Fighetto milanese: come riconoscerlo ed evitarlo

Chi vive a Milano avrà sorriso leggendo il titolo. Agli altri, cercherò di spiegare in breve, questa tipologia assurda di “uomo” che ha ormai invaso la città, mandando in crisi l’intero sistema di accoppiamento cittadino.
Perché la cosa grave, è che non bisogna essere per forza milanesi per cadere in questa categoria, anzi… Chi arriva a Milano e inzia a fare un certo tipo di vita, diventa inevitabilmente la categoria più a rischio, perchè non è abituato nè preparato. Solo in pochi ne escono indenni, uno su mille ce la fa!
Per lo piu’ sono ragazzi giovani che vengono da fuori, abituati a vivere in piccoli paesi dove l’opportunità piu’ grande che hanno è essere presi al negozietto accanto a casa e fidanzarsi con la figlia dell’amica della mamma (senza offesa)
Arrivano a Milano, la città della moda, delle feste, delle ragazze che girano strizzate nei loro vestitini e che indossano decoltè con tacco 12 anche per andare a far la spesa, rigorosamente senza calze, anche quando fuori c’è la neve.
All’inzio si sentono confusi, intimiditi, disorientati, e mantengono i sani valori di casa. Poi capiscono di essere cibo goloso per animali affamati (la maggior parte delle donne), che si fanno la guerra pur di affondarci gli artigli e prenderne possesso.
Allora iniziano ad alzare la testa e guardarsi allo specchio e scoprono di essere carini. Solo che nessuno glielo aveva mai detto al paesello. Scoprono che al posto della ragazzetta ciccia e brufoli, figlia dell’amica della mamma, possono avere una finta velina appariscente con cui fare un selfie per cui, gli amici del paesetto, lo invidieranno a vita. E allora i social network diventano la loro quotidianità e i tag la loro droga.
Poi cambiano il look. Il primo step è quello di fare il risvoltino ai pantaloni, che diventano sempre più corti e le magliette sempre più scollate per lasciar intravedere il petto, rigorosamente depilato. Iniziano ad andare dall’estetista, dove vanno a sistemarsi le sopracciglia e a farsi svariate pulizie del viso. Le camicie non hanno mai piu’ di 2 o 3 bottoni allacciati dal fondo. Praticamente le usano come blazer semi aperto.
Il loro corpo si anima di collane e bracciali. A volte credo che i bicipiti se li facciano sollevando tutto il giorno il peso della bigiotteria che indossano.
Non perdono occasione per guardarsi allo specchio, sistemarsi i capelli e riempirseli di gel o schifezze simili.
Devono presenziare ad ogni evento, la settimana della moda e il salone del mobile sono il loro cavallo di battaglia e non vedo l’ora di vedere cosa faranno per l’Expo.
Non hanno tempo di leggere, quindi ignorano (tutto).
In coppia sono il sesso debole: permalosi, nervosetti, si fanno corteggiare e vogliono che la donna prenda sempre l’iniziativa. Sono bravissimi a guardarti per attirare la tua attenzione, ma non faranno mai la prima mossa perché, prima di farla, dovranno avere la certezza di un risultato sicuro. Non sono in grado di scegliere neanche il ristorante dove portarti a cena; per loro esistono solo i sushi, perché qualcuno tempo fa gli ha detto che andava di moda e si sono dimenticati che vivono in Italia, il paese con la cucina e i ristoranti piu’ buoni al mondo. Non prendono mai la metro e vanno in giro tendenzialmente in motorino per non avere lo sbattimento del parcheggio.
Non possono cenare se prima non fanno l’aperitivo e ti considerano sfigato se bevi un cocktail analcolico. Sono taccagni e faticano a offrire, cercano sempre di scroccare ovunque. Sembra che conoscano tutti, ma di fatto non ricordano i nomi di nessuno. Quando ti scrivono i whatsapp ti mandano solo faccine rendendo il testo incompresibile e irritante.
Ed è cosi che, settimana dopo settimana, anno dopo anno, dei bravissimi e genuini uomini di provincia si trasformano in femminucce da città, divorati dalla superficialità della vita milanese. (città che offre ben altro a chi la vuole conoscere bene e in profondità).
E noi, uno dopo l’altro, li vediamo cadere tutti.
Ora capite perché ci sono tante single in giro?

(Immagine presa da internet)

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5 commenti

  1. Leonardo

     /  maggio 10, 2015

    Cara donna milanese, quello che ho scoperto io, ragazzo del paesello ( del sud ) arrivato a Milano è ben diverso da quello che scrivi. I ragazzi del sud hanno un approccio ben diverso con le Milanesi. Le invitiamo a cena e mentre il milanese fa l’aperitivo, dopo cena le troviamo nel nostro letto. E sono anche molto contente. Evidentemente leggi troppi giornaletti di gossip per non capire che il problema è proprio il Milanese di origine.. Lo immagino nel Priveè, con le fiaccole accese e bottiglie di moet che spruzza sulla gente. Non sono del paesello, perché noi siamo a Milano per lavorare e non buttiamo via i soldi. Ma a letto ci adorate. Un bacio.

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    • Leonardooooo dai non te la prendere i miei articoli dovrebbero far ridere non far inacidire. 😉
      Io adoro gli uomini del sud che ritengo molto più educati della maggior parte dei milanesi e simili. Qui parlo di una categoria che ovviamente non include tutti i ragazzi del sud che di trasferiscono qui, ma quella parte che inizia a fare un certo tipo di vita e si lascia prendere dalla superficialità. La maggior parte d i miei amici che ho qui sono del sud , quindi lungi da me disprezzarli… Anzi…
      Ora me lo mandi un sorriso ? 😊😉

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  2. luca

     /  maggio 10, 2015

    questi negli anni 80 90 non erano gli ” zarri ” ? ai tempi li riconoscevi per i pantaloni a zampa.Vorrei solo aggiungere che io per eta’ ho conosciuto i genitori di questi ragazzotti di periferia ed e’ tutta colpa dei genitori; in eta’ adoloscenziale anni 80 epoca in cui eravamo invasi da film americani i genitori hanno iniziato ad essere molto influenzati dai film e dagli attori americani,ho assistito personalmente ad assegnazioni di nomi improponibili…ed e’ qui che arriva la voglia di citta’ cosmopolita deviata e pasticciata come solo chi vive in periferia puo’ interpretare.E allora dai scateniamoci su….figlia femmina ? Donatella ??? naaaa Denise semmai,maschio ???? beh Kevin, Concetta ???? Concy,Paolo ???? Paul ovvio no?!?! Si potrebbe andare avanti ancora ma credo di aver espresso bene il concetto.Allora un saluto da Luke ciao Cris.

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  3. Eh …il difficile è trovare il milanese, ovvero chi non sia bauscia (Leonardo, poi te ne spiego il significato) o non provi a diventarlo.
    😀

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