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Ho appena passato un’estate indubbiamente movimentata, in cui sono successe cosi tante cose che mi risulta perfino difficile riassumerle in un articolo. Ma sento comunque il bisogno di scrivere, forse per poter io stessa visualizzare gli insegnamenti e le risposte che mi sono arrivate nelle ultime settimane estive.

Ho avuto  una storiella, iniziata in primavera e durata pochi mesi, di cui parlerò ben poco perché non è da questa che ho imparato, né tantomeno ricevuto niente che valga la pena di essere riportata qui, se non la solita scelta sbagliata, causata dalla frenesia che questa società ci mette nel volerci vedere tutti accoppiati e smaniosi di fare famiglia entro una certa età. E questo spesso ci porta ad accontentarci, solo perché qualcuno ha l’età giusta, è single e sembra avere una vita apparentemente simile alla nostra. E magari quando la storia finisce ti incazzi pure, ma non tanto perché eri innamorata o perché pensi di aver perso una persona di particolare valore, ma perché ogni rottura ti sembra sempre un fallimento e perché a volte siamo cosi desiderose di vivere la vita di coppia, da infatuarci di chiunque sembra potercela offrire. Perché parliamoci chiaro, in città come Milano una persona che abbia voglia di condividere il suo tempo libero con te è una rarità tale che spesso neanche vediamo chi ce lo sta proponendo e ci buttiamo a capofitto senza neanche riflettere. Una sorta di abbaglio momentaneo, con i suoi inevitabili effetti collaterali.

Poi la storia finisce e sul momento ti sembra anche di soffrire. Ma, se come me, hai la fortuna che ti capiti prima delle vacanze, che ti consentono di staccare completamente ed allontanarti abbastanza da ritrovare lucidità, allora capisci in fretta quanto fosse sbagliato quello che stavi facendo e quanto assurdo fosse stare con qualcuno cosi lontano da ciò che tu desideri avere accanto a te per la vita.

E allora succede che cerchi risposte e vai dall’altra parte del mondo sperando di trovarle nelle persone che incontri, nei vicini di posto in aereo, nelle chiacchiere con la gente locale, o in qualche sciamano da cui ti fai leggere la mano.

Ma come spesso accade nella vita, le cose accadono quando meno te lo aspetti.

Magari camminando per strada in un posto dove vai fin da bambina, in cui sei solita andare a riposare e leggere i tuoi libri lontana da tutti, per isolarti dal mondo e recuperare energie.

Ed è li che la risposta arriva chiara, potente, indiscutibile. Arriva sotto forma di un libro, arriva sotto forma di musica, arriva sotto forma di una persona che porta un messaggio.

E tutto ritrova un senso, e di colpo mi ricordo chi ero, cosa volevo, cosa sognavo e soprattutto mi ricordo come ci si sente quando si è indiscutibilmente connessi a qualcuno.

Non importa in che ruolo, non dobbiamo per forza definire sempre i rapporti come ci impone la società. La connessione tra persone è fatta di infinite sfumature che passano dalla stretta di mano all’amore assoluto e in mezzo c’è un mondo che deve essere vissuto cosi come viene e non necessariamente definito.

Essere connessi a qualcuno veramente, che è quello che tutti noi dovremmo cercare sia  nelle persone che ci circondano sia nelle nostre relazioni, significa percepire una persona camminando per strada in mezzo alla folla; significa sentire la sua presenza e avvertire un campo magnetico che ci porta ad avvicinarci a lui senza capirne realmente il motivo. Significa entrare nel suo spazio perché non puoi farne a meno,  significa perdersi nei suoi occhi e nella melodia delle sue parole. Significa sentire un brivido solo perché ti siede accanto, significa sentire il richiamo del suo sguardo anche quando non lo potete vedere. Significa avere la certezza che quella che ci sembra una coincidenza è in realtà qualcosa che sta accadendo perché stiamo facendo la cosa giusta.

Essere connessi alle persone è un evento tanto raro quanto meraviglioso. Ci si completa, ci si sente una cosa sola ed è una cosa che accade ancor prima che vi stringiate la mano per presentarvi.

Non importa dove questa persona possa vivere o quale ruolo nella tua vita possa avere, è possibile anche che non la rivedrete mai piu’. Ma sarete sempre connessi, in quel modo in cui nessuno smartphone al mondo, nessun whatsapp o mezzo di comunicazione esistente potrà mai fare. E’ questione di energie, è questione di magia è questione di qualcosa che non si può spiegare.

E di colpo cambiano le cose, inizi a vedere, non a guardare, ma a vedere veramente, come se ti avessero tolto quei filtri imposti da tutto ciò che gli altri ti hanno sempre detto di fare o di pensare.

Come se di colpo avessi nuovi occhi che ti permettono di  vedere oltre quello che le persone ti vogliono mostrare, come se avessi sviluppato nuovi sensi per poterle percepire e sentire. Nel bene e nel male. E capisci che la risposta è qui, in una nuova visione di tutto dalla quale ripartire e ricominciare.

Perché alla fine abbiamo tutti accesso ad una lettura lucida della vita e se vogliamo, perché no, anche a un po’di magia. Bisogna solo avere il coraggio di andare oltre, di seguire l’istinto, di osservare ciò che ci accade intorno e di tracciare il nostro percorso nelle strade non battute. Di non seguire la massa, di non aver paura delle critiche e di non ricercare stimoli nel consenso degli altri.

Che poi alla fine che ne sanno gli altri più di noi?

“La magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa” (Goethe)

Mai calpestare un sogno

Quando finisce una storia c’è sempre chi chiude facilmente la porta e chi invece ci resta male. E, indifferenza da una parte e dolore dall’altra, creano i presupposti per gli errori che non si dovrebbero mai fare.

Perchè solitamente, chi soffre, è portato a convincersi che, se si fosse comportato diversamente, le cose non sarebbero finite e si tormenta ripercorrendo ogni singolo momento, convincendosi che, potendo tornare indietro nel tempo, avrebbe potuto cambiare tutto, evitando di far succedere ciò che è successo.

Ma no, cari lettori,  sarebbe accaduto comunque. Sarebbe accaduto anche se vi foste esposti meno, se gli aveste scritto di meno, se foste stati meno disponibili. Magari sarebbe accaduto qualche settimana dopo, ma vi assicuro che sarebbe accaduto. Perchè se le cose devono andare vanno, se gli equilibri ci sono reggono, se si ha la voglia di conoscersi e stare insieme si supera tutto, anche il messaggio sbagliato, anche il momento di scazzo, anche la più grande diversità. Perchè la perfezione non esiste; esiste solo qualcosa che si incastra o qualcosa che non si incastra.

No Signori, non sono questi gli errori, ma sono altri gli sbagli in cui non dobbiamo cadere. Perchè il mondo fa già schifo di suo e non lo dobbiamo sporcare anche noi, quando bastano pochi accorgimenti per evitare di far star male più del dovuto. L’amore può finire, la passione anche, l’attrazione pure. Quando accade è dovere di chi vuole chiudere, cercare di farlo nel modo più delicato possibile, perchè voi non potete sapere il sogno che state rompendo. Non era il vostro sogno, ma magari voi eravate il suo; magari lei vi vedeva come quel principe che aspettava da sempre, magari pensava che non si era mai sentita cosi felice, come quando si addormentava tra le vostre braccia, magari per lei non c’era nulla di più bello che prepararvi il primo caffè della giornata e magari non c’era nulla che la facesse sorridere di più del vostro modo di prenderla in giro sulle sue bizzarre manie. Non lo sapete. E quindi dovreste essere cauti nel dirle che quel sogno non si realizzerà più, anche se per voi era un sogno assurdo. E dovreste parlargliene guardandola negli occhi con tutta la dolcezza che neanche sapete di avere, tenendola per mano e cercando di rendere la ferita il meno profondo possibile. Perchè lei ora è fragile ed è vostra responsabilità fare in modo che non si rompa. Quindi non fatelo con un messaggio che leggerà da sola, non sparite sperando di farglielo semplicemente intuire. Perchè facendo cosi le spezzerete il cuore. E voi, lo potete evitare.

D’altra parte, chi viene lasciato, lo deve accettare e deve cercare di fare in modo di controllare il dolore, che spesso si trasforma in rabbia, che poi diventa offesa. E bisogna stare attenti a dire brutte parole che neanche pensiamo, perchè sono come un boomerang e alla fine fanno più male a noi, che alla persona a cui le volevamo indirizzare.

Basta davvero poco per evitare inutili ferite, sia da una parte che dall’altra. Perchè non ha senso nulla di ciò che facciamo per gli altri, se poi non riusciamo a proteggere chi abbiamo vicino. E perchè laddove si ha fallito come coppia, potrebbe funzionare in amicizia. Non ci imbattiamo mai in qualcuno per caso e la definizione di ogni rapporto può essere infinita. Per questo è bene non ferire mai nessuno e fare in modo che tutto resti il più possibile sereno, per poter vedere dove ci può portare.

Ricordo uno spot, tempo fa, con una bellissima frase: “la potenza è nulla, senza controllo”. E allo stesso modo dico che la forza è nulla senza cuore.

La storia insegna che dietro ad ogni grande uomo c’è stata una grande donna. Ciò significa che anche l’uomo più potente ha bisogno di cuore. E’ l’unico ingrediente che non dovrebbe mai mancare. E’ l’unico segreto per un mondo migliore. Qualsiasi sogno abbiate, se volete realizzarlo, non dimenticatevi mai di avere cuore. Perché ogni sogno merita di non essere mai calpestato.

(foto presa da Internet)

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In sintesi, il mio 2016

Quest’anno è stato l’anno più strano della mia vita. Il 20 Febbraio 2016 è cambiato tutto…e sono cambiata io.

Ho capito cosa vuol dire, avere qualcuno su cui poter davvero contare.

Ho capito cos’è l’umanità.

Ho capito che il momento in cui diamo qualcosa per scontato, è il momento in cui la perdiamo.

Ho imparato a stare con tutti, ma ho accettato che non si può piacere a tutti.

Ho imparato che sappiamo quand’e la prima volta di qualcosa, ma che non ci è dato sapere quando è l’ultima e per questo ce la dovremmo sempre godere.

Ho imparato che sorridi per i difetti degli altri, quando ti sei affezionato davvero.

Ho imparato che non si può controllare tutto e che bisogna lasciare spazio all’imprevisto.

Ho imparato che i rapporti che ti danno di più, sono quelli che non possono essere definiti.

Ho imparato che tutto, ma proprio tutto, può accadere e che siamo solo noi a poter dare alla vita il permesso.

Ho imparato a non lasciare agli altri, decisioni che competono a me.

Ho imparato a non dare consigli, se non mi vengono richiesti.

Ho imparato che non è solo “chi”, ma è anche “quando”.

Ho imparato che l’età, è davvero solo un numero.

Ho imparato che le persone diverse da noi, sono quelle che ci arricchiscono di più.

Ho accettato che il bene e il male, ci sono ovunque e in chiunque .

Ho imparato che la tua felicità può suscitare spiacevoli invidie.

Ho imparato a non giudicare, perché non puoi entrare nella testa delle persone.

Ho conosciuto gli occhi più belli e più dolci, che non potrò mai più scordare.

Ho riscoperto l’emozione di una carezza alla mano, che mi ha fatto di nuovo battere il cuore.

Ho imparato che la pazienza, è la qualità più grande che si possa avere.

Ho imparato che aiutare gli altri è l’unica cosa che valga davvero la pena di fare.

Sono finalmente arrivata a pochi giorni dal Natale senza alberi, senza lucine e senza aver comprato un regalo.

Ho imparato che non tutto si può aggiustare, che ci sono cose che non funzionano e dobbiamo accettare di lasciarle andare.

E pur non amando questo periodo dell’anno, un augurio ve lo voglio fare…

Vi auguro di avere accanto persone con cui vi potete permettere di sbagliare, persone che anche se sono arrabbiate non smettano mai di volervi vedere, persone che abbiano voglia di esservi accanto anche quando non siete al massimo del vostro morale, persone che vi sorprendano più di quanto vi deludano e persone che quando hai bisogno, senza chiederti nulla, si facciano trovare accanto a voi. E persone che abbiano voglia di ridere, di ballare e di cantare, persone che vi dicano “prepara la valigia, che voglio partire”, persone che riescano a superare sempre le vostre aspettative.

E poi vi auguro di trovare l’amore e quando lo troverete, vi auguro che avrete la forza di non lasciarlo andare. Perchè potrà sembrarvi banale, ma è davvero l’unica cosa che ci può salvare. (la rima non era prevista)

Buone feste!

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L’uomo e la razionalità

Non esiste al mondo alcuna esperienza in grado di prepararvi quando avete a che fare con una persona profondamente razionale.

Non potete fare leva su niente, non esiste meccanismo scontato, non ci sono schemi prevedibili nè alcun tipo di strategia vincente. E’ una sfida continua e disarmante, che metterà a dura prova la vostra pazienza, ma che vi permetterà anche di rendervi conto, presto, di caratteristiche di voi stesse che non avevate mai esplorato prima.

Non sono gelosi, non perdono mai il controllo e si sono attrezzati per essere abbastanza autosufficienti da non dover mai chiedere aiuto a nessuno. Stanno benissimo con voi, ma se un domani doveste sparire, troverebbero subito una motivazione razionale per trasferirvi subito nel file di archivio come documento non più richiesto. Hanno nutrito il loro orgoglio come fosse il loro bambino e per questo, non avrete mai un momento in cui lo vedrete riconoscere qualcosa in cui non credono, nemmeno se gli si manifesta davanti. Sono tendenzialmente persone in carriera, colte, intelligenti, esperte. Non si fanno mai trovare impreparate e non vedrete mai nei loro volti trasparire un’emozione. Dedicano poco tempo a tutto ciò che potrebbe essere una distrazione alla loro ascesa professionale e difficilmente, neanche se gli piacete tanto, ammetteranno che l’amore possa in alcun modo essere un’opzione considerabile nella loro vita. Quantomeno, non nella sua versione romantica. Non amano condividere, la sola parola li fa rabbrividire e si sono creati un modus operandi tale per cui hanno l’arroganza di pensare che tu sia fortunata anche solo per essere stata presa in considerazione e perchè, quel briciolo di disponibilità che hanno deciso di concedersi nella loro vita, lo stanno dedicando proprio a te.

In effetti a un primo impatto sono molto irritanti. E ci sono davvero volte in cui ti domandi cosa ancora ti spinga a sopportare tale supponenza.

Ma non siate precipitose, potrebbe non essere tutto cosi sbagliato.

Innanzitutto, il fatto che facciano e dicano tutto l’opposto di quello che vorreste sentirvi dire potrebbe essere vista come una cosa costruttiva per imparare a comportarci in situazioni a noi nuove e sconosciute. Mi spiego meglio…

Siamo cresciuti in un’epoca in cui, tramite google o un social network, tutti possono conoscere tutto e sembrare o recitare la parte di chi vogliono. Ci hanno rovinate con la retorica dell’uomo monogamo, dolce, sensibile e passionale, mettendoci nelle condizioni di rimanere deluse e frustrate per la maggior parte delle esperienze fatte. e abbiamo abbondantemente e personalmente sperimentato che gli innamoramenti “precoci” sono amorevoli fuochi di paglia che si spengono alla prima folata di vento invernale.

Ora, alla luce di ciò, potrebbe non essere poi cosi male una persona riflessiva, nonchè priva di incontinenza verbale e sentimentale alimentata da Internet. Qualcuno che pensa, che vi studia e che lascia crescere lentamente l’eventuale convinzione di volervi frequentare.

Ma attenzione…

Non c’è nulla di male ad assecondare tempi diversi dai nostri, purchè la direzione presa sia la stessa e purchè le strade non restino due binari paralleli destinati a non incontrarsi mai.

La comprensione va data nel momento in cui è reciproca, la disponibilità quando è condivisa. Altrimenti sarà come posticipare una fine che, in realtà, vedete già scritta. Perchè la voglia di vedersi non deve comunque mancare, la voglia di condividere nemmeno e soprattutto, per quanto diverso da voi, non dovete mai essere messe nelle condizioni di aver timore di manifestare spontaneamente ciò che volete.

Perchè ricordatevi che l’uomo adotta l’opinione che voi avete di voi stesse.

Quindi non abbiate paura di pretendere ciò che sapete di meritare.

Comprensive si, fesse no.

E come diceva Pascal: “L’ultimo passo della ragione, è il riconoscere che ci sono un’infinità di cose che la sorpassano”

razionalita

La gelosia

Ieri sera stavo chattando con una persona a cui tengo molto e ci siamo ritrovati a parlare di gelosia, ponendoci la più classica delle domande: “tu sei una persona gelosa?”

Ed è una domanda in effetti formulata male, perché non si tratta di una caratteristica caratteriale che abbiamo dalla nascita, non è come essere dolci, pigri, simpatici o malmostosi. La gelosia  si forma e si trasforma e dipende dalla situazione che ci troviamo davanti e dalla persona che ci troviamo davanti. Di solito, inversamente proporzionale alla complicità che abbiamo saputo costruire e alla tranquillità che siamo riusciti a trasmettere e a trovare.

Tornando alla conversazione di ieri, la risposta ricevuta alla mia forse banale domanda, è stata esattamente, in ogni punto e in ogni virgola, quella che avrei dato io e che mi permetto di citare in fonte anonima, esattamente cosi come mi è stata scritta:

“Io penso che se tu tieni a una persona veramente, un po’ geloso lo devi essere (l’eccesso è sbagliato), perché vuol dire anche che tieni a lei e che te ne curi”. E aggiunge “E’ impossibile non essere neanche un po’ geloso, vuol dire che non te ne frega un cazzo” (perdonate il francesismo).

Ecco, finalmente, dopo quasi un anno, con questo spunto, mi è tornata la voglia di scrivere. Forse perché parlare con persone stimolanti in una società emotivamente stitica aiuta, o forse perché sono in un periodo sereno in cui riesco a dedicarmi alle mie passioni. Fatto sta, che ieri sera ho deciso di ricominciare a scrivere, proprio parlando di un argomento che mi sta molto a cuore e che, forse in questo blog, non avevo mai affrontato con l’attenzione che meriterebbe.

La gelosia è umana ed è parte innata dell’amore. Come ha scritto il mio saggio amico, non c’è amore senza un pizzico di gelosia. Certamente sana, misurata, dolcemente ironica; ma in qualche modo, espressa o non espressa nel modo che più ritenete opportuno, presente. Perché se non succede e se non la sentite, siete semplicemente persone non interessate. Anche se, detto tra noi, io sono convinta che, la maggior parte delle persone che dichiarano di non essere gelose, lo dicano più che altro per esorcizzare qualcosa che in realtà li spaventa molto.

Certo mi rendo conto che, ad una visione superficiale e poco approfondita, potrebbe sembrare che le donne risultino essere più gelose e possessive degli uomini.

Ma sbagliate ad interpretare. Le donne non sono più gelose, le donne semplicemente sono più protettive.

Perché viviamo in una società piena di tentazioni, senza regole né pudori che possano in alcun modo frenare eventuali impavidi corteggiatori o corteggiatrici e, noi, purtroppo, ce ne rendiamo conto meglio, di quanto se ne rendano conto i nostri colleghi maschietti.

Lasciare troppa “libertà” alla persona che avete accanto e, viceversa, se lui ne lascia troppa a voi,  è come tuffarsi in un mare pieno di tutti questi costanti e infiniti tentativi di seduzione senza un salvagente. E per quanto forti possiate essere e per quanto innamorati o presi possiate essere, ci sarà un giorno in cui sarete stanchi, distratti, ubriachi o semplicemente vulnerabili, in cui, se lasciati in balia di voi stessi, cederete. Perché funziona cosi, non siamo macchine e possiamo sbagliare.

Ed è li e proprio lì che la gelosia vi protegge perché, ovviamente parlando di una situazione di coppia in serenità e amore, non è limitante, ma protettiva.

E lo so che tanti stanno già scalpitando per scrivermi che tanto, se qualcuno vuole tradire, lo fa a prescindere. Ed avete pienamente ragione. In questo caso, però, è seriale e non potete farci nulla. Io qui sto parlando di errori, di sbagli considerati tali, non di chi persevera, cosciente e consapevole di volerlo fare.

Evitiamo anche inutili moralismi. Perché ci sono una miriade di variabili “algoritmiche” che possono intervenire quando si commette qualche errore e, pur considerandola una cosa sbagliata e difficilmente perdonabile, posso capire che, qualche volta e se lasciati troppo soli, si possa scivolare. E voi, cari lettori, dovete cercare di fare in modo che questo non accada.

Perché credo che siano solo delle grandi cazzate tutte quelle teorie moderne sulla libertà, alimentate da quelle frasette da Smemoranda come “ se ami qualcuno lascialo libero” ecc ecc. Certo si, se torna poi è tuo per sempre, però magari nel frattempo si è scopato anche la bidella della scuola di tuo figlio e state certi che, superata la barriera dei sensi di colpa, continuerà a farlo.

No…non lasciate troppi spazi, metteteli dei limiti, perché in quegli spazi si può insidiare il mondo. E questo “mondo”, non avrà rispetto di ciò che avrete costruito e non si fermerà a pensare a quello che sta distruggendo. Perché sono proprio questi buchi troppo grandi e distratti, che ci hanno portato alla società in cui viviamo e a tutto ciò di cui alla fine, in fondo, ci lamentiamo sempre. Quindi non abbiate paura di parlare, non abbiate paura di dire le cose perché dobbiamo ricominciare a comunicare e a recuperare le cose sane. Questo non vuol dire che poi non lo farà, nessuno ha tale potere, ma quantomeno voi,  avrete fatto il possibile per evitarlo. E la cosa che più potete sperare, per sentirvi a vostra volta protette, è che questi limiti, ve li metta anche lui. Perché questo mondo non è sano e non sempre lo sappiamo affrontare da soli.

Provate a cambiare prospettiva, provate a vederla cosi. Pensate a quante cose l’istinto vi porterebbe a fare e che, non fate, perché sapete che ferirebbero la persona che amate. Ecco è tutto qui, è gelosia, è protezione, è amore.

Lasciarli liberi di essere se stessi si, fidarsi anche, non ossessionarsi pure.

Ma metteteli quei confini dell’amore. Perché dentro a quel quadro che insieme avete dipinto, ci si deve sentire bene. E se la cornice non vi piace e la sentite stretta e se l’impulso che avete è quello di voler uscire a verniciare tutti i muri della città, con colorati e sconfinati Murales…nulla di male, per carità…ma forse non siete esattamente nel posto in cui dovreste essere.

E quella non è una questione di gelosia, è solo una questione d’amore.

gelosia

Persone giuste, persone sbagliate

Non esistono persone giuste o sbagliate e nemmeno momenti giusti o momenti sbagliati.

Esistono solo persone che si innamorano e persone che non si innamorano.

Mi chiedete tanti consigli in merito, spesso mi dite che non siete sicuri che la persona che frequentate sia quella giusta, magari perché completamente diversa da ciò che vi siete sempre immaginati al vostro fianco o peggio ancora, da ciò che gli altri si immaginano accanto a voi. Oppure mi chiedete se conviene uscire o meno con un uomo che si è da poco sfidanzato, magari dopo una convivenza molto lunga o, altre volte, avete troppi corteggiatori e avete paura di fare la scelta sbagliata. E così via, i mille quesiti dell’amore…

Ma la mia risposta resta sempre la stessa  per tutti ed è ciò che profondamente penso: uscite con chi vi pare, seguite il cuore, abbandonate completamente gli schemi, smettete di decodificare e iniziate a vivere. E  ve lo dice una che, per colpa di questi stupidi schemi, ha fatto allontanare tantissime persone.

Se incontrate una persona che è destinata a diventare il vostro grande amore, lo sarà anche se si è sfidanzata un minuto prima, se vive dall’altra parte del mondo o se fa una vita completamente diversa alla vostra. Non esisteranno tempi o scuse, vi innamorerete e basta. Quindi, precludervi una storia solo per dei preconcetti, credo sia profondamente sbagliato. Vivetela e basta, perché se è amore, il passato non condizionerà il presente e ve ne accorgerete giorno dopo giorno.

D’altro canto, fissarsi con chi palesemente non vi vuole, è certamente una perdita di tempo inutile.

Come lo capite, mi chiederete; beh, nel profondo del vostro cuore lo sapete in realtà. Solo che qualcosa vi porta a cercare delle scuse per non allontanarvi da lui, magari per un isolato momento magico trascorso insieme che, nei deliri romantici, soprattutto femminili, porta a sperare che quell’unico momento, possa in qualche modo miracolosamente tornare. Ecco, in questo caso, dovreste lasciar perdere, non accadrà. Perché l’amore è un insieme di momenti magici che, di certo, non si limiteranno ad un solo episodio.

Di recente, grazie a una persona a cui voglio un bene infinito, ho imparato una cosa nuova che, secondo me, aiuta molto ad avvicinarsi alla felicità: ovvero a lasciar accadere le cose senza corrergli incontro, senza annientarle sul nascere, senza soffocarle. Quante volte mandiamo all’aria delle situazioni perché chissà chi, ha scritto non si sa bene dove, che sono situazioni sbagliate. Ma poi sbagliate per chi?

Abbiamo tutti la tendenza a ragionare con i nostri preconcetti mentali e con le nostre tempistiche e, spesso, trascuriamo di considerare quelle di chi ci sta accanto.

Quindi di “regola” o accade quello che ci aspettiamo o chiudiamo la porta e ce ne andiamo.

Ma avete mai pensato che questa persona, potrebbe avere un vissuto alle spalle che magari è diverso dal nostro? Magari i sentimenti ci sono, ma non c’è ancora la consapevolezza di averli e, chiudendogli  la porta in faccia, togliamo anche a noi stesse, la possibilità che si possano sviluppare. Una sorta di “sentimento castrato” insomma.

E questo, purtroppo, verso i 40 anni è sempre più frequente perché, le donne in particolare, si sentono sfiorire e accusano la minaccia dell’implacabile orologio biologico.

E cominciano a diventare ansiose e a fare un sacco di danni.

I miei genitori mi dicono sempre “la fretta è una cattiva consigliera”. E quanto hanno ragione.

Io credo che come sempre non ci siano regole e che le regole siano la tomba  dell’amore e delle emozioni. Ogni storia è diversa, le persone sono tutte diverse e, ancor di più, ogni unione tra le persone è unica e diversa.  

Può capitare che vi innamoriate in un giorno, per quanto non ci crediate o per quanto lo neghiate agli altri e a voi stessi vi garantisco che può accadere.

Poi potete non dirlo, non ammetterlo, fingervi freddi e distaccati. Ma  può accadere. Non c’è una regola, può accadere subito, o dopo  un mese o dopo un anno, o dopo che lo avete allontanato, ogni storia è una storia nuova e certamente diversa da qualsiasi altra storia.

E non c’è “ex” che tenga, non c’è momento giusto, non c’è persona sbagliata, non c’è schema assurdo che possa decodificare nulla, è tutto solo questione di amore.

Perché non è vero che non ci colpisce più, Cupido è attivo e operativo e scaglia le sue frecce in continuazione. L’amore c’è, le emozioni ci sono, e vi assicuro che sono belle forti, siamo noi che spesso le soffochiamo.

Come evitarlo?

Basta smettere di pretendere e iniziare a dare

Basta smettere di aggredire e iniziare ad accettare.

Basta fare ciò che sentiamo, senza aspettarci nulla in cambio

Basta iniziare a mettere la sua felicità prima della tua

Certe persone sono predestinate. Per quanto si cerchi in ogni modo di allontanarle per i motivi più assurdi, si riavvicineranno sempre. Le potete bloccare, allontanare, evitare. Ma se sono nel vostro cuore torneranno sempre, inutile combatterle.

Le cose possono andare bene da subito, possono non andare bene mai o si può darsi il tempo di prendere le misure per cercare un percorso da fare insieme. Possono capitare mille cose diverse, lasciatele accadere.

L’unica cosa che posso dire non faccia mai parte dell’amore e che anzi, ci allontani da esso, è tutto ciò che gira intorno all’aspettativa. Quella sorta di “uomo immaginario” con quell’insieme di comportamenti che dovrebbe avere, compresi gli stupidi decaloghi che posso aver scritto in passato in questo Blog. Tutto ciò che immaginiamo, che vorremmo, che ci aspettiamo, ci tiene lontano da ciò che abbiamo. Il pensare di volere altro, di poter avere sempre di più (chissà poi di cosa), di volere qualcosa che piaccia agli altri più che a noi, ci impedisce di fermarci e di guardare.

Ma  è solo quando iniziamo ad osservare chi abbiamo davanti che accade. Quando ci rendiamo conto che i suoi difetti, il suo essere così lontano da quello che ci siamo sempre immaginati, che è proprio quello in realtà ciò che più ci fa battere il cuore…

E’ in quel preciso momento, che ci innamoriamo.

Perdonatemi la dovuta citazione del maestro Yoda, di cui sono una grande fan: “disimpara ciò che hai imparato”

Può sembrare un’assurdità, ma funziona…

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Rapporti a singhiozzo

I rapporti a singhiozzo sono i rapporti del nuovo millennio.
Quelli per cui ti vedi a giorni alterni, o un giorno sì e quattro no, dove le comunicazioni, nonostante la tecnologia moderna, vengono incomprensibilmente e costantemente interrotte, quelli che racchiudono tutto ciò che di più lontano ci sia dalla normalità e dall’eleganza.
La pazienza non è uno dei miei punti forti. Chi mi conosce lo sa. Sono una donna anomala, che fatica ad integrarsi in questa società fatta di “relazioni a fasi lunari” e comunicazioni continuamente sospese.
Sono single da un po’ di anni, sono indipendente, non ho bisogno di un uomo per essere in grado di pagare una bolletta o comprarmi una borsa che mi piace. Sono anche in grado di andare e vivere dall’altra parte del mondo da sola. Quindi, non ho bisogno di un uomo per riempire un vuoto o una mia incapacità.
Credo sia questo che li spaventi. Il fatto che io non abbia bisogno di loro per queste cose futili, che sono quelle, tendenzialmente, più semplici da colmare. Del resto, una donna facile, la compri con un gioiello o un paio di scarpe. A me serve altro e questo mi rende impegnativa, dando il via a “coraggiose” fughe!
Quello di cui avrei bisogno, è una cosa che pare nessuno sia più in grado di dare, ovvero la continuità. Poco importa che questa duri due settimane, due mesi due anni o per sempre. Ma, quando conosco una persona che mi piace, vorrei conoscerla e farmi conoscere,  per vedere se le cose possono funzionare o meno. Semplice, lineare, pulito. E questo non credo sia possibile farlo se ci vediamo un giorno si, poi dieci no, poi due si e sette no ecc. O meglio, se il problema sono i reciproci impegni, allora resto molto serena, io ne ho anche più di loro. Ma se il problema è l’incapacità di mantenere un contatto quotidiano, nonostante i mezzi di comunicazione moderni rendano alquanto facile inviare un messaggio anche nei momenti più impensabili, come quando vi recate alla toilette, e l’interruzione della comunicazione magari avviene dopo aver consumato una certa intimità, dentro e fuori dalle lenzuola… ecco lì, per me, abbiamo un grosso problema!
E sono stufa di sentire che sono io a non essere paziente. No signori, siete voi che non avete più la benchè minima idea di cosa sia il rispetto, ma del resto, come poter spiegare il rispetto a chi non lo conosce…
Abbiamo perso tutto, tutto quanto. La magia, il trasporto, le emozioni, l’amore.
Ora è tutto un gioco a chi riesce a sembrare più disinteressata e comprensiva. Ma non comprensiva su tematiche serie quali lavoro, impegni di famiglia ecc….comprensiva su temi assurdi, quali il dover a tutti i costi capire che si devono divertire, che devono essere liberi, che possono sparire, che non devi appesantirli, né urtare la loro serenità all’interno della loro bolla incantata, perchè altrimenti li perdi.
Ma cosa diavolo sono questi, rapporti? Come è possibile giustificare che un uomo sparisca dopo il sesso, com’è possibile accettarlo?
O meglio, certo può succedere sono mica nata ieri, il punto non è questo.
No, il punto è…come diavolo è possibile far passare questo per una cosa normale, com’è possibile che sia considerata io quella matta perché, secondo me, è una cosa inconcepibile e, quando accade, non do’ possibilità di un ulteriore appuntamento, e per questo vengo criticata!
Preferisco essere considerata matta, che diventare della stessa utilità di una bambola gonfiabile o di una prostituta che neanche si fa pagare (perché Signore, è questo che state accettando…).
Non condanno il divertimento, non voglio fare la moralista, condanno il modo in cui viene ottenuto. Se uno vuole solo divertirsi, mette le cose in chiaro subito, si pone da subito in un certo modo e, se dall’altra parte viene accettato, allora ben venga una bella e sana “trombamicizia”.
Io, personalmente, è una cosa che non riesco a fare.
Non sono capace di fare sesso fine a se stesso. Non ci riesco. Lo dichiaro pubblicamente e ufficialmente. Questo non vuol dire che io voglia sposarmi domani e presentarvi ai miei genitori dopodomani. Significa che voglio una persona che mi lasci il tempo e la possibilità di conoscerlo e farmi conoscere e che sia in grado di mantenere una piacevole continuità quotidiana, fosse anche solo di mezzo messaggio al giorno, anche solo per un pensiero. Altrimenti, non è una persona adatta a me, punto, questo non è essere rigida, è essere sensata!
Sarò matta ma tengo saldi i miei valori.
E per quanto riguarda le donne che sembrano adattarsi a questo dico…voi continuate pure ad accettare di essere contattate a giorni alterni quando gli uomini con cui uscite si ricordano che possono soddisfare i loro bisogni semplicemente facendovi una telefonata…
Contente voi…poi pero’ non scrivetemi lamentandovi…

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Paura e delirio

Nell’ultimo articolo criticavo le donne quindi ora, per par condicio, tocca ai maschietti.
Quante volte ci siamo sentite dire che facciamo “paura” agli uomini e li facciamo scappare?
Quante volte ci siamo fermate a pensare prima di inviare un messaggio per “paura” di spaventarli?
Ora, credo sia bene ridimensionarci un attimo sul concetto di “paura” in generale.
Paura di cosa esattamente? Di stare bene?
Per farvi capire meglio, vi elenco quelli che sono, tendenzialmente, i motivi per cui gli uomini si spaventano e scappano:
1) quando percepiscono che siamo interessate a loro (dovreste temere il contrario, non questo, rimbambiti!)
2) se rispondiamo ai messaggi nel momento in cui li leggiamo (senza aspettare qualche ora) e, in generale se rispondiamo, fosse anche solo per educazione (pare non si debba fare perché in un mondo di cafoni, l’educazione spaventa)
3) se scoprono che non siamo così stronze come sembrava all’inizio, fase in cui, tendenzialmente, più che stronze ci stavamo bellamente facendo i cavoli nostri, perché nemmeno sapevamo chi avevamo davanti, come è normale che sia all’inizio, quando si conosce qualcuno (mi viene da pensare che, al giorno d’oggi, Lady Tremaine batterebbe Cenerentola senza indugio )
4) se mostriamo voglia di condividere cose da fare insieme (meglio far finta di non essere interessate a nulla di ciò che fanno, anche se ci interessa, se no gli facciamo venire l’ansia)
5) se scoprono che siamo romantiche, dolci, affettuose, (pare che siano cose da non far trapelare a costo della vita)
6) quando si confrontano con la nostra indipendenza e con il nostro lavoro (questo li terrorizza davvero, perché scalfisce la loro virilità)
7) se gli facciamo capire di stare bene con loro (che orrore!)
E potrei andare avanti all’infinito.
Quindi, ricapitolando, se io incontro un uomo che mi piace, dovrei fare la sostenuta, rispondergli dopo ore o addirittura non rispondergli, non essere disponibile, non fargli capire che mi piace, dirgli di no quando mi invita, non far trasparire alcun sentimento, non fargli percepire che sto bene, non proporgli mai nulla e lasciare sempre che lo faccia lui. E, cosi, mi garantirei l’interesse eterno di chi mi piace… Della serie, ma a questo punto non potevi quel giorno fare altro e lasciarmi in pace, evitandomi tutta sta inutile fatica?
Ora, mi chiedo, ma perché allora non vi buttate nel mercato delle Escort?
Donne istruite per sedurvi, per fare ciò che vi aspettate, molto belle, non impegnative che faranno tutto cio’ che chiederete, senza pretendere nulla il giorno dopo e, state certi, che se non le pagate non le rivedrete (tendenzialmente si ricaricano a monetina come i Jukebox).
Perché Signori, se credete davvero che ci possa essere qualcosa di vero o spontaneo, anche soltanto in uno di questi comportamenti precedentemente elencati che tanto gradite, siete conciati peggio di noi che crediamo ancora nel principe azzurro sul cavallo bianco!
Quello di cui dovreste aver paura, è della vita a cui andate incontro, continuando ad allontanare queste cose. Questo si, dovrebbe terrorizzarvi!
Facendo un tuffo nei miei articoli passati, resto una grande sostenitrice del fatto che a Milano siano tutti (o quasi) gay non dichiarati. Fifoni, narcisi, troppo curati, individualisti, nevrotici e completamente ignari dei concetti di galanteria e classe.Tutti così vanitosi, egoriferiti, prime donne che si fanno rincorrere come le dame di corte, gli manca solo il corsetto!
Del resto è risaputo che, in una coppia, di primadonna ce ne può essere soltanto una e, tendenzialmente, come la stessa parola suggerisce, non dovrebbe essere l’uomo!
E vogliate ora concedermi, per favore, di togliermi un sassolino dalla scarpa facendo una piccola parentesi su whatsApp, applicazione utilizzata credo, dal 90% della popolazione (l’unica che conosco che non lo utilizza è mia nonna che ha 90 anni).
Premesso che io, di mio, non amo utilizzarlo troppo, se non per cose leggere, o per comunicazioni veloci, mi spiegate che senso ha rispondere il giorno dopo o non rispondere affatto? E’ normale utilizzare un mezzo di comunicazione per non comunicare?
Una volta whatsApp non c’era, ci si parlava o a voce o al telefono e, quando uno parlava, l’altro rispondeva. Si chiama comunicazione. (e quanto si stava meglio!)
Tutto quello che di tecnologico si sono inventati nel nuovo millennio, dovrebbe arricchire, non togliere. La chat dovrebbe servire per aggiungere emozioni con una foto, un video, uno smile, un breve messaggio vocale, non sostituire il piacere di vedersi, di fare o ricevere una telefonata, di guardarsi negli occhi.
Mi ricordo una puntata di Sex & the City dove Carrie veniva mollata da un ragazzo con un post it sul frigorifero. Oggi le persone vengono piu’ “attualmente” scaricate in whatsapp e la trovo una cosa ugualmente inconcepibile!
E mi chiedo, ma come siamo finiti cosi?
Io ho ancora vivi i ricordi di quando ricevevo le telefonate senza sapere chi fosse e, rispondevo a prescindere, perché quello era l’unico modo per comunicare. E con ancor più piacere ricordo quando le persone ti citofonavano a casa, perché magari la linea del tuo unico telefono era occupata, e attraversavano la città per venirti a trovare.
Ma soprattutto, rimpiango quando tutto funzionava in maniera piu’ lineare. Quando era bianco o nero, quando ci si piaceva o non ci si piaceva, ci si frequentava o non ci si frequentava e non esistevano queste assurde sfumature di grigio che passano dal contratto di Christian Grey alla trombamicizia o alla frequentazione a settimane alterne, creando solo grande confusione.
E io mi sento sinceramente parecchio disorientata in questo nuovo concetto di “relazione”.
Perché è vero che sono 3 anni che sono single e che ho fatto di questo un blog, ma è anche vero che in passato ho avuto le mie storie come tutti, due delle quali con convivenze annesse e, nessuna di queste, è iniziata con queste assurdità. Né tantomeno sono finite perché uno ci metteva 2 minuti a rispondere a un messaggio e l’altro 3 ore .
Cos’è accaduto che ha cambiato le cose cosi tanto, in cosi poco tempo?
Io credo che sia questo, che dovrebbe davvero spaventarci…

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Maledette aspettative!

E’ tutta questione di cambiare prospettiva. Se noi donne la smettessimo di immaginare ciò che vorremmo e ci concentrassimo di più su ciò che abbiamo davanti, le storie funzionerebbero meglio e noi saremmo molto più appagate.
E qui, Signore, dò la colpa solo e soltanto a noi. Perché gli uomini hanno tanti difetti, ma se c’è una cosa che bisogna riconoscergli, è la loro semplicità che, tendenzialmente, gli permette di mostrarsi sempre per quello che sono. (tendenzialmente)
Noi no! Noi studiamo la nostra preda, la osserviamo, stiliamo nella nostra testa una lista di caratteristiche da spuntare e, solo e soltanto se sembrano esserci tutti i requisiti richiesti procediamo, in caso contrario mettiamo una X rossa e cancelliamo.
Ma questa non è nemmeno l’ipotesi peggiore. Il peggio lo diamo quando ci sono parecchie caratteristiche che reputiamo positive, ma manca qualcosa; perché allora iniziamo a spaccare infinitamente le palle, cercando di modificare questo poveretto a nostra immagine e somiglianza, togliendoci, inevitabilmente, la possibilità di capire chi abbiamo veramente davanti. Il punto è che le persone non dovrebbero essere viste in modalità “Matrix”, decodificate in caratteristiche fisiche, caratteriali e materiali a noi più o meno congeniali. Dovremmo semplicemente vederle per quello che sono, conosciute per quello che sono, ascoltate per ciò che hanno da dirci e non per ciò che vorremmo che ci dicessero, errore che io, purtroppo, faccio molto spesso.
Milano è una città che corre e corre e corre. Nessuno si ferma mai, sempre alla ricerca di qualcosa che non si esaurisce mai, perché si riforma all’infinito. Non appena troviamo quello che vogliamo siamo già alla ricerca di altro. E questo avviene con le cose da fare e con le persone da frequentare, perché è una città che offre molto e tutti sono consapevoli di poter trovare un’alternativa sempre. E tutti diventano sostituibili.
E si resta lì, a galla certo, ma in questa superficie falsata che riflette le luci della città, nella quale ci sentiamo apparentemente felici, aggrappati a queste molteplici boe, sempre più colorate, sempre più attraenti, sempre più facili da raggiungere e che sembrano momentaneamente appagare il nostro ego e riempire la nostra vita.
Ma quella non è la realtà. La realtà la vediamo se andiamo sotto, dove ci sono le fondamenta, dove non ci sono rumori, dove ciò che vediamo non brilla di false promesse, ma è semplicemente così com’è.
Certo bisogna avere coraggio a fermarsi, a prendere fiato e a immergersi, a stare in silenzio, a guardarsi dentro senza distrazioni, senza luci, senza rumori. Ma lo dovremmo fare tutti ogni tanto, per capire cosa vogliamo davvero.
E di tanti pesci che ci sono in mare, forse dovremmo iniziare a non guardare solo quelli più colorati, più rari o più attraenti, perchè più vicini a ciò che ci siamo sempre immaginati. Non dovremmo ricercare quelli che non vediamo, smettere di rincorrere quelli che vanno via, nè avvicinarci a quelli che sappiamo che potrebbero essere pericolosi . Dovremmo iniziare ad aprire gli occhi sott’acqua e  semplicemente vedere chi c’è. Quei pesci  intorno a noi, che ti aspettano anche se non li vedi mai, che ti girano intorno sorridendo, che condividono con te una nuotata, che ti accompagnano sempre e senza mai aspettarsi nulla in cambio.
Questo per dirvi che dovremmo fermarci, dovremmo smetterla di cercare qualcosa che esiste soltanto nella nostra testa, qualcosa distorta dalle luci della ribalta e dal lavaggio del cervello che ci hanno fatto i media e iniziare a lasciar accadere le cose e permettere alle persone semplicemente di “essere” e apprezzarle per questo.
Non sarà magari come ce lo eravamo immaginate, ma forse un modo nuovo, diverso da quello che ha fatto sempre fallire tutte le storie del nostro passato, è quello che poi funziona.
Mi sono resa conto, grazie a una persona che ho conosciuto di recente, che molto spesso cerco di adattare la realtà alle mie aspettative e non viceversa. Nel corso degli anni mi sono fatta un’idea di uomo che vorrei accanto, facendo probabilmente un mix di caratteristiche delle persone che ho conosciuto, prendendo un pezzo qui e un pezzo la, formando un omino cucito di tante toppe colorate, tanto perfetto, quanto irreale. Per tanto tempo ho Voluto che le cose andassero esattamente come me le ero immaginate, alla velocità che volevo io e come volevo io e, se non succedeva esattamente quello che avevo in mente, mandavo tutto all’aria, facendo i capricci e battendo i piedi come una ragazzina viziata.
Quello che amo della vita, è che non si finisce mai di imparare, a ogni età e che, a volte, le persone che credevi fossero entrate solo per darti incazzature e dispiaceri, sono quelle che poi ti danno le lezioni di vita più vere, basta non scappare.
E sono contenta, perché finalmente qualcuno, seppur involontariamente, mi ha messa davanti a uno specchio e mi ha costretta a guardarmi. Senza sparire dinnanzi alla mie stranezze, mettendomi semplicemente davanti ai miei sbagli.
E quello che ho visto, sono stati tanti capricci. Dovuti a quelle maledette aspettative che ci siamo create, dovuti a tutte le cavolate di cui ci riempiamo la testa ogni giorno e che, se deluse, sfociano in lamentele.
Quindi ho deciso di prendere fiato e di andare un po’ più a fondo. Perché ho voglia di vedere cosa c’è sotto, ho voglia di vedere chi non riuscivo a vedere prima, perché troppo impegnata a godermi la “festa” in superficie. E stavolta, soprattutto, ho voglia di permettere a chi mi sta intorno di avvicinarsi.
L’errore più grande che possiamo fare è quello di tentare di cambiare le persone, snaturandole così della loro parte più bella, se stessi.
Io credo che realizzeremo di essere amate, quando riusciremo a vedere che li, nascosto in fondo al mare, c’è chi ci ha sempre accettate per quello che siamo, anche nelle nostre piccole follie e, semplicemente, ci stava aspettando…

riflessioni

Gli uomini preferiscono le stronze

Gli uomini preferiscono le stronze. E non dite di no!

Perché questo è il frutto di 41 anni di esperienza in cui ho provato ad essere me stessa e sono finalmente arrivata a capire che non funziona.

Io dichiaro pubblicamente che, il prossimo che mi dice quanto sono meravigliosa, perfetta, che non ho sbagliato niente, che non è colpa mia e me lo dice mentre mi gira le spalle e se ne va, gli tiro un calcio in culo cosi forte che senza accorgersene si ritrova a Timbuctù con un diretto solo andata!

Certi uomini sono tanto coraggiosi a parole e a botte di chat, ma quando si ritrovano faccia a faccia davanti a te, diventano così codardi da inventarsi ogni tipo di cazzata, pur di non dirti che semplicemente non gli piaci più.

E sapete, Signore, perché all’inizio erano fuoco e fiamme e adesso non gli piacciamo più?

Perché all’inizio non ne eravamo convinte nemmeno noi e ci veniva naturale fare le stronze.

Perché in fondo c’era quel sorriso che non ci piaceva, quel suo modo un po’ dandy di vestire e di pettinarsi, a volte troppo vecchio, altre troppo giovane, troppo mondano, troppo pantofolaio e mentre noi prendevamo le misure con le nostre insicurezze e i nostri leciti dubbi iniziali, loro, piano piano, si prendevano un pezzettino del nostro cuore.

Ed ecco che improvvisamente avviene quello che non dovrebbe mai capitare: iniziano a piacerci!

E quello, Signore, è il momento in cui iniziate a perderli.

Il momento in cui gli volete fare una sorpresa, in cui gli preparate la cena con il suo piatto preferito, in cui spostate i vostri impegni pur di stare con lui ecco, esattamente quello, è il momento in cui gli avete indirizzato il cammino verso l’uscita principale.

Odio ammetterlo, ma la furbizia ci vuole, le tattiche pure.

E non credete a tutti i commenti che gli uomini faranno (anche a questo articolo) dicendo che non è vero, che loro apprezzano spontaneità, genuinità, naturalezza, e vi porteranno mille esempi di donne semplici con cui stanno o sono stati che però, guarda caso, non siete mai voi.

Fategli credere di essere naturalmente stronze, ma se vi dovesse venire naturale dirgli che vi piace cosi tanto, che era tanto tempo che qualcuno non vi faceva battere il cuore, che non vi siete mai sentite così prima, che vi state innamorando di lui…ecco, Signore, mettetevi un tappo in bocca, alzate i tacchi e scappate il più lontano possibile finché, questo momento di delirio romantico, non siete certe che vi sia totalmente passato. Fatelo, davvero, vi prego!

E’ un po’ come il discorso delle tette finte. Se chiedi agli uomini, 9 su 10 ti dicono che non le amano e che preferiscono al tatto quelle naturali, che non c’è paragone.

Poi li vedete taggati su Facebook in un fidanzamento lampo ufficiale con Miss maglietta bagnata 2015 che di naturale ha tutto, tranne che le tette. Con la stessa, a breve, si sposerà e avrà un esercito di figli che si nutriranno dalle sue tette finte.

E’ la stessa cosa delle donne che non sono interessate ai soldi, ma poi, se uno le va a prendere con la Alfetta scassata, il giorno dopo cambiano numero di telefono o si fingono malate terminali.

Oggi si predica bene e si razzola male. Io per prima, tanto saggia qui a dare consigli a voi, quanto poi totalmente incasinata nella mia vita.

Perché quelli che più ci fregano non sono gli stronzi, no, con gli stronzi sappiamo come comportarci, li sappiamo affrontare, siamo preparate, teniamo le barriere alte. Chi ci frega sono quelli che dormono con noi, che fanno la spesa con noi, che parlano di noi ai genitori, cucinano per noi e poi, di punto in bianco, ci piantano con il sorriso, tanto affetto e un lungo abbraccio (e ci accompagnano celermente all’uscita).

Se vogliamo però cercare di evitare tutto questo io, per esperienza, vi sconsiglierei a priori qualche categoria inevitabilmente deludente:

1)      quelli che non hanno l’orario su whatsapp (perché la mamma si preoccupa se lui non risponde, ovviamente)

2)      chi vi dice che non vuole essere taggato con voi sui social  (perché è una persona riservata. Sicuramente, quando è a letto con le altre!)

3)      chi vi parla delle ex (ma con chi stai con me o con lei, sono confusa)

4)      ossessivi compulsivi maniaci del lavoro (egoisti e predestinati a vivere soli, lasciate stare)

5)      chi si “innamora” troppo velocemente (con la stessa velocità si disinnamorerà)

6)      quelli con più di 10 anni di differenza di età. (in su o in giù, 10 è il massimo tollerabile per avere vite simili)

 Per tutto il resto, Signore, siate stronze, furbe e senza pietà!

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