai coetanei.

Insomma, per quanto si cerchi di modernizzare il modo di incontrarsi, adattandolo al terzo millennio e a una società che corre, dopo aver provato questi siti (solo due degli innumerevoli che ci sono), torno a preferire gli incontri face to face e casuali, dove uno sguardo, un timbro di voce e una mano sfiorata possano ancora emozionarci.

Spenderei anche una parola su whatsapp o messenger. Non me ne voglia il nostro Mark Zuckerberg.

Ho notato che gli uomini tendono ormai a preferire un rapporto con un telefono che con una donna vera.

Si camuffano nelle chat professandosi persone aperte a nuove conoscenze, ma in realtà si chiudono dietro parole, emoticons e foto creando cosi un mondo parallelo che ovviamente non corrisponde mai a quello reale. E, una volta esorcizzato il loro avatar, si ritrovano disarmati al primo appuntamento, completamente incapaci di sostenere la situazione. Io credo che usino telefono e chat come scudo alla loro ansia da prestazione.

Steve Jobs non credo avesse in mente questo quando ha cambiato il mondo nel suo modo di comunicare. Lui era affamato di cambiamento, di innovazione il suo motto era “think different” che credo si scosti totalmente da questa immagine di pecore rincoglionite dietro uno smartphone senza anima e senza mordente.

La colpa di questo non è di chi è stato così geniale da inventare queste cose, bensì dell’essere umano (medio) che, come spesso accade, non si sa controllare né limitare.

Io sono contenta di aver vissuto una parte della mia vita in cui tutto questo non c’era. In cui si aspettava la telefonata a casa, in cui non potevi sapere chi era prima di rispondere, in cui si poteva ancora srotolare un bigliettino o scrivere una lettera a penna o in cui ti dovevi procurare un gettone per chiamare da una cabina. L’emozione di potersi guardare negli occhi, anche in silenzio, sentendo rimbombare nelle orecchie il battito del cuore, con il calore dell’imbarazzo che ti fa arrossire a un complimento, il brivido della prima volta in cui lui ti sfiora la mano o ti accarezza la guancia.

Questo è poesia, queste sono emozioni, questo potrebbe ancora cambiare il mondo. Non il sesso online, le foto erotiche e le faccine idiote!

Steve Jobs diceva:

“Negli ultimi 33 anni mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi? E ogni qualvolta la risposta è no per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.”

Non so voi, ma se dovessi pensare all’ultimo giorno della mia vita, di certo non lo vorrei passare dietro a uno smartphone a inviare cazzate!

 

Foto prese da Internet (Pagina FB “Ti ricordi questo?”)

Lascia un commento

19 commenti

  1. Fulvio

     /  ottobre 10, 2014

    No, cara Cristina, questa non te la passo…e non sugli uomini, ma sui tanto detestati e incolpati Smartphone (e simili).
    E’ ormai una moda, descrivere il passato, come una specie di età dell’oro, dove tutte le relazioni erano basate su una profonda conoscenza l’uno dell’altro, condita da ore di romantiche attese, davanti a un telefono muto.
    Ecco, appunto, siamo tutti cresciuti con i mezzi che avevamo a disposizione e con quelli noi tutti (uomini e donne) cercavamo di fare esattamente ciò che facciamo oggi: conoscere, broccolare, magari innamorarci.
    Sono cambiati i numeri e le possibilità – immensamente superiori – ma le chimiche sono quelle di sempre. Oggi Facebook e Tinder, ieri un’amica che ti passava il numero di casa della ragazza da tampinare.
    Oggi, ci appare molto romantico. Allora, io avrei pagato oro per avere Facebook e non mi vergogno a dirlo.
    No, non siamo cresciuti nell’età dell’oro, semplicemente in un’età analogica.

    Rispondi
    • Ciao Fulvio! Mannaggia stavolta ti ho fatto arrabbiare 😉 . Battute a parte…. Io non condanno la nuova tecnologia , bensì il modo in cui viene utilizzata. Benvenga l’evoluzione difatti ho scritto che non è colpa di chi li ha inventati bensì di come vengono usati. Non sei d’accordo? 😊

      Rispondi
  2. Andrea P.

     /  ottobre 11, 2014

    Che casino … !

    Tu parli sia di siti di incontro online, che di whatsapp. Le due cose da un lato hanno punti in comune, dall’altro seguono dinamiche completamente differenti.

    Sono un ingegnere del capricorno… ho l’esigenza di distinguere le due cose, mi capirai 🙂

    L’argomento whatsapp te lo condisco via in modo molto light… massaggiarsi non puo essere considerato “comunicare”. Si certo, anche io ho scritto e ricevuto messaggi lunghi, bellissimi e profondi, ma se in una comunicazione “face to face” solo il 10% della comunicazione è dato da quello che diciamo, puoi immaginarti quanto si abbassa questa percentuale se passiamo ai messaggi scritti o, peggio, alle palline gialle.

    Non a caso una delle mie critiche più frequenti è “preferisco non ricevere nulla che ricevere una faccetta per farmi capire che mi stai pensando, ma che non hai nulla da dire”.

    Io sarò anche difficile, ma che cazzo ti devo rispondere se mi mandi una faccetta? Ti faccetto anche io? Mi rifiuto. E mi incazzo :-).

    Le chat.

    Quando scrivi:

    “Si camuffano nelle chat professandosi persone aperte a nuove conoscenze, ma in realtà si chiudono dietro parole, emoticons e foto creando cosi un mondo parallelo che ovviamente non corrisponde mai a quello reale”

    …stai sottolineando il problema vissuto dai tanti che frequentano le chat e si trovano a parlare con persone che non conoscono e di cui non hanno neppure mai sentito il tono della voce.

    E’ banale dirlo, ma il rapporto che si instaura in una chat non risente delle limitazioni dovute alla conoscenza diretta e permette di dar spazio ad una grande fantasia che ti permette di provare emozioni molto forti.
    Di fatto, si ritorna alle “cotta” adolescenziale che era basata molto sulla fantasia.

    Molto mie amiche, tutte rigorosamente e ripetutamente deluse, che usavano ed usano continuamente questi mezzi, mi dicono che spesso poi passando dalla chat al telefono accade che non sapevano più cosa dire, si bloccavano, provavano imbarazzo e gelo. Ovvio, il tono della voce aumenta molto la conoscenza e quindi l’intimità, e quindi subito cresce la paura che quello che proviamo sia inappropriato.

    Accade anche quando ci si incontra dal vivo, perché si entra maggiormente in contatto con la persona e non con l’immagine prodotta dalla propria fantasia.

    Sta tutto qui. Pensa agli amanti. Sono moltissime le persone che sentono il bisogno di tradire il/la partner di cui peraltro non riuscirebbero a fare a meno. Per gli amanti il loro amore si rinforza più sono “amanti”, cioè più sono nascosti, più esiste una coppia ufficiale.
    Se la questione degli amanti consistesse solo nell’amare un’altra persona allora basterebbe separarsi e mettersi con l’amante, e questi problemi sarebbero subito risolti in tutto il mondo.

    Se gli amanti tradiscono entrambi, spesso ci sono meno problemi. Per chi nella coppia ha invece delle aspettative di stabilità, o se uno dei due e single, spesso invece ci sono solo delusioni.
    Salvo rarissimi casi, se sei un’amante rimani un’amante. Fine.
    Infatti, se la coppia ufficiale si separa, non raramente anche gli amanti subito si separano perché cessa improvvisamente l’amore, e l’attrazione sessuale che prima era così forte a volte sparisce del tutto.
    Oppure, se la coppia degli amanti diventa quella ufficiale, molto presto uno dei due sentirà il desiderio di tornare alla condizione di prima e si guarderà di nuovo attorno. In questo contesto, le chat ed i siti di incontri sono devastati in quanto tutti siamo predisposti ad essere attratti sessualmente da figure nuove, non familiari, ma nello stesso tempo, però, siamo attaccati alle persone che sono tutt’altro che estranee, persone prevedibili che funzionano da “base sicura”.

    Il vero problema è che mancano stimoli alla fantasia. Ti baste pensare a tutte quelle tante coppie che, completamente inconsapevoli di queste dinamiche inconsce, si lamentano che alla sera si annoiano, oppure che la convivenza toglie vitalità alla coppa. Il bisogno di vivere qualcosa di bello con la propria fantasia, di “evadere”, può portare a pensare che l’unica possibilità di viverli sia in un situazione non vera, strana, nascosta, intrigante, non ufficiale. Quindi se trovi una persona originale, con tanto entusiasmo, tante passioni e sopratutto ….tanta fantasia, tientela stretta, perché probabilmente più difficilmente ti tradirà.

    Ecco.. se già esiste questa difficoltà e questo rischio con una persona che conosci bene, quanto può essere rischioso affidarsi o farti coinvolgere da qualcuno che conosci via internet, dove è molto facile crearsi una nuova identità senza bisogno di render conto a nessuno, e dove potenzialmente puoi soddisfare desideri e volontà di espressione che nel mondo reale sarebbe impossibile o più difficile esprimere?

    Nelle chat si gioca con la propria personalità, nascondendosi dietro l’anonimato. Le chat diventano uno stanzino dove le persone sono più disinibite e libere di comunicare senza alcun limite e dove soddisfano delle fantasie che nella vita reale non possono essere esaudite.

    Proprio a cominciare dal fatto che non usano il proprio nome e cognome, le persone non si mettono mai davvero in gioco ma nello stesso tempo si spogliano di tutto ciò che gli hanno rovesciato addosso dalla nascita, con cui lo hanno vestito e travestito.

    Io la penso cosi.

    Rispondi
  3. Andre

     /  ottobre 11, 2014

    Ciao Cri! Colpisci sempre nel segno, come sempre……
    Più frequento locali vari e più ti do ragione sull’invasione della tecnologia. Di certo gli inventori non volevano sviluppare hardware che ci permettessero di broccolare, ma hanno inventato qualcosa che per loro doveva avere un altro uso (vedi i risultati del lavoro di grandi menti, a oartire da Nobel per esempio….).
    Non è certo colpa del Jobs o Zuck di turno, ma solo della stupidità umana. Tu mi sai dire come eravo vestite le persone che erano di fianco a te in un locale qualche sera fa?? Di sicuro sì!! Beh io vedo persone che escono di casa e passano la serata col naso su Fb, a caricare foto su Instagram, a rifare 8 volte un selfie perchè non vengono tutte bene le facce delle donne presenti, senza nemmeno rendersi conto di quello che succede loro attorno.
    Ora non si parla più, ci si scambia il nome del profilo e poi la tecnologia ci tiene in contatto. Ottimo direi, questione di gusti, solo che si crea il problema di non saper più gestire quello sguardo misterioso che ti risveglia il cuore, quella sensazione di allegria quando ti presentano uno sconosciuto/a e ti fermi a parlare e ridere per ogni cretinata che si dice…..
    Questo fa la tecnologia per me, benda gli occhi.
    Poi ti accorgi che anche dal vivo ci sono quelli che cercano il sesso facile o rapporti senza secondi fini ed è a quel punto che con disprezzo commenti:”ma se ti devi rimediare una tromb.., stai a casa e vai su Tinder…”
    Alla prossima!!!!
    Andre

    Rispondi
  4. vorrei essere per una volta concreto.
    questa storia dei rapporti virtuali è un fenomeno bipartizan
    dalle donnine sposate a quelle fidanzate che cercano coccole… ma sai quante…
    per lavoro ho avuto accesso alla rete fin dal 2000, all’inizio i rapporti erano piu genuini, poi tutto è cambiato…
    si scrivessi io le robe che mi sono arrivate in 14 anni dalle donne, si smaterializzebbere questa figura sempre vittima del porcone di turno

    Rispondi
    • Hai ragione ! Nulla da dire. Io parlo degli uomini perché do il mio punto di vista diretto ma so bene che ci sono anche molte donne così 😉

      Rispondi
  5. Nessun dogma scrive
    vorrei essere per una volta concreto.
    questa storia dei rapporti virtuali è un fenomeno bipartizan
    dalle donnine sposate a quelle fidanzate che cercano coccole… ma sai quante…
    per lavoro ho avuto accesso alla rete fin dal 2000, all’inizio i rapporti erano piu genuini, poi tutto è cambiato…
    si scrivessi io le robe che mi sono arrivate in 14 anni dalle donne, si smaterializzebbere questa figura sempre vittima del porcone di turno

    Rispondi
  6. Marco

     /  ottobre 13, 2014

    Ciao Cristina

    Faccio sempre molta attenzione ad incensare cosi tanto Steve Jobs…
    Senza dubbio bravo e lungimirante, un vero grande è vero, ma…ha avuto un culo di proporzioni ciclopiche.
    Dal suo pulpito possono pertanto uscire perle di saggezza di qualsiasi natura che, quando non saranno libri o film, verranno prese per oro colato.
    Di Sir Paul Mc Cartney di iniziare nuovamente la carriera da zero e ritornare nuovamente più che grande, semplicemente “planetare” cosi come è diventato insieme ai suoi tre grandi soci e compagni d’avventura.
    Arrossirebbe…perchè sa bene che sono a migliaia nel mondo a cantare e suonanare meglio di loro, ma a loro e solo a loro è toccato diventare The Beatles.
    Sugli smart phone non aggiungo nulla.
    E’ tecnologia e senza dubbio servono, ma è sotto gli occhi di tutti quanto vengano in buona parte utilizzati solo a livello ludico, spesso cretino e comunque molto poco intelligente.
    La maggior parte della gente li usa per pubblicare foto e situazioni idiote su quella vetrina altrettanto idiota di Facebook dove guarda caso è difficile trovare le persone vere, quelle che non hanno bisogno di una vetrina stracolma di fiction per abbellirsi in qualche modo e al contempo sbattere in faccia al prossimo, tutti i sorridentissimi giorni della propria esistenza.
    Lasciamo infine vivere gli “sposati annoiati” e le single accanite “collezioniste” del meglio di loro senza criticarli o crocefiggerli tutti insieme.
    Del resto affari loro no?
    Non dimentichiamo che entrambe le categorie fanno parte del medesimo ecosistema; sono esistite in passato, ci sono e ve ne saranno a seguire.
    Domanda e offerta…
    Come per fortuna vi saranno sempre anche le persone perbene, serie e cristalline cosi come quelle disposte a vivere solo una facciata della propria vita o di una relazione.
    La parte più facile, quella più frivola, quella con il bicchiere in mano …quella che in fondo non impegna niente, ma proprio niente (a parte qualche paginetta di Facebook) e che oggi c’è e domani chissà…
    La tecnologia è un po’ come il cervello.
    E’ roba che andrebbe usata in maniera appropriata.

    Un abbraccio forte, Marco ;-))

    Rispondi
  7. E74mi

     /  ottobre 14, 2014

    Tecnologie per l’Amore

    Prima un contatto comune. Poi fb. Poi watshapp.
    Ci conosciamo così. Sui social. E in un crescendo continuo ci avviciniamo. Lei accetta il mio invito a…. e saranno sei giorni di attesa. Inizialmente mi pare anomalo. Poi però nel nostro dialogare tra fb e watshapp c’è intesa, complicità. Il nostro, prima dell’incontro, è gioco, è stimolo, è frizzante aspettativa. Ci scriviamo sempre più spesso. Aspetto con ansia risposte, commenti o notizie. Di qua o di là non m’importa. Sei giorni e il nostro dialogo s’intreccia. Si appassiona e cresce il desiderio di realtà. Quelle che scrivo sono parole vere. Quelle che scrive sono parole vere. Vero che si lascerebbe cadere tra le mie braccia. Vero che è nei miei pensieri con e senza il sonno. Vero il piacere che entrambi proviamo nello scrivere l’uno all’altra. Insieme abbiamo gli stimoli, comuni gli interessi, combaciano le passioni. E lei mi scrive ancora. E io le scrivo di nuovo. E insieme vorremmo fare, vorremmo andare e vorremmo vedere, promettendoci di farlo… Così di giorno in giorno per uno, due, tre quattro, poi il quinto giorno e il sesto.
    Il sesto ero in piedi che l’aspettavo davanti a…
    Un watshapp: “Tre minuti e sono lì”.
    Poi, la vedo. Che viene verso di me. Reale. Ci guardiamo per la prima volta. E non dimenticherò mai quel momento. Lei era davanti a me. Per me. Per le mie parole e le sue. Avrebbe voluto le mie braccia e il mio sguardo, qualsiasi esso fosse stato, basta che fosse sincero. Ma non c’è stato. E la realtà ci spezza e ci divide. Non è più come prima. Non è come con fb, o con watshapp. Non è così facile.

    E lei è lì, che mi guarda, che mi vede, che mi parla. La posso sfiorare. Ma non siamo più vicini, come quando eravamo lontani.

    E74mi

    Rispondi
  8. Io ho “conosciuto” diverse ragazze che si erano innamorate di me ah ah ah

    Rispondi
  9. nessun dogma
    visto che siamo tra intimi ah ah ah
    io ho “conosciuto” diverse ragazze che si erano innamorate di me anni fa…
    ma alla fine decisi di mettere una distanza siderale tra me e gli altri protagonisti di questo mondo virtuale.

    Rispondi
  10. miky

     /  febbraio 7, 2016

    ‘torno a preferire gli incontri face to face e casuali, dove uno sguardo, un timbro di voce e una mano sfiorata possano ancora emozionarci.’…purtroppo sembrano cose impossibili al giorno d’oggi…

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: